L’ultimo lavoro di Paolo Morales

ritorno_berlino_storie_n_6_Nella prima tavola del sesto numero delle Storie ("Ritorno a Berlino") c’è l’immagine   di una coppia di sposi fotografata al termine della cerimonia. Ma il volto dell’uomo è stato tagliato. Nella tavola successiva, una mano stringe un referto dell’ospedale oncologico di Losanna. Viste a due mesi di distanza dalla dolorosa scomparsa di Paolo Morales, ucciso da un tumore a soli 56 anni lo scorso 16 gennaio, queste immagini assumono un inquietante sapore profetico. Paolo Morales ha trascorso la sua vita tra i fumetti e il cinema, spesso accanto a registi come Scorsese e Coppola, ma ha sceneggiato e disegnato, insieme a Davide De Cubellis, anche questa vicenda di amore e morte, di intrighi e passioni, di violenza e speranza, che si svolge a Berlino tra la caduta del Muro, nel 1989, e i nostri giorni quando, nella città tedesca ma spesso anche altrove, sembrano permanere, e magari svilupparsi, le radici di un mondo da tempo spazzato via. Berlino è da sempre crocevia di storie spionistiche, da Le Carrè (e non solo) in poi e Morales ha forse tenuto presente questo retroterra culturale e politico, dando al suo racconto un taglio più psicologico e profondo che semplicemente avventuroso. Insomma qui è lontano il clima di James Bond, mentre si respira in alcuni personaggi – per esempio nel vecchietto dal movimentato passato – l’atmosfera di qualche romanzo di Durrenmatt, nonché di qualche episodio di Martin Mystère, tra i tanti che ha scritto e disegnato. Forse è eccessivo definire questo come l’albo migliore della collana della Bonelli, destinata a rinnovare, in ridotte dimensioni, il successo della classica serie d’autore "Un uomo un’avventura", ma la vicenda è certamente è tra le più stimolanti, intriganti e avvincenti fra quelle finora uscite. Merito non solo degli autori, ma anche della collocazione della storia in anni molto vicini, anche se si possono narrare ottime storie pescando nelle cronache di un passato remoto. Il prossimo albo proporrà una vicenda ambientata nel Vietnam anni Sessanta, scenario da quasi mezzo secolo di decine di fumetti, che tuttavia spesso hanno avuto un carattere propagandistico, assente invece nella collana bonelliana che racconta – a partire dalle precise copertine di Aldo Di Gennaro – con il distacco dello storico e la fantasia degli sceneggiatori – pagine significative della nostra storia. (Carlo Scaringi).