Fumetto italiano – Cinquant’anni di romanzi disegnati, a Milano

Dopo il grande successo di pubblico e di critica al Museo di Roma in Trastevere, la mostra “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” sarà ospitata dal 20 maggio al 10 luglio 2016 al Palazzo della Permanente di Milano.

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L’esposizione è una panoramica sull’arte del fumetto che ha l’intento di portare all’attenzione del pubblico le opere che, indipendentemente dalla veste editoriale e dai generi, possono fregiarsi, per la qualità dei testi e dei disegni, della qualifica di romanzi.
La panoramica, composta da quaranta romanzi grafici scritti e disegnati da altrettanti autori, prende il via dal 1967, anno in cui iniziò la pubblicazione di “Una Ballata del Mare Salato”, capolavoro di Hugo Pratt, in cui appare per la prima volta Corto Maltese, e prosegue nei decenni successivi con straordinari lavori tra i quali “Sheraz-De” di Sergio Toppi, “Le Straordinarie avventure di Pentothal” di Andrea Pazienza, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, “Max Fridman” di Vittorio Giardino, “Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare, passando dal romanzo a puntate ai graphic novel.

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La mostra presenta circa trecento tavole originali, disposte in ordine cronologico e per la prima volta affiancate, di romanzi a fumetti scritti e disegnati da un unico autore: da Hugo Pratt a Altan, Carlo Ambrosini, Ausonia, Dino Battaglia, Paolo Bacilieri, Roberto Baldazzini, Sara Colaone, Marco Corona, Elfo, Luca Enoch, Guido Crepax, Manuele Fior, Otto Gabos, Massimo Giacon, Gabriella Giandelli, Vittorio Giardino, Francesca Ghermandi, Gipi, Igort, Piero Macola, Magnus, Milo Manara, Lorenzo Mattotti, Attilio Micheluzzi, Marino Neri, Leo Ortolani, Giuseppe Palumbo, Andrea Pazienza, Tuono Pettinato, Sergio Ponchione, Davide Reviati, Filippo Scozzari, Davide Toffolo, Sergio Toppi, Pia Valentinis, Sebastiano Vilella, Vanna Vinci, Fabio Visintin, Zerocalcare.

Il progetto espositivo indaga generi narrativi molto diversi tra loro – romanzi d’azione, romanzi psicologici, romanzi biografici o storici, romanzi satirici, romanzi tratti da classici della letteratura, romanzi contenuti in un solo volume, romanzi seriali – ma che, grazie al percorso espositivo, risultano come suggestivi capitoli di un lungo racconto fatto di immagini e di parole fusi assieme dal linguaggio alchemico delle vignette.
Lungo le sale del Palazzo della Permanente il visitatore potrà immergersi in un mondo di personaggi unici, di scenari mutevoli, di tavolozze colorate, di nero di china e di bianchi abbaglianti alla scoperta dei lavori dei Maestri del fumetto di ieri e di oggi.
Un appuntamento imperdibile per gli appassionati da sempre e un’ottima occasione per chi vuole avvicinarsi e approfondire la “nona arte” in tutte le sue molteplici espressioni.

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Il progetto “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” è una co-produzione di Agema® SpA e ViDi. La mostra è curata da Paolo Barcucci e da Silvano Mezzavilla con la consulenza scientifica di Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Stefano Cristante, Enrico Fornaroli, Pier Luigi Gaspa, Giulio Giorello e Luca Raffaelli.

Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Skira che, oltre a saggi sull’argomento, porta all’attenzione del pubblico gli incipit – composti dalle prime cinque pagine in bianco/nero e a colori – di tutti i romanzi disegnati trattati.

