Recensione: Blake e Mortimer – il realismo fantastico

Quando voglio farmi rapidamente un’idea del livello qualitativo di un saggio, la prima cosa che vado a vedere è la bibliografia in fondo al volume. Basta questo per capire se l’autore è serio, meticoloso, esperto nel suo settore. Qui, fin da subito Sani si rivela persona profondamente competente, oltre che appassionata, dell’argomento di cui tratta. Nella Bibliografia di Blake e Mortimer. Il realismo fantastico della linea chiara egli cita tutti i testi critici essenziali con grande precisione, elenca le avventure originali di B&M, le pubblicazioni italiane, e fornisce persino una cronologia dove le avventure, quelle originali di Jacobs ma anche quelle dei nuovi autori, vengono messe nella giusta sequenza secondo l’epoca in cui le storie si svolgono.

Passando alla lettura del testo, questa buona impressione iniziale è destinata ad essere confermata; il libro è avvincente e confesso che l’ho letto d’un fiato in un giorno. In circa 130 pagine di testo formato albo francese, il libro di Sani riesce infatti nel difficile compito di essere sia una introduzione all’epopea di B&M per chi non la conoscesse, sia un originale saggio critico che, oltre ad esporre le diverse analisi che sono state fatte delle storie di Jacobs negli ultimi 40 anni, propone anche nuove teorie e interpretazioni.

Fin dalla sua Introduzione, e come già nel titolo del libro, l’autore insiste giustamente sul concetto di ‘realismo fantastico’, che è il meccanismo alla base delle storie di Jacobs: la descrizione meticolosa e verosimile della realtà crea una base per la credibilità del fantastico, del misterioso che su questa si innesca (…“l’insolito, per produrre turbamento, deve inserirsi in un contesto banale e quotidiano”). Fin da bambino Jacobs era affascinato dal labile confine che separa la rassicurante realtà quotidiana dall’inquietante, dal mistero destabilizzante, e di questo concetto si servirà in tutte le sue storie.

Nella prima parte del libro Sani dà un succinto ma esperto quadro della vita e della carriera di Jacobs, dei suoi rapporti con Hergé, della ‘linea chiara’, della scuola di Bruxelles, e di tutto quanto precede la nascita di B&M.

Nella seconda e terza parte, che costituiscono il corpo del volume, vengono esaminate, una ad una, tutte le storie di Blake e Mortimer ad oggi pubblicate.

Di ogni avventura, Sani fornisce un breve riassunto, per poi dedicarsi all’analisi della storia. Ci propone così paralleli e interpretazioni interessanti e originali che nascono dalla psicanalisi, dalla filosofia (Sani è insegnante di storia e filosofia), dalla fantascienza, dal cinema, e persino dalle storie disneyane, di cui Sani è un grande esperto.

Apprezzabile la sua osservazione che la netta divisione tra bene e male che caratterizza le storie di Jacobs trova una perfetta controparte nello stile grafico della ‘linea chiara’, priva di mezzi toni; la purezza del tratto come simbolo della purezza degli ideali dei protagonisti (p. 30).

Troviamo poi il concetto di ‘sublime matematico’ di Kant (p. 41), un’interpretazione freudiana dell’Enigma dell’Atlantide (p. 54) con riferimenti alla New Atlantis di Francis Bacon (p. 56), collegamenti con G. Vico riguardo alla età della storia (p. 72), il funzionalismo di Putnam e Foder in rapporto a I Sarcofagi del Sesto Continente (p. 110). Numerosi i riferimenti al cinema (altra evidente passione di Sani), alcuni dei quali non erano stati colti nemmeno dall’esperto Gérard Lenne.

Il fatto che Sani si occupi anche delle nuove avventure post-Jacobs è un altro elemento che rende prezioso questo volume: quasi tutta la critica si concentra (giustamente) sull’opera di Jacobs, ma ormai la prosecuzione dell’opera del Maestro non può più essere ignorata, ed è giusto che la saggistica si occupi anche di queste avventure, pur con la consapevolezza che stiamo parlando di una forzatura in cui autori diversi si impongono di riprodurre e continuare una saga secondo un canone formale che si è scelto come fondamento.

Credo infine che Sani sia il primo a segnalare con precisione le variazioni fatte (da Jacobs stesso) per le pubblicazioni italiane nei Classici Audacia (ad esempio a p. 44).

L’aspetto grafico del libro è pregevole, la qualità delle illustrazioni (in b/n) è buona, anche se in qualche caso il colore sarebbe stato necessario, oltre che piacevole. L’Editore Alessandro va comunque complimentato per questa coraggiosa iniziativa.

Fino a non molto tempo fa il lavoro critico sulla bande dessinée era prerogativa della letteratura francofona, ma da qualche anno si assiste allo sviluppo di un fenomeno parallelo in tutta Europa, segno evidente che l’interesse per la nona arte sta raggiungendo una sua maturità universale.

Con la sua profonda conoscenza storica di B&M e con la sua seria analisi, Sani è riuscito a produrre un saggio che non soltanto non ha nulla da invidiare a quanto esiste nel mondo francofono, ma che anzi Francia e Belgio ci possono invidiare. A questo proposito, una edizione in francese potrebbe dare all’Editore qualche soddisfazione in più in termini di vendite e all’Autore in termini di popolarità.

Per combinazione, questo saggio esce in concomitanza con l’avvio della nuova riedizione di B&M nelle collane della Gazzetta dello Sport. È da sperare che questa iniziativa porti alla scoperta di questa grande saga da parte di un nuovo e più ampio pubblico. Per tutti questi nuovi adepti, il saggio di Sani costituirà una base preziosa per poter apprezzare a fondo una delle serie più sublimi del fumetto mondiale.

Andrea Sani

Blake e Mortimer. Il realismo fantastico della linea chiara.

Scienza, fantascienza e filosofia nella saga a fumetti creata da E.P. Jacobs

Alessandro Editore, Bologna 2015, € 19,99

Recensione di Guido Vogliotti

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