Sabato all’IC Poirino la cerimonia di chiusura del Museo delle Idee

Il Museo delle idee è un progetto di integrazione tecnologica realizzato dall’Istituto Comprensivo di Poirino. Il progetto combina linguaggi, metodi di lavoro, tecniche di esposizione, abilità diverse perché il lavoro intellettuale di una classe opportunamente strutturato e documentato possa fornire i materiali per la costruzione di un Museo delle idee, in cui si visualizzino contenuti e si esprimano abilità a 360 gradi.

L’idea di fondo è che il lavoro intellettuale di una classe (reale o virtuale) opportunamente strutturato e documentato possa fornire i materiali per la costruzione di un Museo delle idee, in cui si possano visualizzare contenuti ed esprimere abilità. Tutto quanto si fa in classe dunque viene finalizzato alla realizzazione finale di tale Museo: programmazione didattica, sviluppo di abilità specifiche adattate alle predisposizioni individuali dei ragazzi, attività interdisciplinari. Il Museo, essendo prodotto di integrazione, si suddivide in una parte reale e concreta e una parte virtuale, tecnologica. La parte reale è la realizzazione, secondo la tecnica descritta da Alberto Pian, di scene parlanti su macrocontenuti individuati in seguito a un attento e approfondito lavoro di esame di testi e di rielaborazione critica in ambito disciplinare letterario, artistico, musicale, scientifico, storico. Le scene parlanti sono ideate in chiave comunicativa (esplicitano, spesso in modo simbolico, i risultati delle rielaborazioni) e consistono nella costruzione di plastici, teatrini, modellini ecc. (generalmente si usano materiali di riciclo per stimolare la creatività dei ragazzi e la risoluzione di problemi). La parte virtuale è agganciata alla parte reale mediante la realizzazione di prodotti multimediali (immagini, file sonori esplicativi, brevi video, ecc.) messi a disposizione dei visitatori del Museo mediante canale podcast del sito scolastico. Una terza zona di intersezione è data dalla piattaforma di e-learning ‘Moodle’ , collocata sul sito della scuola (ad accesso limitato), che funge da luogo di elaborazione dei contenuti, di repositorio di materiale, di dibattito progettuale e di scambio creativo. Il progetto (che interessa la scuola secondaria di primo grado) ha una durata triennale. Comincia nella classe prima con l’impostazione di alcuni basilari: l’elaborazione collettiva delle idee, il lavoro di gruppo, l’uso di strumenti analitici e critici, l’uso di strumenti tecnologici (computer, programmi, LIM), l’incrementazione di abilità manuali per la costruzione di oggetti comunicativi gradevoli e significativi. Tutti questi elementi vengono applicati ai normali contenuti di studio curricolare. Prosegue nel secondo anno del corso di studi con lo sviluppo di quanto acquisito nel primo anno, lo studio di elementi di comunicazione di base per l’efficacia finale del Museo, l’esperienza di realizzazione di oggetti multimediali di ‘prova’, sempre naturalmente in armonia e in sintonia con gli obiettivi del curricolo ‘normale’ di studio. Il terzo anno il gruppo di lavoro diviene invece una specie di atelier creativo. Si elabora il progetto complessivo del Museo (lo si finalizza anche all’esame di stato di terza media) si studia e si legge molto durante la prima parte dell’anno, si accumulano idee e poi si procede alla realizzazione del vero e proprio Museo che viene, al termine dell’anno scolastico, allestito nella sala dove si svolgono gli esami. Il Museo conosce poi un momento di apertura al pubblico: il flusso dei visitatori viene gestito dai ragazzi che l’hanno costruito che si esercitano così nell’esposizione ‘in situazione’ dei loro elaborati. Appositi codici QR consentono il collegamento tra le scene parlanti e gli oggetti virtuali presenti nel canale podcast.

Il progetto è funzionante dal luglio del 2011, e si propone di:

Favorire l’autoapprendimento e l’autonomia nel lavoro – L’elaborazione di procedure (protocolli di lavoro) di tipo collaborativo per l’autoapprendimento (chi sa di più insegna a chi sa sa di meno) – Cooperazione nell’apprendimento secondo le competenze raggiunte – Interpretare e transcodificare testi e contenuti secondo linguaggi diversi – Imparare a utilizzare strumenti di produzione multimediali (software open-source) per la creazione di oggetti di comunicazione generalmente fruibili – Imparare a cooperare mediante strumenti di lavoro aperti (es. workshop; mini domini wiki cooperativi, podcast e piattaforme di e-learning) – Migliorare il livello di motivazione nell’apprendimento – Sviluppare abilità integrate (cognitive, operative, manuali ecc.) – Favorire negli allievi e negli insegnanti la riflessione sul lavoro svolto a livello di metodologia mediante la possibilità di accedere alla documentazione di ogni attività.

Questo progetto è nato dalla collaborazione per un modo nuovo di fare didattica con il prof. Alberto Pian dell’Istituto Bodoni Paravia di Torino. Ha un’alta possbilità di trasferibilità perché è un modo di fare didattica alternativo che sfrutta le potenzialità persenti nella scuola richiedendo l’uso ottimizzato delle risorse umane e tecnologiche presenti nella scuola. L’idea ovviamente è quella di incrementarne le possibilità migliorando ad esempio le dotazione. Tuttavia l’importante nel progetto non è la quantità né la qualità della dotazione tecnologica.. è il cambio di mentalità che conduce a una didattica aperta che si potrebbe definire totale: sfruttare tutte le risorse e le potenzialità che si hanno individualmente e collettivamente al meglio.

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