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SCHEDA TECNICA

Titolo
Fumetto italiano
Cinquant’anni di romanzi disegnati

Sede
Palazzo della Permanente
Via Filippo Turati, 34 – 20121 Milano

Date
20 maggio – 10 luglio 2016

A cura di
Paolo Barcucci
Silvano Mezzavilla

Consulenza scientifica
Daniele Barbieri; Sergio Brancato; Stefano Cristante; Enrico Fornaroli; Pier Luigi Gaspa; Giulio Giorello; Luca Raffaelli

Prodotta e organizzata da
Agema® SpA ViDi

Catalogo
Skira
Orari
Tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti
Intero: 8,00 euro
Ridotto: 6,00 euro

Informazioni www.lapermanente.it www.agema.it/fumetto www.vidicultural.com

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Fumetto italiano: un lungo romanzo disegnato
di Silvano Mezzavilla

Quaranta romanzi a fumetti, selezionati per rappresentare un po’ tutte le forme narrative che hanno caratterizzato la “nona arte” nell’arco dell’ultimo mezzo secolo in Italia, sono i protagonisti della mostra “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati”.

Raccontano storie d’avventura, trame satiriche, biografie e autobiografie, e sono anche trasposizioni di classici della letteratura o cronache della realtà quotidiana.
Alcuni romanzi, in particolare quelli prodotti fino agli ultimi anni novanta, sono stati pubblicati, anche a puntate, su riviste, su almanacchi, su albi seriali distribuiti nelle edicole; altri, dal duemila ai giorni nostri, sono stati concepiti per essere subito stampati in un unico volume, venduto nelle librerie.
Questa varietà di formati editoriali, le cui motivazioni sono storiche e industriali, non ha avuto peso sulle scelte perché si è guardato esclusivamente alla consistenza narrativa delle opere, alla loro rilevanza all’interno degli specifici generi, agli esiti artistici della sinergia tra parola e immagine.

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Più che attardarsi sull’etichetta – graphic novel, letteratura disegnata o quant’altro – da affibbiare al romanzo disegnato, è stata data rilevanza al fumetto come linguaggio del tutto originale, autonomo e profondamente duttile, e a suoi interpreti, artisti capaci di inventare mondi fantastici come di descrivere i sentimenti dell’uomo contemporaneo.
Poi, data la notevolissima quantità di romanzi, anche pregevoli, realizzati nel periodo preso in considerazione, la preferenza è andata a opere firmate da un unico autore, creatore sia dei testi che dei disegni dell’opera selezionata.

Insomma, si è privilegiata l’autorialità, espressione di una singola volontà: quella dell’artista che tiene le redini di linguaggi paralleli, a volte convergenti ma mai ridondanti, che integra parola e immagini, simultaneamente e perfettamente, in modo che il suo disegno esprima le atmosfere e le emozioni che la parola evoca, e che la parola definisca situazioni che il disegno completa.

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La mostra “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” è composta di quasi trecento, preziosissime, tavole originali – gentilmente concesse dagli autori, dagli eredi, da collezionisti – che danno modo di scoprire ed apprezzare le tecniche grafiche caratteristiche dei vari artisti.
Di ogni opera, il pubblico della mostra “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” potrà ammirare dalle cinque alle dieci tavole: in moltissimi casi la sequenza iniziale, ovvero quella abitualmente progettata per calamitare la curiosità del lettore e indurlo a inoltrarsi nei percorsi, ancora segreti, del racconto.
I romanzi sono disposti in ordine cronologico, iniziando da “Una Ballata del Mare Salato”, di Hugo Pratt pubblicato nel 1967 sulla rivista “Sgt. Kirk” e considerato da molti critici, non solo italiani, come il primo “romanzo a fumetti”, cui seguono tante altre storie create da celebri maestri e da giovani talenti.
Assieme, formano la storia del fumetto italiano, come in un lungo romanzo disegnato.

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Il fumetto è arte
di Paolo Barcucci

Questa mostra è il compimento di un percorso che, per quanto mi riguarda, ha un’origine lontana nel tempo e di cui fa parte la storia degli Editori del Grifo, una casa editrice che ha avuto un ruolo importante per il riconoscimento del fumetto italiano d’autore come vera e propria arte.
Gli Editori del Grifo sono stati fondati dal sottoscritto e da Mauro Paganelli quando eravamo ancora due giovanissimi studenti di filosofia, fortemente interessati alla linguistica e alla semiologia. Appassionati di fumetto e animati da incoscienza giovanile, decidemmo di proporre un approfondimento culturale sugli autori da noi amati. Grazie a Vincenzo Mollica avemmo la possibilità di intervistare Crepax per ricavarne un libro, un saggio di tutto rispetto.
La fortuna sorrise agli audaci. Fummo accolti da Guido Crepax con grande cortesia, ci rilasciò una bellissima intervista aprendoci il suo mondo raffinato e facendoci notare i tanti dettagli che ornavano le storie di Valentina: arredamenti di design, abiti e accessori di moda, oggetti quotidiani sempre coerenti con il tempo e il luogo in cui si svolgeva il racconto.
Crepax ci introdusse presso la redazione di “Linus” dove raccogliemmo le testimonianze di Fulvia Serra, Cettina Novelli, Nicoletta Pardi e Stefania Rumor. Tramite le amiche di “Linus” ottenemmo un recapito telefonico e l’indirizzo di Hugo Pratt che, proprio in quei giorni, si trovava a Milano.

