Lode sempre sia alla GAG!

Il Sacro Libro della Grande Ameba Galattica

Capitolo 1

Primo dello SpazioTempo esisteva solo la Grande Ameba Galattica. Un giorno, la Grande Ameba Galattica starnutì. Forse allergìa ai peli di gatto, non si sa. Fatto sta che starnutì. Dopo miliardi di anni, quando infine anche sulla Terra una specie si evolvette a sufficienza per passar dalla demenza alla scienza, il suo starnuto è poi stato chiamato Big Bang. Così la GAG creò lo SpazioTempo e il Multiverso e ancora oggi le onde del suo starnuto permeano l’universo.

Si renda lode all’infinito e in eterno alla GAG!

Dallo starnuto della GAG tutto viene e va.
Dalla GAG viene il sorriso e la felicità.

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Rappresentazione artistica della GAG – foto Gianfranco Goria

Se esiste

Scoiattolo al Parco del Valentino di Torino - foto Gianfranco Goria - la Vita è fantastica, su questo pianetino, e si esprime in tante di quelle forme!... Meraviglia.

“Se Dio esiste”. Se un qualsivoglia Dio o Dia o Entità Superiore di qualunque genere o non genere o quel che ti pare, esiste, o esistono o cosa vuoi tu. “Se”.
Questo “se” interessa solo a chi si pone questo quesito, e basta.
In realtà, se c’è, c’è; se non c’è, non c’è, Punto.
Ed è senza mancanza di rispetto nei confronti di chi crede ci sia, che lo assimilo, come concetto, a tutte le espressioni (belle e brutte) della fantasia umana. Ma non posso rispettare le scelte violente di chi, eliminando del tutto il “se” in forza della sua “fede” assoluta oltre che auto alimentata, usa quella Entità come copertura per la propria malattia mentale che provoca tragedie, per giunta inutili.
Io sono stato un credente zeppo di fede per alcuni decenni della mia vita. Per questo comprendo benissimo chi crede e chi ha fede. Tuttavia, non pago di una fede installata dall’esterno (senza il conforto di alcuna prova, naturalmente), ho usato decenni della mia vita per cercare “concretamente” la tanto sbandierata Entità. Quando, infine, l’ho trovata (questo punto, lo so, richiederebbe approfondimenti che non è il caso di rifare qui, visto che ho già sviscerato tutto altrove nel mio blog), ho scoperto che non esiste.
No, nella mia esperienza diretta, non esiste nulla di quel che viene raccontato dai sacerdoti delle tante religioni di questo pianeta e divulgato come fosse teologia della verità. Punto.
Tutti imbroglioni, quindi? No, non è esattamente così (pur essendoci sicuramente un sacco di imbroglioni, in un campo che rende così facile turlupinare le persone, cercando di rifilare speranze a chi ne ha tanto bisogno). Io ero tra quelli assimilabili a sacerdoti (o a mentalisti, forse), ed ero in assoluta buona fede e pieno di “sani principi”. Solo che la premessa di partenza era sbagliata e falsa e io non lo sapevo e non avevo neppure le doti intellettuali necessarie a rendermene conto da solo, allora. Ero portato a confermare, con insignificanti indizi, il nulla col nulla, rafforzando così un fede basata sulla fantasia (detto con rispetto).
Diverso è il discorso dei principi morali ed etici che le religioni (alcune, non tutte, non sempre, e non solo le religioni) diffondono insieme alle loro teologie.

Si potessero separare i due aspetti, potremmo fare ragionamenti più universali.

Sarebbe più facile capirsi: comportamenti morali ed etici “sani” sono quelli che non portano all’estinzione della specie umana, per dire. Un banale esempio: essere “razzisti” (se pure talora ha lampanti motivazioni, giuste o sbagliate che siano, legate alla sopravvivenza della tribù locale) è un pericolo netto per la sopravvivenza della specie umana (ne ho già parlato altrove in questo mio blog, dettagliando le peraltro evidenti motivazioni).

La costruzione (più o meno fantasiosa) di una Teologia, invece, non può che interessare solo chi ci si riconosce, non gli altri. Facilmente, quindi, diventa elemento di separazione tra gli esseri umani e, in tal caso, un rischio per la sopravvivenza della specie.

Chi desidera, per problemi mentali propri, la distruzione della specie umana, sa di conseguenza quali comportamenti adottare.

Chi ha piacere che la nostra specie sopravviva ancora, per contro, sa che dovrà comportarsi in modo diverso da quelli di cui ho parlato nel paragrafo precedente.

Non sembrerebbe essere nemmeno tanto complicato…
Solo che il vero problema sta nel solito posto: il nostro cervello. Che è complesso assai e, come tutte le cose complesse, può avere un sacco di intoppi, falle, difetti di fabbricazioni e tutto il resto. In attesa di un nuovo DNA che ci renda meno autodistruttivi (oltre che distruttivi tout court), ci sono, quantomeno, un sacco di possibilità di cura, che mi sento di consigliare caldamente un po’ a tutti.
Io lo faccio, certo che sì. pensavi mica che non ne avessi bisogno, vero?

