Il Grande Centro cui tendere la pargoletta mano

MuseoAngouleme Sembrava follia, quando (ormai tanti anni fa) l’Anonima Fumetti e i suoi Complici di allora cercavano (tra mille difficoltà) di convincere le Istituzioni Nazionali (di svariati colori politici) dell’opportunità di un Centro Nazionale istituzionalizzato (quindi nazionale e super partes) che si occupasse della conservazione dell’intero patrimonio fumettistico italiano, del raccordo e del coordinamento operativo con tutte le realtà significative, del collegamento coi collezionisti, di una politica strutturata di sostegno al settore, di promozione della diffusione all’estero e di una serie di altre questioni tutt’altro che banali. In Francia il percorso, avviato molti anni prima, sembrò anch’esso un po’ azzardato. La situazione era tale per cui, ancora musée de la BD (Angoulême,FR16) di jean-louis zimmermannnegli anni sessanta, la Biblioteca Nazionale di Francia non aveva nemmeno tutte le copie del pubblicato francese e quel che c’era non era conservato a dovere. I membri del Club de la Bande Dessinée (CELEG) trovavano insopportabile tutto ciò. La prima collezione nazionale di fumetto fu quella del Museo Comunale di Belle Arti di Angoulême, che già ospitava mostre sul fumetto dal 1974, grazie alla conservatrice del museo stesso, Monique Bussac, che la mise in piedi nel 1977, raccogliendola intorno a una sola tavola di Tintin, regalata da Hergé. E’ da quel primo nucleo che, sulla spinta data dal Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême, nel 1984 quella collezione, all’interno del progetto del Centro Nazionale del Fumetto e dell’Immagine, diventò le personnage de BD Corto Maltesse (Angoulême,FR16) di jean-louis zimmermannil primo Museo Nazionale del Fumetto di Francia. Ora, non solo il Museo ha il deposito legale di tutto il pubblicato fumettistico francese, ma possiede una prestigiosa collezione di originali e altro, spaziando da un Rodolphe Töpffer del 1836 fino ai giorni nostri e la conservazione è fatta con strumenti e tecniche aggiornatissime, con adeguati criteri espositivi, fino alla digitalizzazione e ridiffusione in rete. E oggi il tutto fa parte di una mega struttura dall’evocativo nome di Città Internazionale del Fumetto e dell’Immagine. Un grande centro che ancora può stimolare e suscitare progetti innovativi cui tendere, in prospettiva, anche in altri paesi, coi quali scambiare conoscenza, idee e competenze.