Uomini sulla Luna, in edicola!

Come ti avevo accennato nell’articolo precedente, l’avventura lunare di Tintin uscì a puntate tutta di fila con lo stesso titolo iniziale, Objectif Lune, nel settimanale Tintin dal 30 marzo 1950 al 30 dicembre 1953. Questa è la seconda parte (On a marché sur la Lune), pubblicata in albo da libreria nel 1954. Prima che l’astronauta Armstrong potesse dire altrettanto, si dovrà aspettare il 1969… ma il desiderio di andare sul nostro satellite è antico: ci pensava già Luciano di Samosata nel secondo secolo dopo Cristo. E come non ricordare l’Ariosto con l’Orlando Furioso e via via nel corso dei secoli fino a Jules Verne con Dalla Terra alla Luna e H.G. Wells… Arrivarci davvero ha richiesto un grande lavoro e molto coraggio, si sa, con tecnologie che oggi potremmo considerare primitive. Va detto che Tintin e amici avevano dalla loro la genialità del professor Girasole e la collaborazione della Syldavia…

Albo speciale

Gli intrepidi astronauti della NASA vennero calorosamente omaggiati da Hergé con un disegno che li vedeva accolti da Tintin e amici al momento dell’arrivo (reale) sulla Luna, con tanto di mazzo di fiori. Disegno che, come puoi vedere, diventò anche la copertina di un albo dedicato alla missione lunare, con raffronti tra quella realizzata dal professor Trifone Girasole e quella della NASA, chiuso in quarta di copertina da una frase autografa di Hergé: “A forza di credere nei propri sogni, l’uomo può farli diventare realtà”. In questo albo viene anche ripubblicata (a colori) la storia precedentemente uscita su Paris-Match nel 1969, dedicata ad Apollo 12. Il 2 luglio 1969 Hergé incontrò a Bruxelles Frank Borman, astronauta dell’Apollo 8; nel 1982 un asteroide simile a quello incrociato da Tintin (e scoperto nel 1953, ricevette il nome di Hergé; un albo con le firme degli astronauti è oggetto di scambi fra collezionisti… e altro ancora ha segnato un rapporto stretto fra l’astronautica reale e quella narrativa di Tintin.

Attenzione: semi spoiler! Questa storia presenta anche un tema che all’epoca era delicatissimo in Occidente: il suicidio. Niente spoiler qui, per non togliere emozioni ai nuovi lettori, ma sappi che una censura della Chiesa costrinse Hergé a cambiare, decisamente di malavoglia, un elemento chiave. La lettera (che trovi in immagine) dovette essere “addomesticata”. Una assurdità dal punto di vista narrativo, ma tant’è.

Se ne parla ufficialmente qui, ma se per te la storia è nuova, rimanda la lettura di questa pagina del sito a dopo:
http://fr.tintin.com/albums/show/id/17/page/0/0/on-a-marche-sur-la-lune

L’albo speciale citato è ormai una rarità da collezionisti:

Ovviamente i copyright sono i soliti ben noti: Hergé-Moulinsart e Casterman, Rizzoli Lizard per le varie edizioni.


Dal mio carteggio con la redazione, quando mi occupai della revisione filologica dell’intera serie per la nuova traduzione Rizzoli Lizard di Giovanni Zucca, ecco giusto un paio di note e di pagine:

132- Terra maiuscolo anche nel balloon della voce dalla base.
135- vignette fondo pagina – deve capirsi bene che Haddock è ubriaco: perciò bisogna, come nell’originale, continuare i piccoli raddoppiamenti (T-torna qui! – p-possibile – p-poco – V-vieni q-qui subito!

Ciao Gianfranco, Il nostro traduttore ha pensato a un bell’adattamento per il “reversant” di pagina 79.
A me sembra perfetto, tu che ne pensi?
    “È favoloso, allucinante, ti — ehm, come dire
—- ti stende proprio, eh capitano?”

Bravo Giovanni!

Tutte le uscite di Tintin, commentate su afNews: http://www.afnews.info/wordpress/tag/tintinedicola/

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