Asterix razzista?

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Lo si è considerato razzismo colonialista, se lo faceva Hergé con Tintin negli anni 30 (vergognandosene pubblicamente assai, anni dopo), quando, ahinoi, lo facevano davvero praticamente tutti. Se lo si fa oggi, quando non ci sono più scusanti sociali collettive, con Asterix, cos’è, allora?
La polemica non poteva mancare, ovvio, se gli Africani vengono disegnati e parlano come si usava proprio ai tempi del colonialismo (considerando che su Asterix lo si faceva già persino molti anni dopo la fine del colonialismo). Per giunta, secondo alcuni, al di là dell’uso di stereotipi grafico-letterari, ben più grave è che i neri non abbiano ruoli di primo piano nelle storie.

Asterix & Obelix: Der Papyrus des Cäsar
Asterix, Der Papyrus des Cäsar- il pirata africano

Macché razzismo! Asterix gioca con gli stereotipi“, è la difesa scontata di chi ritiene che scherzare sui (presunti) caratteri tipici della varie popolazioni (britannici, svizzeri, spagnoli, africani ecc.) sia una innocente tradizione nella serie creata da Goscinny e Uderzo. Vero è che gli stereotipi (anche i peggiori e i più pericolosi) sono sempre stati usati con finalità umoristiche (ben prima di Hergé e ben dopo di lui, in Francia, in Belgio, in Italia, ovunque e anche oggi), quando non con intenzionale malvagità, e, inevitabilmente, confliggono col concetto di “politicamente corretto” e di rispetto per le persone.

Al solito, il confine tra umorismo e cattiveria è sempre faccenda assai delicata. Peraltro il filosofo e scrittore Michel Serres fece saltare sulla sedia i fan di Asterix quando denunciò pubblicamente che la serie era “l’apologia della forza bruta, della droga e del disprezzo della cultura, pur essendosi limitato, in fondo, a una analisi lineare del fumetto in questione. La reazione fu, manco a dirlo, assai violenta e per nulla autoironica, e il filosofo venne costretto a chiedere scusa per aver urtato la sensibilità dei fan… Ma, intendiamoci, non arretrò di un passo sui fatti denunciati. Come avrebbe potuto? I fatti sono fatti…

Il tema resta inesorabilmente attuale, perché, purtroppo, il razzismo (per quanto sia una idiozia totale dal punto di vista scientifico, oltre che umano) è ancora in auge in tanti modi, più o meno sottili, e la sua pericolosità sociale (oltre che individuale) è tragicamente lampante e  non si può davvero far finta di niente.

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