Hergé, figlio di Tintin – di Benoît Peeters

Conobbi il buon Benoît, tanto tempo fa. Eravamo giovani tutt’e due, in effetti, e tutt’e due tintinologi. O dovremmo dire tintinomaniaci? Forse tintinofili, via. O magari figli di Tintin…
Fatto sta che Peeters ha costantemente accompagnato la sua carriera di autore di fumetti (e non solo) a quella di studioso, in particolare di Hergé (che incontrò) e della sua opera. Il volume Hergé, fils de Tintin, la biografia che Peeters ha realizzato a suo tempo, dopo una ricerca certosina e approfondita, ha il tocco particolare di un’opera empatica, non solo scientifica. Ed è particolarmente interessante la suggestione che Peeters pone fin dal titolo: Hergé è figlio di Tintin. Curioso, eh? Di solito degli autori di fumetti si dice il papà di Lupo Alberto, il papà di Tex, il papà di Topolino, i genitori di Asterix
Dalle avventure di Tintin emergono le (dis)avventure di Hergé, ma non solo: col passare del tempo, ci fa notare Peeters, si nota che Tintin, come fosse vivo, modifica Hergé, lo influenza, lo rende proprio figlio. Benoit non risparmia nulla a Hergé, in questa biografia, ma lo fa con la compassione dovuta. E, come spesso capita nelle biografie scritte bene, leggere la vita di un essere umano, coi suoi pregi e i suoi difetti, non può non commuovere. Perché c’è sempre qualcosa di noi, negli altri e, spesso, quelle che si rispecchiano con più forza dentro, sono le debolezze.

Il libro, nella nuova edizione 2016, è disponibile in rete (in digitale e anche nella versione cartacea) e sarebbe il caso che qualche editore italiano si decidesse a tradurlo anche per l’Italia…

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Copertina dell’edizione 2016.
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Dedica che Benoît Peeters mi scrisse sulla copia del volume del 2002 che generosamente mi mandò.