Pier Lambicchi e l’arcivernice

DSC_6448 rit Sor PampurioIn questo periodo vari editori stanno riproponendo molte storie dei migliori autori del secondo Novecento, da Pratt a Crepax, a Pazienza. La stessa cosa non avviene invece con famosi fumetti del primo Novecento, quelli del Corriere dei Piccoli. Personaggi come il Signor Bonaventura, Marmittone o il Sor Pampurio, usciti dalla fantasia di Sergio Tofano, Bruno Angoletta o Carlo Bisi offrono – al di là dell’epidermico umorismo delle storielle – un’immagine della società e del costume di quegli anni. 218 Tofano di afnewsSperiamo che qualche coraggioso editore li riscopra e li pubblichi, magari per vedere l’effetto che fa rileggere storielle di tanto tempo fa. A questo terzetto, che fa parte della centenaria storia del fumetto italiano, possiamo aggiungere Pier Cloruro de’ Lambicchi, strampalato (o geniale?) inventore ideato da Giovanni Manca e apparso sul Corriere dei Piccoli all’inizio dell’estate di ottant’anni fa, e lì felicemente rimasto dal giugno 1930 per molti anni. Giovanni Manca, milanese, nato sul finire dell’Ottocento, e morto ultranovantenne, quasi dimenticato da tutti, compresi i suoi pierlambicchiMancagiovani lettori nel frattempo diventati nonni, ha dato alle sue storielle un taglio fantastico e un po’ demenziale, con quel bizzarro scienziato che con una pennellata di vernice trasforma le immagini dei quadri in personaggi in carne e ossa. Una volta Pier Lambicchi disegna DSC_6470 rit marionettaun quadro con Guglielmo Tell, ma basta una mano di arcivernice per riportare in vita l’arciere svizzero, che con le frecce della sua balestra fa scoppiare i palloncini dei bambini, facendo piangere i pargoli e suscitando l’ira dei padri. Un’altra volta bastano poche gocce della miracolosa vernice cadute su un calendario per trasformare le belle 223 Tofano di afnewsdame raffigurate (era il 1933: l’attuale moda dei calendari ha radici antiche) in graziose donzelle che intrecciano danze bucoliche alla maniera delle tre Grazie. In un’altra occasione il professore ha riportato in vita Pitagora che non sa fare i conti della spesa, e poi un cavaliere cinquecentesco che scambia una pompa di benzina per una fontanella, e fa il pieno 56 Manca di afnewsdi quest’acqua miracolosa. Le invenzioni del disegnatore e dello scienziato sono infinite, quasi mai ripetitive, e queste piccole avventure, condensate in otto vignette e con le solite strofette in rima, finiscono per offrire un bonario ritratto della piccola Italia anni Trenta, chiusa in se stessa, fra sogni e delusioni, in attesa forse di quell’arcivernice che possa cancellare tutti i mali. Ci vorrebbe anche oggi, ma temiamo che riuscirebbe solo a dar vita alle belle ragazze e alle lussuose automobili dei cartelloni pubblicitari che nascondono i panorami del Belpaese. (Carlo Scaringi).

I commenti sono chiusi.