Con una notevole faccia tosta ci presentammo da Pratt che, dopo un primo momento di ruvida diffidenza, ci accolse e accettò di parlare con noi. Per me fu una grande emozione trovarmi di fronte all’autore la cui lettura mi aveva tanto emozionato. Hugo, oltre a raccontarci la sua poetica e mostrarci come si disegna ad acquarello, ci condusse nei suoi luoghi di affezione milanesi: il negozio di colori, la trattoria preferita, il libraio di fiducia. Ci accompagnava in questa escursione Patrizia Zanotti, una ragazza, allora poco più che adolescente, che stava imparando la tecnica del colore da Hugo e che negli anni a venire divenne una delle sue più preziose collaboratrici.
Pratt era un grande affabulatore, potevi stare ore ad ascoltare i suoi racconti senza mai stancarti, e capimmo subito la sua grande capacità di inventare e costruire storie complesse e appassionanti partendo da un nome di persona, da un toponimo geografico o da un piccolo fatto storico. Piccoli semi da cui germogliavano grandi racconti.
Ebbi anche la possibilità di scattare una serie di foto in bianco e nero a entrambi i “mostri sacri” del disegno mentre erano intenti al loro lavoro. Tornammo a casa con il materiale per fare due libri, comprese due splendide copertine a colori inedite. Nacque così la collana “L’autore e il fumetto” che aveva uno schema semplice ma efficace: un’intervista con l’autore, delle testimonianze inedite raccolte dal vivo e dei saggi ripresi da riviste e altre pubblicazioni, tra cui uno prezioso di Roland Barthes su Crepax.

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Presentammo i libri a Lucca Comics del 1980 dove ottenemmo un successo enorme e inaspettato; il primo giorno esaurimmo le copie che avevamo portato per cui dovemmo tornare a casa a rifornirci. A queste due prime pubblicazioni seguirono altri libri analoghi su Dino Battaglia, Aurelio Galleppini, Andrea Pazienza e Milo Manara, Altan, Attilio Micheluzzi, Tanino Liberatore, Moebius e Giorgio Cavazzano.
Con molti di questi autori nacquero anche sinceri rapporti di amicizia, in particolare con Crepax, Manara e Liberatore. La frequentazione con Pratt continuò in incontri a Venezia e a Parigi: indimenticabili le passeggiate con lui in queste città ascoltando storie e racconti affascinanti; Hugo era un lettore instancabile, conosceva ogni angolo di Venezia e per ogni angolo conosceva una storia. Di questi autori abbiamo anche proposto mostre personali in prestigiosi musei. Un altro incontro fondamentale è stato quello con Andrea Pazienza, conosciuto a Bologna nei primi anni ottanta. Non era un periodo felice per Andrea, che viveva vicende tormentate a causa della droga e di alcune delusioni sentimentali. Riuscimmo a convincerlo ad allontanarsi da Bologna e a venire a Montepulciano per “ricostruirsi” in un ambiente sicuramente più ospitale.

