Animazione mitteleuropea, parte 4.

Dal nostro inviato a Budapest Pierpaolo Di Camillo: " Anilogue, domenica 27. L'Ungheria ha chiuso oggi la sua sezione del festival di cinema d’animazione Anilogue (proseguirà a Vienna, concludendosi il 30 novembre). L’attenzione era puntata sulle scuole d’animazione con una competizione tra cortometraggi di fine studio dell’anno scolastico 2010/2011 delle varie realtà formative di Nord ed Est Europa: francesi, inglesi, ungheresi, polacche, tedesche, estoni, scandinave, etc. Sabato 26 è stato proclamato il vincitore tra i trenta partecipanti: il corto comico francese “Lazarov” di Luis Nieto. Venerdì 25 nella Fàbri Hall del cinema Urania erano cominciati i workshop sotto il patrocinio del Visegrad found, rivolti agli studenti d’animazione e a chiunque abbia l’intenzione di fare un cortometraggio. """"Partenza alle 16 con  Ideas to film in cui due società di produzione specializzate nello sviluppare progetti di giovani autori inesperti hanno spiegano come si elabora una proposta: la società tedesca Bosch ha presentato alcuni spezzoni di un film che racconta cinque storie vere di bambini intervistati e resi animati; cinque parti fatte da cinque autori di nazionalità e stili diversi, unica cosa in comune l'utilizzo del bianco e nero, con solo pochi tocchi di colore, e la figura paterna mostrata con fisionomia di lupo. La società polacca Se. Ma . for ha poi proposto un cortometraggio di alta qualità realizzato con la tecnica dei pupazzi. Sì è appreso di come proceda la lavorazione di un film coprodotto e di quanto l'esperienza possa essere difficile ma appagante, specie tra diverse realtà come in questi casi (chi fosse interessato a proporre un'idea può provare a contattarli via mail, premesso che la loro preferenza va ai corti). Durante la giornata sono stati proiettati anche diversi lungometraggi: il francese “Un vie de chat” di Joann Sfar (reduce dalla vittoria di Annecy), l’inglese “Dead but not buried” (seguito di "Goodbye, Mr. Christie", provocatorio film visto sempre ad Annecy), ed il già citato giapponese “Children who chase voices from deep below” di Makoto Shinkai. Tutti gli interventi e le proiezioni si sono tenuti in inglese, lingua utilizzata anche per le traduzioni in cuffia. Per chiudere degnamente (e consolare in parte chi non avesse potuto asssitere all'anteprima-evento de 'La tragedia dell'uomo' di Marcell Jankovics, di cui parlo in altro post) giornata e sezione magiara, ecco la Animated Night al cinema Toldi: ben cinque ore e quaranta di animazione non-stop (giusto tre brevi pause per rifiatare)! Partenza alle 20 con la proiezione di videoclip musicali da tutto il mondo (con prevalenza USA), ottimi e con diversi inediti; alle 22 l’atteso lungometraggio polacco “George the Hedgehog” tratto da una serie a fumetti molto popolare in Polonia: per chi è abituato ad una cinematografia polacca spesso seriosa e impegnativa al limite della pesantezza non potrà che essere una piacevole sorpresa questo film politicamente scorretto sul porcospino skeater George ambientato in una Cracovia contemporanea tra skinheads, prostitute, politici corrotti, arrivisti senza scrupoli, belle donne e scienziati pazzi. Il protagonista viene riprodotto per farne un idolo delle masse ma il suo clone è decisamente scemo e fuori controllo: la scena dove fa esplodere un sexy shop liberando nell’aria una quantità di bambole gonfiabili che sorvolano parlamento, palazzi e chiese è grandiosa, mentre l’originale (dato per morto) farà in modo di vendicarsi. Dopo mezzanotte si va verso la fine con la proiezione di altri corti di fine studio tra cui segnalo il bel “The last bus” in cui attori con maschere di animali riescono a rendere benissimo il parallelo tra la pulizia etnica e la caccia. Sono molto fiero di poter dire che la notte è stato chiusa da un bel corto italiano della scuola di Chieri: “Dream’n’bass”, di Galileo Disperati, Marta Romani e Giorgia L. Velluso ha svegliato un po’ tutti quanti! Sognando che alle due capitali un giorno si aggiunga anche Roma – o Torino! – (il bello dei sogni è che può accadere proprio tutto) concludo i miei articoli. Sziasztok, Italia.

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