Trent’anni di mysteri

mm0319A metà dell’albo n. 319 della trentennale collana bonelliana, Martin Mystère salta agilmente al di là del tornello della Metro, ed esclama, tutto contento: "Niente male. Il BVZM è ancora in forma malgrado l’età non più verde". Sembra l’introduzione più logica alla celebrazione dei primi 30 anni di vita di questo affascinante personaggio, senz’altro il più longevo e il più riuscito tra i tanti creati da Alfredo Castelli. Era l’aprile del 1982 quando apparve il primo albo, "Gli uomini in nero", disegnato da Giancarlo Alessandrini e scritto, ovviamente, da Castelli. Una coppia che nel corso degli anni ha firmato decine di albi, e soprattutto quelli del decennale, ciascuno con almeno una vicenda straordinaria, forse al limite del verosimile, Nel 1992 i primi dieci anni erano festeggiati con una storia ispirata a mm0100un celebre fumetto di Carl Barks, dove Paperino finisce in una misteriosa valle peruviana dove tutto è quadrato, anche le uova delle galline. Nella stessa realtà finiscono, nell’albo n. 100, Martin Mystère e Java, protagonisti di un’avventura quasi allucinante in un Perù dove tutto è squadrato e geometrico e i comportamenti degli abitanti sono spigolosi, rigidi, perfino autoritari. Dieci anni dopo, nell’albo n. 241, scopriremo che Martin aveva sposato Diana Lombard già da qualche anno. In quello del trentennale, un corposo albo di 230 pagine (il n. 320 in edicola dall’11 aprile) Castelli e Alessandrini propongono una vicenda imprevedibile, con molti personaggi già noti e AlfredoCastelliByGoriaqualche sorpresa, per ora anticipata dalle sole iniziali, D. R., del personaggio mysterioso. A volo d’uccello, saltando da un decennale all’altro, abbiamo ripercorso la storia di Martin Mystère, ma solo a grandi linee perché in trent’anni di vita il BVZM – che al contrario del suo autore, come confessa lo stesso Castelli, non sembra invecchiato di un giorno – ha compiuto una serie infinita di indagini, è stato protagonista di infinite avventure, ha vissuto momenti drammatici, ha fatto scoperte sorprendenti, ha vissuto insomma una vita spericolata, e soprattutto lunga. Già, perché se gli vogliamo attribuire l’età anagrafica che gli ha dato il suo creatore (è nato il 26 giugno 1942, cinque anni prima di Castelli), oggi sarebbe un arzillo settantenne. Avrebbe cioè l’età della pensione, mentre invece è solo un uomo maturo, con molte esperienze alle spalle. tante storie da ricordare e ancora tanti momenti emozionanti da vivere, per la felicità dei suoi lettori. (Carlo Scaringi).

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