Dal Giovane Patriota al Pioniere

PIF-1225 Potrebbe essere interessante anche in Italia, una iniziativa simile a quella messa in piedi, a suo tempo, da Richard Medioni, anziano del giornale per ragazzi Vaillant e poi capo redattore di Pif Gadget nel periodo di massimo splendore. Si trattava di riviste francesi che seguirono l’esperienza di Le Jeune Patriote (uscito tra il 1944 e il 1945). Nel 1946 la testata, creata per i giovani lettori dal partito comunista francese, cambiò nome (dopo un breve periodo di titolazione Vaillant, le jeune patriote) semplicemente in Vaillant (le journal le plus captivant), per poi diventare, nel 1965, Vaillant, le journal de Pif e, infine, Pif Gadget nel 1969. Rivista da edicola che arrivò a vendere un milione di copie a uscita, stabilendo un record negli anni settanta (raggiunto, per un brevissimo  periodo, anche dal settimanale italiano Topolino nei primi anni novanta), per poi andare verso la propria fine all’inizio degli anni novanta. Ha indubbiamente segnato un’epoca e vi hanno lavorato Vaillant_0078diversi grandi del fumetto (citiamo a casaccio Hugo Pratt, Gotlib, Mandryka, Giorgio Cavazzano e molti altri) e Medioni a un certo punto ha deciso di creare una testata gratuita in pdf per raccontarne la storia, gli aneddoti, le curiosità, gli autori e, naturalmente, i gadget che lo caratterizzarono per anni: Période Rouge. Trovate tutti i numeri disponibili on line qui: perioderouge.wordpress.com, mentre trovate una sorta di wikipedia apposita (ma al momento incompleta) facendo click qui e un numero del 1969 leggibile in rete facendo click qui. Naturalmente è forte l’interesse storico (e non solo per la storia del fumetto, ma anche per la storia della Francia e dell’Europa di quegli anni, dalla Resistenza al nazifascismo in avanti) e il piacere di vedere autori dimenticati, e altri che invece conosciamo bene. Per questo sarebbe apprezzabile una iniziativa analoga in Italia, magari sull’equivalente Il Pioniere diretto nientepopodimeno che da Gianni Rodari (rivista anch’essa creata dal partito comunista, italiano, in questo caso, prima che, sull’onda dell’irreggimentazione sovietica, il Pioniereanche qui come in Russia, i dirigenti del partito decidessero, stolidamente, che il fumetto era una cosa decadentemente capitalistica d’ispirazione americana e ne favorissero l’irreversibile chiusura). Non che non si trovi un sacco di informazioni sulle riviste d’epoca nei blog degli esperti (ne citiamo spesso su afNews), ma la scelta (aggiuntiva) di una rivista periodica nel formato pdf può forse rendere più semplice la conservazione e la ricerca. E, magari, una successiva pubblicazione e distribuzione libraria (anche via eBook et similia, naturalmente), come Medioni sta facendo col suo Période Rouge.