Lady Mafia

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LADY MAFIA

di Pietro Favorito e Domenico Nagliero

Cuore Noir Edizioni

Dal 20 febbraio sarà distribuito nelle edicole italiane questo nuovo fumetto noir ideato da Pietro Favorito, capitano coraggioso di una piccola ma promettente casa editrice pugliese. Salutiamo con favore la nascita di giovani realtà dell’editoria a fumetti, specialmente quando vengono prodotte nel nostro Sud, massacrato da crisi economiche e ricattato da imperanti dittature mafiose.

La serie, a cadenza bimestrale, è costituita da dieci albi di 132 pagine. Abbiamo letto in anteprima i primi due episodi (Veronica e Cuore Noir) e ne siamo rimasti interessati, spiazzati e, infine, molto divertiti. E quando un fumetto ti colpisce con un gancio al cervello, vuol dire che funziona.

Il contesto territoriale è la Puglia con le sue capitali, Foggia e Bari, inquinate da organizzazioni criminali, quali Nostradaunia, caratterizzate da una mentalità e ferocia più simili a quelle di un Riina che di un Buscetta.

In questo contesto Veronica De Donato travestita da uomo, Andrea Acquaviva, ritorna a Foggia per vendicare l’orribile omicidio di sua madre e l’estrema violenza ch’ella stessa ha subito da parte di quei criminali. Ma è passato molto tempo, Veronica si è nel frattempo addestrata come Bruce Wayne (Batman, per intenderci) ma rintracciare i colpevoli è difficile. Per riuscirci, deve arruolarsi come killer proprio in quelle malvagie organizzazioni per dipanare, omicidio dopo omicidio, rapina dopo rapina, ricatto dopo ricatto, le ragioni, gli esecutori e i mandanti della strage della sua famiglia. Basta con la trama, se no vi tolgo il gusto della lettura! Quel che mi preme è capire la psicologia di questo demone, più amorale dei criminali che uccide, più fredda e micidiale di un serpente, con il cuore di un Terminator.

Definisce se stessa come “uno squalo che non si può mai fermare”. Nuota letteralmente nell’odio, diventato il suo habitat naturale, mentale. Anche se il disegnatore, Nagliero, si ispira ad Eva Kant (soprattutto nella maschera nera, dalla quale si stagliano magnifici occhi obliqui incorniciati da sottili sopraciglia), Veronica è un’altra persona. Forse è più Diabolik per la freddezza dell’agire, per il disprezzo della vita altrui. Forse il travestimento di una donna in un uomo, induce a questa interpretazione. Ma la rassomiglianza non mi convince del tutto. Non basta ancora. Favorito “cita” ma, nel frattempo, innova. La vendetta per il suo personaggio diventa cibo nutriente, come sangue caldo per un vampiro. Non mancano elementi di divertimento, d’ironia. Veronica affida i suoi stati d’animo ad un diario, come un’adolescente. Brutto vizio per un killer, pericolosissimo, ma che aggiunge elementi psicologici più complessi, oltre che a “portare avanti” le azioni. Divertenti anche gli inserti nel dialogo del dialetto foggiano; “Il problema è che l’Italia sta messa troppo male, se adesso pure per fare il killer bisogna farsi raccomandare. Mocche á la crisi ! [Mannaggia alla crisi !]”, si lamenta un personaggio.

I disegni di Nagliero sono particolarmente efficaci nelle architetture, nei luoghi, “fotografati” con maniacale esattezza. Bravo soprattutto nelle tavole intere e nel movimento delle inquadrature che alleggeriscono un lettering necessariamente molto descrittivo. D’altronde, l’operazione di Lady Mafia è più ambiziosa di un semplice fumetto. E’ un giornalino di denuncia, è un operazione di antimafia, è contrasto all’omofobia. Articoli e testimonianze, vivono anche in appendice non solo nelle vignette.

Di Veronica mi ha colpito una frase: “ Se davvero sono un mostro, se davvero la mia vita è un errore e se davvero tutto quello che faccio conduce sempre alla morte, perché nessuno mi ferma?”.

Allora sono andato a rileggermi una recensione di un critico teatrale, Antonio Gramsci ( si, proprio lui! Si occupò di teatro sull’Avanti dal 1916 al 1920), sul Macbeth di Shakespeare, interpretato dal grande Ruggero Ruggeri.

E ho capito che Veronica più che a Lady Macbeth, donna debole in fondo che soccombe alla visione dei fantasmi del passato, assomiglia invece allo stesso Macbeth. Scrive, infatti, Gramsci: “ Macbeth taglia tutti i fili che legano la vita di ogni uomo a quella degli altri suoi simili. Nulla lo fa trasalire. La morte di Lady Macbeth, della tanto amata, non trae un lamento dalle sue labbra; il suo cuore è impietrito: non vive che la volontà atroce”.

[Recensione di Nico Vassallo]

LADY MAFIA

di Pietro Favorito e Domenico Nagliero

Supervisione di Erika Pace

Cuore Noir Edizioni ( 132 pag. Euro 4,90)

copertina numero 1 Lady Mafia Cuore-2 retro tavola 92 numero 1 tavola 67 numero 1 tavola 35 numero 1

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