Tintin censura Angoulême

centpourcent Be’, forse la Moulinsart (la società che gestisce, come si sa in modo assai controverso, il patrimonio miliardario di Tintin) se le cerca proprio. Per Angoulême 2010 promise di far vedere qualche piccolissima anteprima del film di Spielberg, e invece nulla. Per giunta ha censurato un’opera di Daniel Goosens, che avrebbe dovuto far parte della bella esposizione Cento per Cento (cento tavole originali del patrimonio storico del Museo del Fumetto di Angoulême, esposte accanto alla reinterpretazione fatta da cento famosi autori di oggi, tipo il nostro Buzzelli reinterpretato da Baudoin). 99 per 99, allora, altro che 100%. E tutto perché l’organizzazione non ha avuto l’autorizzazione di Moulinsart. Incredibile. Può una società impedire a un Museo di esporre quanto appartiene al museo? No, ovviamente. Ma si arroga il diritto, con la logora e incosistente scusa di “proteggere l’opera di Hergé”, di censurare un’opera d’arte originale (quella di Goosens, che mostrava il furto dello scettro di Ottokar raccontato dal punto di vista dei Dupond/t). Così questa volta Tintin non è andato ad Angougou (mentre si andò in pompa magna, ovvio, quando si dedicò una via ad Hergé) e sono stati violati i diritti morali dell’autore Goosens. Di questo passo, prima o poi qualcuno porterà in tribunale Moulinsart. Ecco come racconta la vicenda Olivier Delcroix, qui di seguito.

“Je parcours en tout sens l’exposition avant de me rendre compte que Hergé ne figurait pas parmi les “grands de la BD contemporaine” et n’a donc pas eu droit à être réinterprété par un autre dessinateur. Ils sont donc tous là, non pas à 100% mais à 99%, car il manque Hergé…” Full article: click here.