Scoiattolo al Parco del Valentino di Torino - foto Gianfranco Goria - la Vita è fantastica, su questo pianetino, e si esprime in tante di quelle forme!... Meraviglia.
Scoiattolo al Parco del Valentino di Torino – foto Gianfranco Goria – la Vita è fantastica, su questo pianetino, e si esprime in tante di quelle forme!… Meraviglia.

Se hai letto il mio blog, avrai visto che, fin dall’infanzia, ho avuto visioni, allucinazioni visive, uditive, tattili e per tutti i sensi possibili ed esperienze le più varie. Ho pensato di assistere a miracoli, eventi straordinari, e ogni sorta di parafernalia metafisica e teofanie varie. Ero certo nel mio intimo dell’esistenza dell’Entità Suprema e di un sacco di altra roba magnifica. Infine (si fa per dire, infine), dopo un lavoro decennale, ho “visto la luce” (ne ho già parlato in questo blog). Avrei persino potuto costruirci su una religione (o almeno una redditizia setta). Per fortuna non l’ho fatto, anzi. E come avrei potuto? Quell’esperienza (la famosa “illuminazione”) mi dimostrava tutt’altro: mi spiegava come si possono formare le religioni, su cosa possono nascere, e al contempo mi metteva davanti al naso la fasullità delle teologie e delle “tradizioni religiose” in genere. Materiale in abbondanza per racconti di fantascienza. Ma per scoprire che ero un malato mentale mi ci sono voluti molti altri anni e, infine (qui sì, infine) il tracollo totale. Perciò, certo, ovvio, naturale, che mi curo il cervello! Eh. Insomma, dai… Anche perché io son tra quelli cui non dispiace affatto la vita, anzi, e nemmeno la sopravvivenza della specie umana (pur con qualche miglioramento qua e là) fin che sarà decentemente possibile.


 

 

Perché nessuno ti ha parlato del Mulino a Neutrini?

Perché tutti i Governi, compreso il tuo, non ti hanno mai parlato della scoperta scientifica e della relativa invenzione che risolverebbero, per sempre, tutti i problemi energetici dell’umanità, fornendo energia illimitata a costo quasi zero, eliminando ogni problema alimentare, aprendo nuovi orizzonti impensabili a scienza e tecnologia?

Già, perché il principio del “Mulino a Neutrini“, associato all’incredibile quantità di un particolare minerale meteoritico trovato sul lato della Luna più esposto alle piogge di meteore, consentirebbe di realizzare una sorta di microscopiche batterie, a bassissimo costo (nulla per l’energia, solo il costo dell’apparato), totalmente inesauribili, perché basate proprio sulla scoperta che i Neutrini (che ci attraversano costantemente) interagiscono in modo imprevisto con quantità anche microscopiche di quel minerale. Il Mulino a Neutrini sarebbe quindi in grado di trasformare questa lievissima interazione in energia, continua, sostanzialmente inesauribile (perché legata alla emissione di neutrini dal parte della nostra stella). Niente più bisogno di carbone, petrolio, cascate, pale eoliche… niente. Energia assolutamente pulita, senza sosta, nella quantità e nel voltaggio necessari! Niente più guerre per le risorse energetiche, o per qualunque altro tipo di risorsa! Una vera disgrazia per le lobby dei fabbricanti di armi, per quelle legate alle fonti di energia fin qui usate, e per chiunque speculi sulle miserie umane.

Ma, allora, perché il tuo Governo non ti ha detto nulla?

Perché tutto ciò me lo sono inventato io, parecchi anni fa. E’ solo una trovata narrativa per un mio vecchio progetto fumettistico, nel quale c’è anche il cronovisore e… 🙂
Peccato, eh? Lo so, la fantasia viaggia… Ma chissà, magari un giorno qualcosa del genere salterà fuori davvero, chi può dire, e allora, wow…, la scienza supererà nuovamente la fantasia, com’è successo tante volte.

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La fantascienza a fumetti di Edgar Pierre Jacobs – scansione dalla mia collezione privata.

Musica e parole. Eh.

Moltissimi anni fa, praticamente un’altra vita, a cavallo tra gli anni sessanta e settanta del millenovecento, noi si suonava e scriveva musica e testi per il gruppo nato (come usava all’epoca) sui banchi di scuola. Yeah.

Gianfranco 1970
Sì, ero così, quando suonavo coi miei amici.

Un giorno, mi pare in concomitanza con uno dei nostri concerti, il nostro flautista (o era il percussionista? E’ passato tanto di quel tempo… ma erano bravi tutt’e due, loro – io decisamente meno) si lasciò sfuggire quello che per lui era il titolo di uno dei nostri brani: “Il male della gioia”. Va da sé che scoppiammo a ridere, cercando di spiegargli che il titolo era sempre stato, ma proprio sempre, fin dall’inizio, “Il mare della gioia”… Alla fine capì, accettò, e continuò a suonare bene esattamente come prima, come niente fosse. Ovviamente. Eh.

