Quando Tex viaggia in treno

tex0595 Il treno è entrato subito nell’immaginario cinematografico, già alla fine dell’Ottocento con i primi film dei fratelli Lumière che terrorizzarono i pochi, coraggiosi spettatori con l’immagine di una locomotiva che quasi si scagliava contro il pubblico (e invece arrivava solo in una stazione parigina). Pochi anni dopo, nel 1903 la nascente industria cinematografica americana proponeva “La grande rapina al treno”, un filmetto di dieci minuti girato da Edwin Stanton Porter, primo di una serie infinita di film “ferroviari”. Anche il fumetto non è stato da meno, forse perché tra film e tex0001nuvolette c’è una certa parentela. Ovviamente il treno è stato protagonista di infinite storie western, soprattutto di quelle – per restare in Italia – che hanno per protagonista Tex Willer, il più longevo e popolare eroe di carta. Anche recentemente, in una storia in tre episodi di Mauro Boselli e disegnata da Alfonso Font che si conclude con l’albo numero 595, Deadwood, in edicola da pochi giorni, abbiamo incontrato Tex che scorrazza sul tetto di un treno in corsa, in un inseguimento ovviamente a lieto fine. Tex e i suoi amici – dal vecchio Kit Carson texTrenoall’indiano Tiger Jack – vanno quasi sempre a cavallo, raramente salgono su una traballante diligenza, troppo lenta per i loro gusti, e sopportano a malapena un viaggio in treno, giudicato noioso e con troppe soste,  anche se talvolta la monotonia è spezzata dall’apparizione di loschi ed equivoci compagni di viaggio. Il primo treno che compare nella lunga saga di Tex (nel numero 1, “La mano rossa”) è quello di Mr. Marshall, il capo del Western Department, che viene a consegnare a Tex la tessera numero 3 del corpo dei Ranger. E’ un treno  molto diverso da quelli del vecchio West, con un vagone presidenziale lussuosamente arredato, quasi un sogno per Tex e tex0594 Carson, che in futuro dovranno viaggiare su treni sgangherati e polverosi e adattarsi alle situazioni più scomode. Tex viaggerà infatti su carri bestiame per sorprendere razziatori di mandrie, sul tetto dei vagoni per inseguire pericolosi fuorilegge, su sedili di legno la cui scomodità viene aumentata dalle lamentele di Kit Carson che rimpiange la velocità del cavallo, e addirittura su un carrello da manutenzione. Sfogliando le centinaia di albi di Tex pubblicati ormai da decenni dalla Sergio Bonelli Editore, tex0179 è possibile ritrovare tutte le situazioni classiche ma anche reali che hanno punteggiato l’avanzata del treno nel West, assalito dai pellerossa, sabotato da costruttori delusi per non aver ricevuto l’appalto sperato, saccheggiato dai banditi e distrutto dalle guerre. I disegni di Galleppini e compagni hanno spesso ricreato momenti emozionanti, con treni che attraversano stretti canyon o arditi ponti, che sostano in stazioncine di cartone o si riforniscono in zone deserte. Sono treni che sbuffano, arrancano e talvolta giungono anche a destinazione, con immensa soddisfazione di Tex e Kit Carson, pronti a balzare di nuovo in sella. (Carlo Scaringi).