Fumo di China 168 e i mysteriosi fratelli Esposito

Rotonda Besana - Milano - photo Goria - clickIl gentile portinaio mi chiama. C’é Fumo di China (formato generoso, non da buca delle lettere, come si sa) numero 168. Sempre divertente la rubrica della posta, crogiolo di polemiche di vario livello, a volte stimolanti. Per dire, ci scopriamo che il mitico database INDUCKS (che cataloga l’opera omnia targata Disney, grazie al contributo di un gruppo di espertissimi volontari) è considerato “già più affidabile” della Wikipedia. Oppure ci troviamo Michele Medda che replica alle accuse di “arroganza” lanciatagli dai lettori sempre nella rubrica della posta di FdC. In questo numero trovate gli Esposito Bros., Paolo Aldighieri detto Eriadan (il “pioniere delle web strip“), Torres e Navarro, un Becattini in forma che disserta sulle tavole domenicali di Tarzan, , un servizio sui manga e uno sulle serie che chiudono e aprono. Oltre, ovvio, alle consuete rubriche. A livello personale, poi, non posso che apprezzare il fatto che le mie fotografie fumettistiche abbiano fatto l’en plein delle riviste sul fumetto di questo periodo: il mio ritratto al volo della direttrice di Valentina De Poli - photo Goria - clickTopolino Valentina De Poli (come si è letto su afNews il 2 marzo scorso) ha fatto (in incognito, ahimé) bella mostra di sé su Scuola di Fumetto 65 e ora, su Fumo di China 168, ecco un piccolo estratto dal fotovideoreportage che avevo realizzato per afNews alla Mostra del Centenario del Corriere dei Piccoli. Colgo l’occasione per spezzare la consueta lancia a favore dei colleghi fotografi e fotoreporter (la cui opera, artistica e giornalistica, è tutt’altro che secondaria): noi fumettomani ci ricordiamo spesso dei diritti dei fumettisti, ma quelli dei fotografi hanno altrettanta dignità (oltre a essere regolati esplicitamente proprio dalla legge sul diritto di autore): anche quando le loro immagini (che, come i fumetti, non si autoproducono per magia) vengono concesse gratuitamente (in genere se per fini non commerciali, ma è bene controllare la licenza in ogni caso, che sia Copyright o Creative Commons, e su Flickr è facilissimo farlo: è dichiarata nella colonna di destra di ogni foto), su carta o su internet, dobbiamo sempre indicare il nome del fotografo e, cortesemente, la fonte della foto. E’ tutto bell’e pronto su Internet. Fin troppo facile, rispettare il lavoro altrui, oggidì.