Sono stati anni felici quelli di Andrea in Toscana, dove ritrovò il piacere di disegnare e l’amore grazie a Marina Comandini, sposata nel 1986. A Montepulciano era benvoluto e amato da tutti, e Andrea ricambiava con grande generosità regalando un gran numero di disegni agli amici. Guardare Andrea al tavolo da disegno era uno spettacolo eccezionale, la sua velocità, la capacità di adattarsi a qualsiasi strumento e a qualsiasi supporto era straordinaria, riusciva a trarre inaspettate sfumature di colore da pennarelli quasi esauriti, la sua scrivania era una distesa di questi pennarelli che non venivano mai buttati. Andrea era anche un grande intrattenitore, e la sua villa di Montepulciano divenne ben presto un luogo frequentato da personaggi come Benigni, Bertolucci, Renato Nicolini, Vincino e dai danzatori della compagnia Sosta Palmizi. Pazienza era anche un narratore del suo tempo, tra i primi a raccontare il disfacimento degli ideali di quegli anni e il conseguente appiattimento culturale. Ha inventato personaggi crudeli come Zanardi che, all’epoca, potevano sembrare paradossali, ma poi la realtà ha superato la fantasia. Questi incontri e queste amicizie hanno rinforzato il DNA della casa editrice che, sempre di più, voleva affermare l’identità del fumetto come genere artistico autonomo, alcune delle storie da noi pubblicate infatti erano definibili come “letteratura disegnata”. Per queste ragioni e con questi presupposti decidemmo di fondare la rivista “Il Grifo”. Fu una stagione breve ma molto intensa. In tre anni di pubblicazioni alternammo racconti disegnati di altissima qualità a testi dei più importanti autori europei che avevano come argomento il fumetto.

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Furono memorabili le collaborazioni di Milo Manara con Hugo Pratt per El gaucho e con Federico Fellini per Il viaggio di G. Mastorna, e fu proprio Fellini a dare un nuovo impulso alla nostra vocazione di comunicare il fumetto come arte Fellini era estremamente attento e competente, ricordo ancora una sua dissertazione su Moebius e sulla sua arte visionaria che, se non si fosse tenuta al tavolo di un noto ristorante romano, sarebbe potuta essere una appassionante lectio magistralis.
Il team del “Grifo” era straordinario, avevamo Cinzia Leone non solo come disegnatrice ma anche come curatrice grafica, vantavamo autori come Manara, Moebius, Giardino, Liberatore, Echaurren, Angese, Cavezzali, Loustal, Varenne, Matticchio, Staino, Torres, Stanton e Crumb. “Il Grifo” annoverava anche molte firme prestigiose nel campo della letteratura e del giornalismo: Stefano Benni, Nico Orengo, Marco Giovannini, Omar Calabrese, Ermanno Cavazzoni, Daniele Del Giudice, Susanna Tamaro e Beniamino Placido.
Furono recuperati testi rari e poco noti di grandi scrittori: Attilio Bertolucci che scriveva sul Signor Bonaventura e su Fortunello, Enzo Biagi che raccontava di Topolino giornalista, un’intervista a Cesare Zavattini del 1940 su Totò e un articolo di Dino Buzzati del 1968 su Paperone. Inoltre pubblicammo i fumetti di Giovannino Guareschi e lo storyboard originale di Pier Paolo Pasolini per La Terra vista dalla Luna, che era stato realizzato con tecnica fumettistica. Tutto questo testimonia che la rivista “Il Grifo” è stata una voce autorevole sui comics e su tutto l’ambito culturale prossimo a essi e che quindi si può ravvedere una diretta discendenza tra questa e la mostra di oggi.

Purtroppo anche questa avventura, come tutti i bei sogni, era destinata a finire. Nell’arco di pochi anni sono scomparsi i principali autori: Pazienza ci ha lasciato, spezzandoci il cuore, nel 1988, Pratt e Fellini se ne sono andati nel 1995, lo stesso anno in cui decidemmo di chiudere la rivista, che non poteva resistere in un mondo dove la distribuzione premiava la quantità a scapito della quantità e dove una piccola impresa, per di più in provincia, non aveva la possibilità di competere con i grossi gruppi editoriali.
Gli Editori del Grifo sono stati una “start up” ante litteram e hanno praticato la “new economy” con troppo anticipo
per goderne i meritati risultati. Posso dire che la rivista ha raggiunto in pieno lo scopo culturale per cui era nata, ovvero affermare con forza che il fumetto è un’arte tutt’altro che minore, che può confrontarsi a pari livello con la letteratura e il giornalismo. Una cosa che oggi, in tempi di graphic novel e graphic journalism, potrebbe apparire scontata ma che vent’anni fa non lo era. Gli amici che pubblicavamo ieri sono i maestri indiscussi degli autori di oggi.

