Politicamente scorretto? Almeno si contestualizzi!

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Le due versioni a confronto

Ha luogo oggi, come annunciato, la nuova udienza del processo contro Tintin in Congo. E non casualmente ha parlato ai media l’ambasciatore del Congo in Belgio, chiedendo, tuttavia, non la distruzione dell’albo, ma la soluzione di buon senso: aggiungere una “avvertenza” che contestualizzi e relativizzi gli aspetti di puro colonialismo che contiene (anni dopo, Hergé, prendendone le distanze, definì la rivista che pubblicò quel fumetto a lui richiesto espressamente a scopo di indottrinamento e infarcito di luoghi comuni del periodo, come “cattolica e quindi di estrema destra [in quell’epoca, in quel luogo, in quel contesto]”). Prossima udienza il 21 giugno (solo su questioni di procedura). Si vedrà poi come andrà a finire. Resta evidente che il problema è posto, da molti anni ormai: come proporre ai giovani lettori di oggi la letteratura (anche a fumetti) politicamente scorretta del passato (da Tintin al Libro della Giungla ecc.)? Avvertenze, prefazioni ad hoc, contestualizzazioni ecc. sono una evidente necessità (oltre che un elemento di buon senso), anche in Italia, per gli editori che non vogliano trovarsi nella scomoda situazione che oggi tocca a Casterman.