Il West del Fumetto italiano in mostra alla Biblioteca Salaborsa di Bologna

ARTISTI BOLOGNESI TRA FUMETTO E WEST

Dal 12 al 23 dicembre approda in Piazza coperta di Salaborsa il mondo del West alla bolognese. A rappresentarlo egregiamente, tre illustratori che hanno fatto la storia del fumetto: Lucio Filippucci, Giovanni Romanini e Sergio Tisselli. La mostra, organizzata dall’Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione (Anafi) e da Little Nemo Art Gallery, visitabile negli orari di apertura di Salaborsa, raccoglie tante illustrazioni originali dove a farla da protagonista è uno sguardo allargato alle nostre colline e alle nostre pianure, che evoca scene e trame tipiche delle pianure del west americano.

La conferenza di presentazione della mostra si tiene all’Auditorium Enzo Biagi il 12 dicembre alle 17.30: vi prenderanno parte Silvia Masi, responsabile di Biblioteca Salaborsa, Paolo Gallinari – Presidente Anafi, il critico di fumetto Giulio Cesare Cuccolini, Angelo Nencetti, già Direttore del Museo del Fumetto di Lucca, Sergio Pignatone dello Studio Bibliografico Little Nemo di Torino (editore del ricco catalogo della mostra), Giovanni Brizzi, Docente dell’Università di Bologna, Giovanni Marchi (sceneggiatore), e il dott. Michele Tana, in rappresentanza di Emil Banca, grazie al cui contributo e sostegno è stato possibile realizzare la mostra.

L’iniziativa è inoltre patrocinata dall’Istituto Beni Artistici Culturali Naturali dell’Emilia-Romagna, oltre che dal Comune di Bologna, e con la collaborazione del Circolo Costarena.

Info: www.amicidelfumetto.itwww.bibliotecasalaborsa.it.

I tre autori al centro dell’esposizione hanno partecipato alle scorse edizioni degli incontri con appassionati di fumetto alla scoperta del dietro le quinte delle storie disegnate. Per i fan, Biblioteca Salaborsa ha pensato a un archivio online dove è possibile trovare e cercare tutte le storie ambientate a Bologna, con indici di autori e personaggi e mappe tematiche: Bologna dei fumetti.

Il mito del West comprende una lunga tradizione in particolare in ambito fumettistico, dove riesce ad attraversare indenne le generazioni dei lettori più accaniti. Il personaggio nella narrativa disegnata italiana più emblematico è certamente Tex Willer, che sin da quando fu creato dalla penna di Gianluigi Bonelli e dalla matita di Galep (Aurelio Galleppini) nell’ormai lontano 1948, non mostra segni di cedimento neanche da parte dei lettori più giovani.

Il genere western è stato interpretato in tante declinazioni: narrativa, cinema, letteratura hanno creato innumerevoli personaggi, depositando il mito della frontiera nell’immaginario collettivo e offrendo un archetipo che continua ad affascinare e che ripropone negli anni tutti gli elementi del western classico e di quello moderno. L’ambientazione è otto/novecentesca, ma la chiave di lettura è essenzialmente quella del nuovo millennio, e i personaggi si fanno portatori di sentimenti comuni e quotidiani – il ritorno della xenofobia, l’ambiguità della legge, l’abuso di potere e la piaga degli omicidi a sangue freddo.

Nel genere western, ogni leggenda nasconde una realtà antieroica fatta di uomini, bianchi o rossi, con le qualità e i difetti che ci accomunano. Uno dei precursori del fumetto western nel nostro paese è stato Rino Albertarelli, che con il suo Kit Carson del 1937 celebra una delle figure storiche più rappresentative del west, rifacendosi ai codici grafici e narrativi americani ancora oggi in uso e adattandoli al contesto italiano.

La mostra ci propone il punto di vista del mito del West di tre maestri del fumetto che rappresentano una parte importante della storia del fumetto italiano. Lucio Filippucci, Giovanni Romanini e Sergio Tisselli sono figli di un territorio, quello bolognese, che è punto di riferimento del fumetto Italiano. Sono stati discepoli/amici di Magnus alias Roberto Raviola, il Maestro, grazie al quale hanno affinato l’arte della narrativa disegnata contribuendo così a sfatare la presunta separazione tra il cosiddetto fumetto popolare e il fumetto d’autore, che pretendeva di distinguere la produzione seriale, da edicola, come Tex, dal romanzo grafico destinato ad un pubblico adulto. Esempi in tal senso li ritroviamo nel Texone capolavoro La Valle del Terrore di Magnus, dove Romanini collabora con il maestro disegnandone le scene a cavallo dei protagonisti, o ancora nelle Avventure di Giuseppe Pignata, dove si dispiega tutto il talento di Sergio Tisselli nell’interpretare con l’arte dell’acquerello la sceneggiatura di Magnus. Per non parlare del bellissimo Texone dal titolo Seminoles, dove Lucio Filippucci interpreta graficamente la sceneggiatura di uno dei padri del fumetto western Italiano, lo scrittore Gino D’Antonio (l’ideatore della Storia del West,1967) in un’opera di rara e completa armonia narrativa.

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