Petrosino e Savarese tra fantasia e realtà

Il sito dell'Associazione dedicata a Joe Petrosino, con il racconto per immagini della sua storia, in stile cantastorieIl 12 marzo del 1909 in una piazza di Palermo veniva ucciso Joe Petrosino, poliziotto italo-americano tornato in Sicilia per indagare sui rapporti tra la mafia e la Mano Nera, come gli americani chiamavano la criminalità organizzata del primo Novecento. Ucciso brutalmente, Petrosino non è tuttavia uscito di scena, ma è entrato nella leggenda, grazie anche alle famose “dispense” che Nerbini e altri editori dedicavano, con successo di vendite, a famosi personaggi della realtà, come Buffalo Bill o Pinkerton, e a molti protagonisti dell’immaginario, da Rocambole ad Arsenio Lupin. Sul finire degli anni Trenta l’Avventuroso pubblicò una serie di fumetti dedicati a Petrosino, proposto come un coraggioso simbolo di un’italianità che si opponeva ai nemici stranieri. Realizzato da Ferdinando Vighi, il fumetto uscì tra la fine del 1938 e l’inizio del 1939, in singolare coincidenza con l’emanazione delle odiose leggi razziali. Le avventure di Petrosino sono spesso violente, dure, quasi sanguinarie, perché il poliziotto doveva combattere contro il malvagio Mont Eastman, un tipico bandito e truffatore ebreo, che Vighi disegnava nello stile della peggiore propaganda antisemita. Più fedele alla realtà storica è stato invece il personaggio di Savarese, ideato nel 1977 da Robin Wood e disegnato da Domingo Mandrafina, autore fra l’altro di altri cicli polizieschi, come Spaghetti Bros. o Cayenna, sempre su testi dello stesso sceneggiatore. Ideando la figura di Savarese – uno dei personaggi di maggior successo, a lungo ospitato su Lanciostory e Skorpio, nonché sui cartonati dell’Eura Editoriale – Robin Wood si è chiaramente ispirato al vero Petrosino, facendone un eroe tutto d’un pezzo, un siciliano emigrato negli Stati Uniti, dopo che la sua famiglia era stata sterminata dalla mafia. “Sono un siciliano che non dimentica – dice Savarese – e dovrei ritornare là per ripagarmi di quello che mi hanno fatto. Ma sono un uomo di legge, un agente federale. Però sono anche un siciliano che non dimentica“. Savarese, come Petrosino, diverrà il capo di un corpo speciale, impegnato contro la mafia. “I mafiosi sono ovunque, qui come in Sicilia – dice in un altro episodio -. Controllano tutto, hanno le leggi a loro vantaggio, si arricchiscono sulla miseria degli altri. Sono loro il potere, indipendente da quello degli Stati Uniti“. Come ha fatto anche in altri fumetti storici, Robin Wood utilizza il racconto per sottolineare alcune realtà, per denunciare situazioni abnormi, per coinvolgere – in una chiara presa di coscienza – anche il lettore. Insomma, è più vero Savarese del Petrosino di Vighi. Ma erano altri tempi, e altre storie. [Carlo Scaringi] Click qui per vedere il documentario RAI de La Storia siamo Noi dedicato a Joe Petrosino – qundi scegliere i video dalla timeline.

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