I disegni dei cineasti, dal Marc’Aurelio allo schermo

Scarpelli01Il più bravo di tutti è stato, forse, Federico Fellini, bravo a disegnare e bravissimo a fare film. Ricordiamo le sue strisce, un po’ ingenue nel disegno e quasi demenziali per le battute, sul Marc’Aurelio inizio anni Quaranta, oppure le caricature grottesche dei suoi personaggi femminili (la Saraghina, per esempio) o quella quasi paterna di un Benigni-Pinocchio. Nel corso degli anni molti registi e sceneggiatori – in pratica tutti i padri della commedia cinematografica all’italiana – hanno collaborato con il giornale umoristico nato a Roma nel marzo 1931. E’ quasi scarpelli02impossibile elencare quanti hanno lasciato un segno sul Marc’Aurelio, con una vignetta o con una storiella. Da Ettore Scola (che sceneggiò perfino una parodia dei Promessi Sposi, disegata da Vittorio Vighi, quello degli omini con nasoni grossi così) a Marchesi e Metz, da Castellano e Pipolo a Zavattini, tutti hanno fatto sosta al Marc’Aurelio prima di salire sul tranvetto azzurro che portava a Cinecittà, per i romani il “tram dei sogni”. Non va dimenticato però Attalo, forse il più grande di tutti, che non ha lavorato nel cinema, ma che con le sue vignette, piene di aromi di minestrone e odori di piedi sudati, ha ispirato molti film di Fellini. Anche la coppia Age-Scarpelli – i massimi sceneggiatori della commedia all’italiana – hanno lavorato al settimanale romano. Furio Scarpelli vi ha disegnato decine di vignette e ispirandosi a quell’esperienza ha realizzato negli ultimi anni di vita (è morto qualche mese fa) una lunga storia disegnata, “Passioni”, quasi una graphic novel, che con umorismo e malinconia racconta una vicenda degli anni Trenta, una storia melodrammatica come un fotoromanzo, ovvero l’amore di un maturo avvocato, fascistissimo ed elegante, scarpelli03per un’umile ragazza romana. Nella storia arriva al momento giusto un giovane pugile, e il lieto fine sognato dall’avvocato svanirà. Furio Scarpelli aveva raccolto i disegni – migliaia di schizzi, bozzetti, ritratti – con la speranza di trasferire quei ricordi e quel clima così attentamente ricostruiti in un film, senza attori ma neppure di animazione, quasi un film da vedere e sfogliare, un’inquadratura dietro l’altra, come le pagine di un libro. La morte ha interrotto il lavoro, ma il film è ormai pronto, grazie al lavoro di Giacomo e Filiberto Scarpelli, figlio e nipote dello sceneggiatore, all’impegno di RAI Cinema e al contributo del ministero dei Beni culturali. Uscirà nel prossimo febbraio insieme al volume edito dalla Lizard-Rizzoli, che raccoglie una parte della vasta mole di disegni che Scarpelli aveva preparato, con vera passione, per il suo film, “Passioni”. (Carlo Scaringi).