La meravigliosa arte del lettering!

Che fastidio, vedere dei fumetti con un lettering “brutto” o “meccanico”, eh? Certo, siamo abituati a ben altro, da quando Rodolphe Töpffer iniziò a usare le nuove possibilità della “autografia”1, che consentirono, per la prima volta dopo Gutemberg, di stampare disegni e calligrafia insieme in modo efficace. Ciò ha fatto sì che il racconto per immagini diventasse (nuovamente, dopo il Medioevo) coerente dal punto di vista stilistico e delle emozioni, essendo fatto a mano. Un bravo letterista offre al racconto un arricchimento significativo ed essenziale, insostituibile. Peraltro è cosa rara che un bravo disegnatore sia anche un bravo letterista: si tratta di arti con caratteristiche e specializzazioni diverse.

Un’arte da tenere in palmo di mano.

In questo video, una sintetica presentazione delle origini del Lettering statunitense.

Qui un esempio (che uso spesso nelle mie conferenze, dalla rivista Mad) di una famosa storia in cui il letterista ha usato solo effetti sonori.

Esempi di lettering dell’italiano Diego Ceresa, tra cui uno su una mia sceneggiatura con Topolino.

E qualche articolo precedente di afNews sul Lettering.

Guida agli strumenti del lettering

 

Lettering: intervista a Tom Orzechowski

 

Ma quanto è bello il bel Lettering!

 

Lettering, questo sconosciuto così bello

 

Lettering: Blake et Mortimer

Un sito sul Lettering

 

Diego Ceresa parla di lettering: le foto

Grammatica e Tradizione del Lettering fumettistico

 

1- Autografia: “Processo di riproduzione con matrice piana per cui l’originale viene scritto a mano, con inchiostro grasso, su carta preparata con uno strato di colla speciale a base d’amido, e poi trasportato su una pietra litografica sulla quale lascia un’impronta rovesciata.”