Vito Lo Russo, un ricordo

VitoLoRussoRiceviamo da Luca Raffaelli: E’ morto ieri mattina Vito Lo Russo. Nato il 12 ottobre 1961, Vito è stato un protagonista nel mondo dell’animazione italiana. Aveva un sogno che trent’anni fa era ancora più difficile da realizzare di quanto non lo sia oggi: far vivere uno studio di animazione in Italia. Ci aveva provato con la VLR Graphic Cartoon, a Roma, sulla Giustiniana, divenuta poi Farmtoons, creata insieme alla sua carissima Letizia Curreli, con la quale ha condiviso davvero tutta la sua vita. Qualcuno potrà dire che ha preteso troppo, e un po’ di ragione ce l’avrebbe perché Vito pensava di poter fare tutto contando solo sul proprio talento e la propria passione. Non basta oggi, figuriamoci allora. Eppure, con le sue capacità artistiche e la sua perizia tecnica, di cose belle Vito ne ha fatte tante: tanti corsi, tanta pubblicità, tante sigle, tanti progetti, il Tiramolla animato che ha visto molti amici coinvolti nello Studio (tra cui Roberto Grassilli, Ugo D’Orazio e Fabrizio Mazzotta), uno “Yellow Kid” animato con Corrado Mastantuono per Rinaldo Traini, e “Kurt”, un progetto di serie scritto da Francesco Artibani e Lello Arena divenuto special TV. E poi ancora, vari progetti con Manfredo Manfredi, tra cui quello di un lungometraggio. Insieme a Luca Boschi abbiamo realizzato un cortometraggio (“Whatzup, Mr. Whatzup?”, in cui si ingegnò a far fare le ombre ai personaggi disegnate su celluliode, distanziandoli dalla scenografie), varie pubblicità e tre servizi tv per la Rai realizzati in tecnica mista (prima di Roger Rabbit). Con Luca Boschi e Federico Fiecconi abbiamo sostenuto la sezione cinema di animazione del festival di Lucca: un’esperienza che ripeterà nel 2003 con Fiecconi nel ruolo di direttore tecnico del festival AsoloCartoon. Con Francesco Coniglio e Silver ha partecipato a diverse realizzazioni editoriali, e c’era stato sempre il suo eclettismo nel miracolo di allestire in 48 ore la mostra Disney sui 70 anni di “Topolino” in Italia. Un giorno, alla fine degli anni Ottanta, Vito decide di partire per Londra per lavorare agli effetti speciali di “Fievel conquista il West”, prodotto da Steven Spielberg. Lavora con alcuni dei suoi storici amici, tra cui Silvia Pompei e Marco Cinello. La sua bravura fa il giro del mondo, costruisce una serie di amicizie internazionali. Insomma, l’America lo chiama e potrebbe decidere di rimanere a lavorare all’estero. Però il suo sogno era un altro, e voleva seguirlo, nonostante tutto sembri ancora più complicato di prima. Dopo il sogno della darkoFarmtoons, Vito si tuffa nel progetto Supergulp, storico programma di Guido De Maria e Giancarlo Governi, ritrovando insieme a Claudio Varetto tutte le puntate che sembravano scomparse nei meandri della Rai dello, curando l’edizione in dvd e la mostra di cui realizza l’allestimento e il catalogo. Infine, nel 2008 un ultimo film animato, quando è produttore esecutivo del cortometraggio di Manfredo Manfredi “Bambinissimi papà” per lo Zecchino d’Oro. Vito ha continuato anche negli ultimi anni segnati dalla malattia a seguire le sue passioni, impegnandosi anche nel sociale. Chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui non può che piangere la scomparsa di un grande professionista pieno di idee, con un’enorme energia e una carica di simpatia contagiosa. Un uomo mosso da un’autentica passione e con un sogno vissuto da romano, romantico idealista. I suoi funerali si svolgeranno martedì 20 alle 11 all’Ospedale Sant’Andrea.

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