Paperino lavoratore precario
Post di afNewsInfo - lunedì 23 agosto 2010 - Carl Barks, Carlo Scaringi, Disney, Giovani Lettori - Commenti, in coda
Carl Barks, insuperato autore di centinaia di storie di paperi, è scomparso quasi centenario il 23 agosto del 2000, ma la sua popolarità non accenna a diminuire, accresciuta anzi dalle continue ristampe dei suoi fumetti e dalla crescita delle quotazioni dei suoi quadri (quasi tutti con Paperino o il suo taccagno zio), dipinti negli ultimi decenni del Novecento quando, ormai in pensione, non riusciva a staccarsi da Paperopoli. Carl Barks è ricordato soprattutto per lo straordinario Zio Paperone, efficace immagine del capitalista avido e senza scrupoli, ispirato a un celebre avaro di Dickens. Barks ha inoltre arricchito l’universo di Paperopoli con altre figure, al confronto minori ma
originali, come la Banda Bassotti, il cugino Gastone la cui sfacciata fortuna manda in bestia Paperino, già irascibile di suo, Archimede Pitagorico, la strega Amelia, Rockerduck e così via. Ma ha compiuto soprattutto un lavoro di “restauro” su Paperino, proiettandolo da personaggio nevrotico e sfruttato in una dimensione al tempo stesso assurda e reale, facendone, in pratica, il primo precario della storia. Paperino, infatti, come tutti i precari dei nostri tempi non ha un lavoro fisso, ma lavora sempre, con ostinazione, sudando, lottando non solo contro la fatica,
ma anche contro gli ostacoli che i nipotini e il suo datore di lavoro – lo spilorcio zio, ovviamente – gli pongono tra i piedi. Barks ha disegnato le storie dei paperi tra il 1942 e il 1973, quasi 700 racconti destinati ai comic-books (non amava le strisce quotidiane, a differenza di Floyd Gottfredson, l’uomo di Topolino), nei quali Paperino è quasi sempre protagonista e antagonista di Paperone. Ha fatto mille mestieri, qualcuno per hobby (come se avesse tempo e possibilità),
tutti gli altri per necessità. E’ stato accordatore di campane, fumografo (scrivendo messaggi di fumo con un aereo), incantatore di serpenti, mago della pioggia, incendiario (in realtà proponeva nuovi sistemi per accendere il fuoco, ma verrà scambiato per il piromane che incendiava i boschi vicini), ma anche pompiere, postino, sostituto poliziotto e perfino aiutante sceriffo. Potremmo continuare a lungo, ma tutti questi lavori precari hanno permesso a Paperino e ai nipotini non solo di sbarcare il lunario, ma anche di girare il mondo, dall’Atlantide all’Hondorica, dai pianeti del sistema solare all’Italia (una volta a Venezia, l’altra sulla costiera campana a caccia della mitica Numero Uno, la moneta che Amelia aveva trafugato a un disperato Paperone), al Klondike, naturalmente, dove tutti si recano alla ricerca di Doretta Doremì, antica fiamma di Paperone, quando era ancora un cercatore d’oro. (Articolo di Carlo Scaringi).
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