“Tremonti, i ‘tagli’ e l’ironia sul fumetto”

Comitato100 Riceviamo dal Comitato Un Secolo di Fumetto Italiano – comunicato stampa: Mercoledì 26 maggio, nel corso della presentazione della bozza relativa alla manovra economica, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha indicato una lista di 232 istituzioni, tra cui il Comitato Nazionale “Un secolo di Fumetto Italiano” – da lui espressamente menzionato come “sorprendente” – che sarebbero state considerate tra gli enti “da definanziare” in quanto “non hanno risposto alla nostra richiesta di informazioni”. La bozza della manovra è stata in seguito corretta, e la lista di enti interamente stralciata. Non è questa la sede per aprire una discussione a proposito delle scelte del ministro, della legittimità dei tagli, e dell’opportunità di presentare bozze soffermandosi con sarcasmo su alcuni specifici elementi, fra cui l’esistenza del nostro e altri enti, come pure è accaduto. E’ però d’obbligo precisare tre aspetti: la trasparenza amministrativa, la disponibilità istituzionale e la rilevanza culturale del nostro ente.
1. Dopo un finanziamento iniziale di 83.910 Euro nel 2008, e di 19.978 nel 2009, il Comitato non ha richiesto o ottenuto nessun altro contributo pubblico né per il 2010 né per il 2011. Già dal 2009 il Comitato ha infatti provveduto ad autofinanziarsi, per esempio con il patrocinio alla collana “100 anni di Fumetto Italiano”, pubblicata da Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, che ha portato nelle sue casse circa 20mila euro. Il Comitato non ha peraltro dipendenti, e i costi di gestione non hanno raggiunto 1/5 delle spese sostenute.
2. Lungi dal non rispondere a richieste di informazioni, il Comitato ha sempre fornito al Ministero cui afferisce, i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), tutta la rendicontazione necessaria. Lo testimoniano i Bilanci 2008 e 2009, certificati da un Revisore indicato dallo stesso MIBAC e ivi depositati. La prassi di costante e dettagliata informazione ha persino portato al Comitato l’inatteso apprezzamento dei funzionari referenti del Ministero, forse stupiti per l’approccio rigoroso di un settore, il fumetto, spesso ritenuto artigianale e destrutturato. Inoltre vogliamo rendere noto che nessuna ulteriore “richiesta di informazioni” è mai pervenuta al Comitato, né dal Ministero dei Beni Culturali né da quello dell’Economia, né per posta né per e-mail.
3. Il Comitato Nazionale “Un secolo di Fumetto Italiano” è nato nel 2008, in occasione del duplice centenario dall’uscita del Corriere dei piccoli e dalla nascita di Gianluigi Bonelli, creatore di Tex Willer. Due date di grande importanza per il fumetto. Tra le iniziative promosse o co-finanziate si annoverano la mostra “Corriere dei piccoli. Storie, fumetto e illustrazione per ragazzi” (Milano, Rotonda della Besana, 2009), lo stand della produzione fumettistica italiana presso il Salone del Libro di Francoforte (2008 e 2009), i convegni dedicati a Sergio Toppi (Bologna, 2009) e all’editore Bonelli-Audace (Napoli, 2010), fino alla recente intitolazione di un spazio pubblico a Gianluigi Bonelli, ideatore di Tex, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Milano.

Teniamo infine a ricordare che il Comitato Nazionale “Un Secolo di Fumetto Italiano” raccoglie un centinaio di entità pubbliche e private che comprendono i maggiori protagonisti dell’industria e della cultura del fumetto made in Italy: dall’editore Sergio Bonelli al filosofo Giulio Giorello, dalla Fondazione Corriere della Sera a rappresentanti delle maggiori Università (Bologna, Milano, Pisa, Urbino, Roma, Salerno) e Festival del settore (Lucca Comics, Romics, Napoli Comicon, Bilbolbul), sotto la Presidenza Onoraria di Umberto Eco. L’ironia espressa dal Ministro in questa occasione, fondata su una curiosa disinformazione sul Comitato, e su una percezione “sorprendente” del fumetto che pare appartenere agli anni ’50 – quando veniva considerato un mezzo buono al più per semianalfabeti – ci sembra dunque particolarmente fuori luogo.
Comitato Nazionale “Un Secolo di Fumetto Italiano”
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