The Peanuts collection
Scusate il ritardo! Presi, come siamo, dall’attività tempestosa di agenzia giornalistica quotidiana, con una immane quantità di notizie da vagliare, selezionare, redistribuire e, di tanto in tanto, persino pubblicare, recensiamo solo oggi uno straordinario volume che celebra il sessantesimo anniversario della striscia a fumetti più famosa al mondo. Più che un libro è uno scrigno di sorprese, ricco di fustellature interne, a forma di tasche, che riproducono vecchie edizioni di piccoli albi, disegni a carboncino su carta da giornale, pubblicità di Halloween a forma di zucca, lucidi, biglietti d’auguri, copertine di dischi, programmi, lettere di Schulz agli ammiratori, opuscoli per cause umanitarie, stampe e disegni dei personaggi. Insomma, tutto il repertorio di una storia di 60 anni che ha visto i bambini di Schulz “invadere” il campo della pubblicità, dell’animazione, della solidarietà.
Non mi sorprende che sia stato stampato in Cina. Se avessero dovuto pagare tutto quel lavoro manuale in Occidente probabilmente l’Albo non sarebbe mai uscito per i costi proibitivi!
Si inizia dai primi lavori del geniale disegnatore, si attraversano gli anni della svolta ( prima il 1947, con una sua vignetta sul Saturday Evening Post, poi il 1950, quando firmò il famoso contratto con la United Feature Syndicate).
Come scrive sua figlia, Amy Schulz Johnson, le testate che pubblicarono all’inizio le sue strisce erano sette. Cinquant’anni più tardi, furono 2.600. Un record mondiale! Nella sua vita pubblicò 18.000 strisce. L’ultima atterrò col giornale, sui vialetti delle case americane, il 13 febbraio del 2000. Era domenica ma Schulz si era già spento nel sonno il sabato. Era morto un mito che aveva rallegrato e fatto pensare milioni di persone e questo, per lui, credo fosse il più grande riconoscimento che uno “scrittore” di fumetti possa desiderare. Il riconoscimento ufficiale arrivò subito dopo: La Medaglia d’oro del Congresso degli Stati Uniti d’America.
Quanto è stato grande l’impatto del lavoro di Schulz nella società mondiale? A questa domanda risponde Gertler con questo volume che, a proposito, mischia le carte, alternando descrizioni dei personaggi con i temi preferiti dall’autore ( Halloween piuttosto che il Natale, il baseball piuttosto che Il Grande Cocomero), aggiungendo piccoli saggi sui giocattoli ispirati alle strisce, sul rapporto con la pubblicità, sul “trasferimento” delle strisce nell’animazione (tv e cinema), sul merchandising, sui libri scolastici, sulla musica, sul teatro.
Persino 2 moduli della missione Apollo 10 della Nasa furono dedicati ai Peanuts: il modulo di comando fu battezzato Charlie Brown, quello lunare (pilotato da John Young) fu chiamato Snoopy.
Godetevi le schede sui personaggi, descritti mirabilmente nella loro genesi, nel loro carattere e nell’evoluzione dello stesso nel tempo. Ci sono tutti: l’adorabile perdente Charlie Brown (ma, all’inizio, era più sicuro di sé, più ottimista e mattacchione); i fratellini Lucy & Linus (una prepotente, l’altro introverso); Pig-Pen (quello sempre sporco); Piperita Patty (più che una bambina, un maschiaccio); Schroeder, col suo piccolo pianoforte; il fratellino baffuto di Snoopy, Spike e la sorellina di Charlie Brown, Sally Brown, con la sua insolita e sorprendente visione della vita. E, non ultimo, il mio preferito, Snoopy. All’inizio era solo il cucciolo di quartiere. I suoi pensieri non erano nemmeno visibili. Poi si evolse, cominciò a pensare e sviluppò una personalità mai apparsa prima in un fumetto. E’ uno e chiunque!
A lui basta un capo d’abbigliamento per diventare un Asso degli aerei, un famoso avvocato, un fuoriclasse del pattinaggio.
Se avete amato i Peanuts, insomma, regalatevi questo libro magico.
[Recensione di Nico Vassallo]
The PEANUTS Collection
di Nat Gertler
(Edizioni Rizzoli Lizard, Prima edizione 2011, Euro 39)
Post di Domenico Vassallo - domenica 17 febbraio 2013 - Domenico Vassallo, Recensioni-Segnalazioni -
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“die cut object, blank: fustellato in cartone ondulato die cut corrugated cardboard.” Fustellato, not punching…
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