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Da Zagor a M.Mystère tanti compleanni in casa Bonelli

Da Zagor a M.Mystère tanti compleanni in casa Bonelli

Sembra una leggenda metropolitana, invece è del tutto vera la storia di quell’editore che nella Genova del 1948 mise un’inserzione per cercare “un disegnatore per un romanzo a fumetti”. L’editore era Giovanni De Leo, il disegnatore che rispose all’annuncio era Gallieno Ferri, un genovese di 19 anni, appena diplomato geometra, ma con una voglia matta di disegnare. Giovanni De Leo nell’immediato dopoguerra aveva pubblicato un settimanale, “Il Cow Boy”, uscito tra il 12 agosto 1945 e il 22 novembre dell’anno successivo, vissuto solo 66 numeri, malgrado l’apporto di autori come Gianluigi Bonelli, Rino Albertarelli, Giorgio Scudellari, Antonio Canale e altri. Ma erano tempi difficili, il boom del West di Tex, Pecos Bill e altri era lontano, ma De Leo era ostinato e continuò a scrivere e pubblicare fumetti, in collane dalla vita breve, ma comunque significative. Per il giovane Ferri fu l’occasione della vita, perché l’editore gli commissionò subito due lunghe storie d’avventura, “Il Fantasma verde” e “Piuma rossa”, che ebbero successo sia per l’intreccio che per gli efficaci disegni. In seguito Gallieno Ferri si dedicò ad alcune storie di Fantax, un personagio francese a mezza strada tra Fantomas e Diabolik, e a un lungo ciclo pressocchè analogo, con un protagonista, Maskar, forse non originale ma incisivo. Dopo un periodo di lavoro in Francia, con eroi western, nel 1960 Gallieno Ferri incontrò Sergio Bonelli, che stava scrivendo le prime storie di Zagor. L’editore lo ritenne subito adatto per trasformare il suo personaggio di carta in un eroe dell’immaginario, una figura che evocasse altri miti del passato, da Tarzan all’Uomo Mascherato, con un pizzico di Superman e forse di Tex. Il risultato di questa miscela apparve in edicola il 15 giugno 1961, in un albetto a striscia intitolato “La foresta degli agguati”, e suscitò subito una curiosità che divenne presto popolarità e successo. Da mezzo secolo ormai questo mitico eroe dal nome breve e secco come il colpo di un’accetta, passa di successo in successo. Nel corso degli anni è stato abbandonato da Sergio Bonelli, che non ne scrive più i testi (è troppo occupato nella casa editrice) – affidati a un piccolo esercito di sceneggiatori bravi quanto lui, da Moreno Burattini a Mauro Boselli, da Marcello Toninelli a Maurizio Colombo e altri ancora – ma non è stato abbandonato da Gallieno Ferri, autore ormai di centinaia di copertine e decine di storie, compresa quella del numero celebrativo, ovviamente a colori, in uscita dal 3 giugno. L’albo del cinquantenario sarà preceduto, il 27 maggio, dal primo “Zagorone”, ovvero l’albo in grande formato che dagli anni Ottanta sancisce il successo di un eroe bonelliano. Il primo ovviamente fu Tex, cui seguirono Dylan Dog, Martin Mystère e altri. Zagor arriva buon ultimo (per ora) in questa speciale classifica, ma ha tutti i numeri per risalire la china, grazie anche alla bravura di Moreno Burattini, autore delle due storie celebrative, e di Marco Torricelli, uno dei disegnatori storici dello Spirito con la Scure, alla pari con Michele Pepe, Franco Donatelli, Franco Bignotti e tutti gli altri che hanno fatto crescere Za-gor-te-nay, come lo chiamano gli indiani. Un nome che in qualche modo può ricordare quello di Aquila della Notte, come i pellerossa chiamano Tex, ma i punti di contatto tra questi due personaggi storici – e più longevi – del fumetto italiano, si fermano praticamente qui. Quelle di Tex sono le tipiche vicende western, arricchite spesso, negli ultimi tempi, da elementi “gialli”. Quelle di Zagor invece sono le classiche storie della fantasia senza limiti: ci sono (non potevano mancare, vista l’ambientazione) gli scontri di Zagor con pellerossa o fuorilegge, ma assai più spesso ci sono straordinari viaggi in dimensioni magiche, orrorifiche, quasi aliene, con apparizioni di uomini-lupo, streghe, extraterrestri, mostri, che il nostro eroe sconfigge ma che puntualmente ritornano, più cattivi che mai. In mezzo secolo di racconti, l’universo zagoriano si è popolato di personaggi straordinari, talora inverosimili, ma sorprendenti, dallo scienziato pazzo Hellingen al druido Kandrax, dai vampiri Bela Rakosi, Ylenia, Frida, ecc. al cercatore di tesori Digging Bill, dagli Akkroniani agli inventori folli e così via, in una galleria di personaggi e di trovate ben riuscite, ma pur sempre inferiori a Cico, il messicano pancione e affamato, che è forse la più divertente “spalla”, alla pari con Groucho, dei fumetti bonelliani. Smaltito l’entusiasmo dei festeggiamenti, Zagor e compagni partiranno per un lungo viaggio in Sud America, occasione per incontrare vecchi e nuovi personaggi e soprattutto vivere altre straordinarie avventure, come quelle che attendono Nathan Never che a giugno compie vent’anni, celebrati con un albo a colori sceneggiato dai suoi tre “padri”, Medda, Serra e Vigna, prima di affrontare una drammatica guerra dei mondi, tra la Terra e Marte, che durerà fino al giugno 2012. La stagione degli anniversari bonelliani proseguirà in autunno con i 25 anni di Dylan Dog, per concludersi, temporaneamente, nella primavera del prossimo anno con il trentennale di Martin Mystère. In periodo di crisi sono numeri importanti, non solo per le edizioni Bonelli ma per tutto il fumetto italiano. (Articolo di Carlo Scaringi).

English Francois Post di - mercoledì 25 maggio 2011 - Bonelli, Carlo Scaringi - Commenti, in coda
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