07_I curatori - afnews
Fumetto italiano
Cinquant’anni di romanzi disegnati

ELENCO CRONOLOGICO DELLE OPERE + AUTORI

ANNO

prima pubblicazione

TITOLO OPERE NOME AUTORI

1 1967 Una Ballata del Mare Salato Hugo Pratt

2 1975 Valentina nel metrò Guido Crepax

3 Lo Sconosciuto, il sequestrato della Sierra Magnus

4 Le straordinarie avventure di Pentothal Andrea Pazienza

5 L’uomo della Legione Dino Battaglia

6 1979 Cuori Pazzi Altan

7 Sharaz-De, la lunga notte Sergio Toppi

8 1980 La Dalia Azzurra Filippo Scozzari

9 1983 Air Mail Attilio Micheluzzi

10 1984 Fuochi Lorenzo Mattotti

11 Fuzzi Bugsi Massimo Giacon

12 1988 Sognare, forse…Le avventure Orientali di Giuseppe Bergman

13 1993 Sprayliz Luca Enoch

14 1997 Napoleone, l’occhio di vetro Carlo Ambrosini

15 2000 Max Fridman, No Pasaran Vittorio Giardino

16 2001 Carnera la montagna che cammina Davide Toffolo

17 2002 5 è il numero perfetto Igort

18 2005 In mezzo, l’Atlantico Marco Corona

19 Obliquomo Sergio Ponchione

20 Love Stores Elfo

21 2008 Un sogno turco Giuseppe Palumbo

22 P-HPC Post Human Processing Center Ausonia

23 2009 Fuori Bordo Piero Macola

24 Interno metafisico con biscotti Sebastiano Vilella

25 Non di questo mondo (Rat Man) Leo Ortolani

26 2010 Ciao Ciao Bambina Sara Colaone

27 Cinquemila chilometri al secondo Manuele Fior

28 2011 Cronache dalla palude Francesca Ghermandi

29 La coda del Lupo Marino Neri

30 2013 Lontano Gabriella Giandelli

31 L’inverno di Diego Roberto Baldazzini

32 2014 Dimentica il mio nome Zerocalcare

33 Nevermind Tuono Pettinato

34 Fun Paolo Bacilieri

35 Ferriera Pia Valentinis

36 L’isola Fabio Visintin

37 2015 Tamara de Lempicka Vanna Vinci

38 L’illusione della terra ferma Otto Gabos

39 2016 Sputa tre volte Davide Reviati

40 INEDITO Walker Gipi

Le mostre

Fumetto italiano
Cinquant’anni di romanzi disegnati

a cura di Paolo Barcucci e Silvano Mezzavilla

Quaranta “romanzi disegnati”, firmati da altrettanti artisti – autori sia delle sceneggiature che dei disegni – raccontano cinquant’anni di storia del fumetto italiano.
Sono lunghe storie d’avventura, biografie e autobiografie, trame satiriche, trasposizioni di opere letterarie, cronache della realtà quotidiana. E rappresentano un po’ tutte le forme editoriali che hanno fatto conoscere “l’arte sequenziale” in questo mezzo secolo: dalle riviste distribuite in edicola, che per più di trent’anni hanno stampato, anche a puntate, i romanzi a fumetti, ai graphic novel, narrazioni autoconclusive che oggi hanno conquistato gli scaffali delle librerie e soprattutto un pubblico nuovo.

Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati è una panoramica sull’arte del fumetto che prende il via dal 1967, anno in cui iniziò la pubblicazione di “Una Ballata del mare salato”, capolavoro di Hugo Pratt, in cui appare per la prima volta Corto Maltese, e prosegue nei decenni successivi con straordinari lavori tra i quali “Sheraz-De” di Sergio Toppi, “Le Straordinarie avventure di Pentothal” di Andrea Pazienza, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, “Max Fridman” di Vittorio Giardino, “Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare, passando dal romanzo a puntate ai graphic novel.

