I viaggi straordinari di Brick Bradford

Brick.Bradford.s.8-14-37Forse nessun eroe della fantascienza disegnata ha viaggiato tanto quanto Flash Gordon, creato nel 1934 da Alex Raymond. Le sue storie hanno in qualche modo anticipato il filone cinematografico di Alien, Star Trek o delle Guerre stellari. Ma anche Brick Bradford – giunto nel mondo delle nuvolette solo pochi mesi prima – è stato un viaggiatore instancabile, ma preferiva restare con i piedi per terra e visitare territori antichi e remoti del nostro pianeta. Ha debuttato il 21 agosto 1933, avendo come padri lo scrittore William Ritt e il disegnatore Clarence Gray, una coppia di successo che ha firmato le storie migliori fino agli anni Cinquanta. Nella prima storia, Amaru la città sottomarina, troviamo Brick – fisico atletico, canottiera e atteggiamento disinvolto, da supereroe in anticipo ma senza superpoteri – nel cuore del Perù, sulle tracce degli antichi Incas e di una città misteriosa. Con lui c’è Sandy, amico di vecchia data e appassionato di aerei, una bella ragazza, June e suo padre, autorevole professore. Al termine di un’avventura piena di rischi, colpi di scena, spesso drammatica ma qua e là anche melodrammatica, Brick tornerà nella civiltà, pronto a ripartire, insieme ai compagni di viaggio, per altre mete. Le prime storie sono le più avvincenti, con personaggi e scenari che mutano continuamente, dai ghiacciai polari ai robot, dagli antichi Vichinghi al mitico regno di Alamut, un territorio ai confini del mondo dove un tiranno, Hassan ibn Sabbah, onorato come il Vecchio della montagna, ha creato una sanguinaria setta di ismaeliti, meglio noti come gli Assassini perchè massicci consumatori di hashish. Qui fantasia e realtà si mescolano, anche Marco Polo si è imbattuto in questi predoni, mentre nel 1938 (praticamente nello stesso periodo in cui questa storia usciva negli Stati Uniti) uno scrittore sloveno, Vladimir Bartol, pubblicava un romanzo, Alamut, tra storia e fantasia ora proposto da Castelvecchi. In una delle ultime strisce, c’è anche una visione quasi profetica che sembra anticipare il grottesco balletto di Charlie Chaplin nel Grande dittatore. Brick Bradford Norris sundayAnche la battuta è quasi simile: “Mondo! Per sempre ti avrò nella mia stretta, così come tengo questo piccolo globo nelle mie mani”. Brick Bradford ha sempre viaggiato,forse non ha varcato i confini terrestri, ma si è spinto perfino all’interno di una moneta, in una suggestiva storia degli anni 1937-38. Siamo nel periodo in cui compare lo scienziato Kalla Kopak, che fabbricherà una sorta di trottola per giganti, quasi un’avveniristica mongolfiera, con cui Brick e i suoi amici potranno viaggiare nello spaio e nel tempo, in cerca di nuove avventure. Ritt e Gray hanno lavorato insieme per oltre quindici anni, poi quando lo scrittore si è ritirato nel 1948, il disegnatore ha continuato le storie fino al primo ottobre 1952, facendole proseguire da Paul Norris, bravo ma a lui inferiore. In Italia la saga di Brick Bradford è stata pubblicata da molti periodici, ma spesso con nomi italiani, per cui il protagonista è stato di volta in volta Bruno Arceri, Guido o Giorgio Ventura, Marco Spada, Antares o, nel dopoguerra, Bat Star, in omaggio alle regole autarchiche del regime. Ma le avventure – quasi tutte indimenticabili – erano le stesse. (Carlo Scaringi).

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