Ritorna il Carosello della TV

carosello1La pubblicità televisiva ritorna al passato, ma non riduce certamente l’assordante bombardamento di questi anni. Il passato della TV si chiama Carosello, proprio il famoso programma di tanti anni fa che Raiuno riproporrà in apertura di serata, e per poche settimane, dal lunedì 6 maggio, per risvegliare la nostalgia dei bambini di ieri e suscitare la curiosità di quelli di oggi, ormai catturati da altre tecnologie. Per vent’anni, dal 2 febbraio 1957 all’inizio del 1977, Carosello non è stato solo un contenitore di pubblicità, ma un appuntamento fisso per grandi e piccoli che si divertivano alle tante scenette, spezzoni di riviste e film, canzonette e  cortometraggi animati realizzati e interpretati spesso da grandi protagonisti dello spettacolo italiano, dagli sceneggiatori Age e Scarpelli a registi celebri come Pontecorvo, Olmi, Leone, ecc., ad attori altrettanto popolari come Totò, Calindri, Macario, o Gino Cervi che dava un’atmosfera al tutto. Allora nessuno lo sapeva, ma Carosello è entrato nella storia non solo della TV, ma del costume, della cultura, del divertimento degli italiani. Ma ha fornito anche carosello2grandi opportunità di lavoro e di sviluppo all’universo dell’immaginario che ruota intorno al mondo del cinema. Soprattutto il settore dell’animazione ha ricevuto un grande impulso, con le produzioni di molti gruppi per lo più artigianali, come i fratelli Nino e Toni Pagot, Paul Campani, Bruno Bozzetto e lo studio di Armando Testa che ha sfornato decine di personaggi. Molti sono entrati nella storia, da Jo Condor a Caballero e Carmencita, da Fidobau a Calimero, forse il più famoso di tutti, nato giusto un 14 luglio di mezzo secolo fa e ideato dai fratelli Pagot che gli diedero il nome del santo della chiesa milanese dove uno di loro si era sposato. Calimero, pulcino nero in una nidiata candida, suscitò anche l’attenzione di Umberto Eco, per il quale "quando un personaggio genera un nome famigliare esce dalla cronaca per entrare nel mito, come Calimero". carosello3Erano storielle semplici, quasi infantili, ripetitive, con quei tormentoni ("Ce l’hanno tutti con me perché sono piccolo e nero" e le materne risposte dell’Olandesina, "Non sei nero, sei solo sporco"), che sono entrati nel comune parlare. E’ impossibile ricordare le migliaia di personaggi apparsi in Carosello, ma salvo errore forse non c’è stato mai Zio Paperone. Eppure la sua mania di fare il bagno nella cassaforte piena di monete d’oro, avrebbe potuto stimolare la fantasia di qualche autore. Per esempio, dopo l’ennesimo tuffo il vecchio taccagno scopre con orrore di nuotare in mezzo a monete di cioccolato, naturalmente della premiata marca Pinco Pallino. Se qualcuno mai la realizzasse, si ricordi dell’autore di questa modesta proposta, e lo ricompensi con una moneta. Di cioccolato, ovviamente. (Carlo Scaringi).