Il volume, a corredo della mostra romana, presenta circa trecento tavole originali, disposte in ordine cronologico e per la prima volta affiancate da romanzi a fumetti scritti e disegnati da un unico autore: da Hugo Pratt ad Altan, da Guido Crepax a Milo Manara, da Davide Reviati a Sergio Toppi, da Pia Valentinis a Gipi, Fabio Visintin e Zerocalcare.
Vengono indagati generi narrativi molto diversi tra loro (romanzi d’azione, romanzi psicologici, romanzi biografici o storici, romanzi satirici, romanzi tratti da classici della letteratura, romanzi contenuti in un solo volume, romanzi seriali) ma che, grazie al percorso espositivo, risultano come suggestivi capitoli di un lungo racconto fatto di immagini e di parole fusi assieme dal linguaggio alchemico delle vignette.
Oltre ai saggi sull’argomento, il libro porta all’attenzione del lettore gli incipit (composti dalle prime cinque pagine in bianco-nero e a colori) di tutti i romanzi disegnati dai protagonisti del volume.

2016, 22 x 28 cm, 296 pagine
135 colori e 70 b/n, cartonato
ISBN 978-88-572-3142-6
€ 40,00

Milano, Palazzo della Permanente
20 maggio – 10 luglio 2016


L’arte invisibile
«Sono un autore di letteratura disegnata.
Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni» – Hugo Pratt

Comunemente si è soliti far risalire la nascita del fumetto alla fine dell’Ottocento – inizi del Novecento, ma forse già Giotto nei suoi lavori ne aveva prefigurato, seppure con altri mezzi, gli schemi fondamentali. Nel corso del tempo il fumetto ha assunto diverse forme espressive a seconda del genere narrativo affrontato.

La mostra è un’occasione unica per ripercorrere, attraverso una selezione di straordinarie opere, la storia del fumetto italiano dal 1967 fino ai giorni nostri passando da storie d’avventura, a trame satiriche, a biografie e autobiografie fino alle cronache della realtà quotidiana o a trasposizioni di classici della letteratura. L’esposizione vanta tavole originali di illustri interpreti – illustratori e scrittori – della nona arte tra i quali Hugo Pratt, Altan, Milo Manara, Andrea Pazienza, Lorenzo Mattotti, Manuele Fior, Gipi, Zerocalcare e molti altri.

I visitatori avranno la possibilità di immergersi in un mondo magico in cui parole e immagini si fondono in modo armonico dando vita ad un lungo racconto disegnato fatto di storie suggestive e personaggi unici. ViDi è lieta di partecipare a questo progetto di alta qualità che sottolinea la nostra volontà di produrre eventi espositivi sempre più originali che possano esplorare anche mondi diversi rispetto a quello dell’arte, come appunto il fumetto o la fotografia, ma sempre con l’obiettivo ultimo di offrire al pubblico una vera e propria esperienza di visita e non una semplice mostra.

Luigi Rossi
Presidente di ViDi


Mettere insieme quaranta “romanzi disegnati” firmati da altrettanti artisti – autori sia delle sceneggiature sia dei disegni – che raccontano cinquant’anni di storia del fumetto italiano.

Era un nostro sogno prima, un nostro progetto poi, che grazie alla bravura dei curatori e alla lungimiranza delle istituzioni è diventato realtà.

Un evento articolato e di alto livello espositivo, ma anche un percorso coinvolgente che può trascinare un pubblico trasversale e far apprezzare il segno di un’arte “industriale” quale è il fumetto, ma soprattutto schiudere sogni che nella nostra società oggi stanno svanendo.

Agema® SpA è sempre stata molto attiva in ambito culturale sostenendo iniziative di grande prestigio, ed è così che si è potuto realizzare questa serie di eventi grazie all’alta professionalità dei curatori e alla qualità del progetto. Una Corporation milanese si presenta e racconta così non con la asettica descrizione del business ma con il calore e le parole più elevate della cultura, non astratta, bensì concreta e fortemente legata al nostro spirito industriale di Società che, da sempre sensibile verso la cultura in tutte le sue forme, dedica i suoi team alla realizzazione di comunicazioni intriganti, nuove, che colgono nell’anima.

Ph.D. Ettore S. Marazzi President & CEO AGEMA® Spa