Dragonero, fantasy in salsa western

DragoneroMappaNella terza di copertina del primo numero di Dragonero – la nuova collana appena edita dalle edizioni Bonelli – una vasta cartina geografica delimita lo scenario della vicenda. Il disegno evoca un po’ un’antica mappa del tesoro e un po’ una fantasiosa Eurasia, dai confini confusi e approssimativi. Ma siamo nel mondo della fantasia, anzi del “fantasy”, dove tutto è possibile, come hanno dimostrato infiniti casi di un genere reso popolare da Tolkien e dal maghetto Harry Popper, e non solo. Qui, nella storia ideata da Luca Enoch e Stefano Vietti, due bravi autori di casa Bonelli, e disegnata da Giuseppe Matteoni con ricchezza di particolari, anche architettonici, ci sono già tutti gli ingredienti del fantasy classico, magari in salsa western, con molti personaggi e situazioni che possono ricordare altrettanti momenti di avventure del West. dragonero_7gC’è un gruppetto di buoni (quasi come Tex e i suoi amici), che sono Ian Aranill, Gmor, orco buono, l’elfa Sera e Myrva, sorella di Ian, ci sono i cattivi che opprimono interi popoli e magari trafficano in armi proibite, c’è la caccia al “fango pirico”, misteriosa e rara sostanza capace di avere effetti devastanti (come il petrolio, o l’oro, di ieri, e l’uranio di oggi), ci sono interventi magici  di orchi, elfi, nani, orsi, ecc., nè mancano spettacolari scontri, inseguimenti spericolati, duelli mortali e così via secondo le regole dell’avventura, che resta stimolante e avvincente sia quando si svolge nelle praterie indiane o nelle foreste primordiali di regni dai nomi strani destinati a diventare popolari, come Erondiar, Calefhundar, ovvero il paese del terreno caldo, o Marondar, la terra del margine, e così via. Davide Bonelli, che guida l’azienda editoriale, dice che Dragonero è l’ennesima scommessa della casa editrice. Per ora ci sembra destinata al successo, come tante altre. (Carlo Scaringi).