Blueberry e il vecchio West

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Con il volto di Jean-Paul Belmondo, un fisico atletico e una grinta dura, ironica o beffarda, Mike Donovan, meglio conosciuto come il tenente Blueberry del 7° Cavalleria, è entrato nel mondo delle nuvolette alla fine dell’ottobre 1963, passando dalle pagine del settimanale francofono Pilote alla popolarità mondiale o quasi. Merito in larga parte dei suoi autori, ovvero lo sceneggiatore Jean-Michel Charlier e il disegnatore Jean Giraud, vero nome di Gir o di Moebius. La lunga vicenda di Blueberry è stata narrata nel corso degli anni da decine di cartonati con tante avventure che da Fort Navajo, dove la storia ebbe inizio nel pieno dell’epopea del West, si sono svolte un po’ ovunque, dalle praterie del sud alle terre innevate del settentrione. Blueberry è un personaggio significativo tra i tanti che popolano il West dei fumetti. Ama andare controcorrente, e forse per questo piace al pubblico, non tollera la violenza inutile, ma soprattutto condanna tutti coloro che si mettono contro la legge, dai pellerossa ribelli ai fuorilegge, dai trafficanti di alcol e armi agli speculatori, ma anche gli ufficiali ambiziosi e arroganti che vogliono sterminare gli indiani, anche se per vincere una battaglia perderanno il loro battaglione. Onesto, deciso, rigoroso, duro il necessario, talora indisciplinato, Blueberry è protagonista di decine di avventure forse ripetitive, viste in tanti film e fumetti del passato, ma gli autori le raccontano nel modo migliore. Le storie di Blueberry hanno un taglio cinematografico, con inseguimenti, scontri violenti, carovane di pionieri, pellerossa, soldati e scenari straordinari, dalle praterie del sud alle terre innevate del nord. Merito da dividere in parti eguali tra il disegnatore e lo sceneggiatore, che riesce sempre ad arricchire storie che possono sembrare banali o ripetitive – come tanti film e fumetti western – con situazioni e personaggi che aprono originali squarci sul mondo della Frontiera. Blueberry ha molti nemici, soprattutto all’interno dell’Esercito, a cominciare dal generale Allister (Testa Gialla secondo gli indiani, per il colore dei suoi capelli), ambizioso e arrogante, che per vincere una battaglia non esita a sacrificare anche un intero battaglione. Gli ufficiali non sopportano lo spirito indipendente di Blueberry, che giudicano indisciplinato. Ma non mancano gli amici, e Blueberry può contare soprattutto sull’aiuto di Jimmy McClure, cercatore d’oro senza fortuna, simpatico vecchietto che sembra uscito dai film di anni lontani, e su Red Nick, abile a individuare le piste dei pellerossa e dei fuorilegge.
Gir ha disegnato, e talora sceneggiato, le avventure di Blueberry fino a metà degli anni Settanta, quando ha deciso di fare altre esperienze, da Metal Hurlant al cinema di Hollywood. La serie è stata ripresa dal neozelandese Colin Wilson che dal 1985 ne ha disegnato diverse storie, rispettandone lo spirito e il clima originali. Jean Paul Belmondo gli ha dato il volto di carta, ma sullo schermo il famoso tenente è stato interpretato da Vincent Cassel, in un film del 2004, quasi a confermare che il genere western – cinematografico o a fumetti – non si addice molto agli americani, malgrado la ricchezza di attori e autori. Del resto i più popolari eroi del West di carta sono nati lontano dagli States, dal Sergente Kirk a Tex, da Ken Parker a Comanche. (Carlo Scaringi).

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