La graphic novel o il graphic novel?

Ballata del Marchio GialloIl dubbio sul genere da attribuire, in italiano, al termine “graphic novel” può sorgere, notando come giornali e televisioni tendano a usare il femminile, nonostante noi ben si sappia che “novel” non si traduce con “novella”, ma con “romanzo”. Se avete ancora dei dubbi, potete toglierveli facilmente: l’Accademia della Crusca (come riportato qui) ha ovviamente confermato che di romanzo si tratta, per cui “graphic novel”, in italiano, ha da esser considerato maschile. Punto. Se poi ci sono persone che hanno l’abitudine di usare termini (anche italiani) in modo approssimativo o errato e, per abitudine appunto, intendono continuare a sbagliare consapevolmente, son ovviamente libere di farlo. Tanti e tali sono ormai gli strafalcioni che la televisione (anche pubblica) ci ha abituato a farci sentire in bocca a giornalisti, commentatori, critici e conduttori, che non sarà altro che l’ennesimo da dover sopportare, in questa stramba Italia degli anni duemila. Se però voi, a titolo personale, desideraste contribuire al recupero d’una lingua che un tempo aveva un certo valore, potrete sempre evitare l’imbarazzo dicendo (e scrivendo), semplicemente, “romanzo grafico”, o “romanzo a fumetti” e tanti saluti. Il termine esatto esiste in italiano e suona altrettanto bene del suo parente anglofono, anzi, per certi versi, persino meglio. [Nella foto qui accanto, dalla serie fotografica FumettoSuFumetto, il volumone (oltre 170 pagine) del romanzo a fumetti La Ballata del Mare Salato di Hugo Pratt, nell’edizione Mondadori del 1972.]