Picta Matsuri Special: ok!

foto PICTA 01BUON SUCCESSO DEL PICTA MATSURI SPECIAL – In questo fine settimana ha preso il via, nel migliore dei modi,  il Picta Matsuri Special a Torino,  festival allegro e colorato, patrocinato dall’Anonima Fumetti, che ha radunato gli amanti della cultura giapponese, professionisti e aspiranti fumettisti  e cosplayers. E’ stato commovente registrare il grande entusiasmo di decine e decine di volontari che testimoniano di un amore per la cultura molto più diffuso, soprattutto nei giovani, di quanto venga segnalato da studiosi e giornalisti italiani. La giornata di sabato 7 settembre, in particolare, ha regalato un interessantissimo incontro confronto tra la cultura giapponese del manga e quella europea del fumetto. Alla tavola rotonda hanno partecipato i poliedrici autori Toru Tarada e Garu Okada, ospiti del festival,  assieme agli artisti  Pierpaolo Rovero, Andrea Boscolo e Marco Ventura. Il dialogo interculturale è stato mediato e coordinato da Massimo Soumarè che ha mantenuto vivo e animato il confronto. Tarada, autore pubblicato anche in Francia dalla Dargaud, ha specificato le dinamiche professionali per entrare nel mercato giapponese del manga. Il modello più radicato e diffuso per esordire consiste nell’iniziare a   lavorare come assistente per qualche mangaka affermato per poi, una volta raggiunta la maturità artistica, proporsi come autore di una propria serie. I primi lavori prevedono solitamente una pubblicazione a episodi su rivista. Garu Okada ha sottolineato che la prassi più comune è lavorare sulla base di accordi verbali, senza quindi contratti scritti. foto Picta 02Il pagamento avviene mediante un fisso a tavola; è molto raro che vengano concessi dei diritti sulle vendite. Solo una volta che viene riconosciuto il successo di pubblico, l’autore può essere pubblicato in albo e quindi  riformulare le proprie condizioni contrattuali. A differenza di quanto accade in Europa è praticamente assente, tra gli aspiranti disegnatori, la pratica dell’auto-pubblicazione, così come la propria promozione mediante internet. I blog dei mangaka sono poco diffusi e raramente aggiornati. Al di là di sporadici eventi organizzati dalle case editrici (in genere in concomitanza del Capodanno) sono quindi  rare le forme di socializzazione e confronto tra i vari autori. Il mercato giapponese, in conclusione, è sicuramente una realtà affascinante e indiscutibilmente attraente per la qualità e il volume delle pubblicazioni, ma  difficilmente accessibile ai molti giovani europei che sognano di pubblicare direttamente per gli editors asiatici. Ancora oggi le prime condizioni per accedere alla professione di mangaka sono due: parlare il giapponese e abitare a Tokyo, dove ormai sono concentrate la maggior parte delle case editrici. Seguendo questo dibattito, ho più volte ripensato all’impegno dell’Anonima Fumetti per la costituzione del sindacato (SILF) e di tutte le battaglie affrontate in questi anni. Mai più avrei pensato che fossimo così evoluti sul piano contrattuale e dei diritti dei fumettisti. Scherzi del destino, nell’aurora del Sol Levante.

[Articolo di Nico Vassallo]