Per carità, la distanza fra la L e la R, glottologicamente parlando, non è un granché (c’è una piccola differenza nel posizionamento della lingua sui denti davanti), tanto che, per secoli, ha segnato la differenza tra Cina e Giappone, per quanto riguarda la tradizione fonetica, laddove la R veniva pronunciata più come una L e appena al di là del mare succedeva l’esatto contrario, con la L pronunciata come fosse una R. Poco male, se comunque ci si capisce. Perché questo, in fondo, è il punto. Eh.

Ma quando il senso cambia del tutto? Buffo, eh? Il linguaggio che contava davvero, per il nostro compagno, era quello della musica, non le parole. Con quello non faceva errori, no. Eh.

Poi c’è il caso in cui alle parole si dà un significato diverso a seconda della persona cui sono attribuite. Idiozia, vero? Certo, si annulla il raziocinio, momentaneamente. A volte anche per più di un momento, purtroppo.
Così può capitare che se un bambino dica “far del male, è male“, ci si rida su. Se la stessa identica frase è attribuita a uno cui (a priori) diamo credito, la inquadriamo (e, ahinoi, verrà sparata in rete in bocca a un pupazzetto o con dietro un bel panorama o la figura di quella persona, magari con aureola, o magari con la figura di un’altra persona che non c’entra nulla…).
Chi l’ha pronunciata, questa frase? Einstein? Il Profeta? Newton? Buddha? Hawking? Gesù? Rita Levi Montalcini? l’A.I. che risponde per conto di afNews.info? Un bambino? Un capo religioso? Uno che dice banalità? Un genio? Un malato mentale? Te lo dico in fondo al post… Eh…

Ecco, il punto, qui, è che non ha nessuna importanza chi lo ha detto. Conta solo come quelle parole agiscono su di te. Come ci ragioni su. Come ti cambiano, se ti cambiano (ma un po’ ci cambia qualunque cosa, mi sa). Eh.

Se pensi le abbia dette uno in cui “credi”, annulli il raziocinio e le prendi per buone, a priori. Se ignori chi le abbia pronunciate, e perché, e in quale ambito, forse hai più possibilità di analizzarle con raziocinio. Direi. Tu che ne pensi, eh?

Prendi una frase del tipo “Ogni infedele uccidere, no amare, che tu faccia, Egli vuole.“, se pensi l’abbia detta qualcuno in cui credi, sospendi il raziocinio e la consideri cosa sacrosanta. Se l’ha detta qualcuno che non conosci, la valuti, ci ragioni su e concludi che è una scemenza, pericolosa per la convivenza civile e per la stessa sopravvivenza della specie umana.
Tanto più che “infedele” che cavolo vorrà mai significare? Può avere un senso diverso per ciascuno, a seconda delle proprie credenze o non credenze, e persino del contesto.
Per non parlar del fatto che la frase può essere stata trascritta in modo sbagliato (è sempre successo alla grande – persino dal vivo, pensa al mio compagno di band, figurati su testi vecchi, trascritti mille volte)… “Ogni infedele uccidere no, amare, che tu faccia, Egli vuole.” ed è già un’altra cosa. Una virgola… Eh…

Con le parole è così. A volte basta una virgola. Troppo spesso basta sospendere il raziocinio. Per sicurezza (di tutti, anche tua) sarebbe meglio non sospendere mai del tutto il raziocinio e analizzare le parole come se non sapessi da dove arrivano. Non è facile, eh?
E ci sono anche i sentimenti, certo, e le emozioni, e la chimica del cervello (che è quel che è, si sa), siamo umani, fragili creature, ma occhio alle parole, ché possono essere armi assai affilate. Eh.

Musica - foto Gianfranco Goria - afnews
Il linguaggio della musica – foto Gianfranco GoriaMusica – foto Gianfranco Goria – eh.

Sì, la frase citata è mia. L’ho scritta poco fa, apposta per questo post.
E allora? Che differenza fa? Di per sé ha senso o no? Ti dice qualcosa? Ti cambia? Non ti cambia? E chi sono io? E cosa sono io? Eh? Eh… Ehehehhehehhehehhehhehehehe!

Guarda chi si rivede!

Dato per perso da anni, ieri è saltato fuori, facendo le pulizie negli armadi che fungono da archivi, il mio vecchissimo libretto universitario! Bentornato!

2015-10-01-afnews-libretto universitario Gianfranco Goria

Bello rivedere le firme di quel corpo docente di gran classe, guidato dal compianto Oscar Botto (cui giocai il gradito scherzo-omaggio di renderlo protagonista di un paio di storie di Topolino, negli anni novanta del secolo scorso). Io, in compenso, negli anni settanta ero proprio una rock-star, eh? Che chioma! Sembro appena uscito da uno dei concerti del mio mitico gruppo, i Dharma. Wow!

2015-10-01-afnews-Università Esami Sostenuti Gianfranco Goria

E queste erano le mie materie di studio. Mi piacevano un sacco e una sporta. Per giunta ero giovane…