Gustavino, un maestro dell’illustrazione

gustavino_trullietrilli1936 Nei primi decenni del Novecento, quando non c’era la televisione e i fumetti comparivano solo sul Corriere dei Piccoli, i disegnatori si dedicavano quasi esclusivamente a illustrare le pagine dei romanzi. In Italia ce n’erano molti, e anche bravi. Quella scuola ha dato molti frutti e anche oggi non mancano i bravi disegnatori, molti dei quali saranno presenti nella consueta rassegna di Sarmede che si apre in questi giorni. Tra gli autori del passato, un vero maestro è stato Gustavo Rosso detto Gustavino, scomparso a Milano nei primi giorni dell’ottobre 1950 (nella notte fra il 7 e l’8) alla vigilia dei 70 anni. ScalaOroPer almeno quarant’anni ha illustrato sul Corriere dei Piccoli racconti di autori classici (il primo fu Anatole France, già sul primo numero uscito alla fine del 1908) e contemporanei. Ma non è stato solo un autore per ragazzi, quanto un vero illustratore, realistico, incisivo, efficace, capace di estrarre dai romanzi dell’Ottocento – quelli dell’avventura classica di Alexandre Dumas o capolavori della nostra letteratura, dai Promessi sposi alle Confessioni di un italiano – gli elementi che colpiscono l’immaginazione, e restano impressi nella memoria del lettore, come certi panorami lombardi del romanzo manzoniano che Gustavino ha studiato e riproposto dal vero. Da Riccardo Cuor di Leone a Peter Pan, dall’Isola del tesoro ai Tre Moschettieri,  agli stessi Promessi sposi, ultimo capolavoro di una ricca produzione artistica, Gustavino ha sempre dato corpo, con affascinanti immagini in un bianco e nero mai eccessivo o opprimente, ai protagonisti di grandi cicli letterari, ricreati con uno stile personalissimo che Gustavino - originale presso la Fondazione Franco Fossatine rispecchiava i caratteri originari, tanto che venne lodato dagli inglesi per la precisione con cui aveva tratteggiato i personaggi del Circolo Pickwick di Dickens. Per i Tre Moschettieri e per il capolavoro di Manzoni, Gustavino ha realizzato centinaia di disegni, passando dai protagonisti alle scene d’insieme agli episodi minori, sempre proposti con minuziosa precisione non disgiunta da un pizzico di poetica fantasia. Elementi che ritroviamo nelle prime tre puntate del Dottor Faust disegnate alla fine del 1939 per l’Audace. Il racconto rimase incompiuto e venne completato, con egual bravura, nel 1941 da Rino Albertarelli sulle pagine di Topolino. Nel Dottor Faust (a colori) Gustavino ha dato corpo alle atmosfere magiche e inquietanti della storia, in un realismo che si stempera spesso in quella dimensione fantastica che trova nelle illustrazioni per la celebre collana della Scala d’oro le espressioni più indovinate. (Articolo di Carlo Scaringi).

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