Tutti gli articoli di Gianfranco Goria

Sono proprio quel Gianfranco Goria che si trova su Wikipedia. Guarda lì. Anche in quella inglese, se necessario. http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Goria http://en.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Goria

Video: La Mole Antonelliana vista dal mio balcone

Principalmente, per lo meno.

Post pubblicato 2 mesi fa alle 13:36, lunedì 27 marzo 2017.
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Dietinger bau! (e miao)

Qualche scatto odierno da Laura Dietinger. Una di quelle bestiole cucciolotte farà parte della nostra famiglia a breve…

Post pubblicato 4 mesi fa alle 18:21, domenica 5 febbraio 2017.
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Musica e Parole

C’è musica che mi fa muovere per forza, c’è musica che mi fa piangere, c’è musica che mi fa ridere, c’è musica che mi fa venire i brividi nella schiena…

Pogo direttore d’orchestra, by Walt Kelly.

Un esempio? La mia lista:
https://www.youtube.com/playlist?list=PLSgXtlp9U81omygIQNK1E_XjdRS0bpFuG

E mi fa riflettere anche se non voglio: cosa siamo noi umani (che produciamo parimenti merda e amore), cosa sono io? Cosa, non chi.
Ovviamente non lo so (a parte la banale risposta: animali, che non dice nulla, in realtà, di cosa siamo, anche perché è solo una delle nostre tante etichette che usiamo per cercare di capire il mondo in cui siamo insieme a tutte le forme di vita possibili di cui ci cibiamo e di cui siamo cibo in questo continuo rimescolamento di atomi che chiamiamo Vita…).
Con tutti questi anni alle spalle, praticamente con un sacco di vite diverse vissute, con una quantità di esperienze bizzarre da far la gioia di qualunque neurologo (o di un fissato di robe extrasensoriali, a piacere), con affetti e prole cui avrei voluto dire cose che non sono mai stato capace di dire (ché, nonostante sia logorroico, non le so dire a parole neanche a me stesso, e le avessi dette a parole avrei dovuto aggiustarle nel tempo, perché le parole non ce la fanno proprio a dire quel che c’è davvero da dire) alla Cat Stevens in Father and Son, per dire (ma le mie canzoni non arrivano così dentro, mi sa), a forza accontentandomi di esistere con loro nei miei limiti, sperando che qualcosina arrivi comunque… Con tutto questo e altro ancora, non so cosa sono. E forse non ha nessuna importanza.
Ma non si può mai dire… 🙂

Vai Bruce!

Post pubblicato 4 mesi fa alle 12:02, venerdì 20 gennaio 2017.
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Cristianesimo e ideologie dell’odio, si conciliano?

Per quanto ormai la cosa non mi tocchi più personalmente (nonostante tanti anni passati in profondità nella religione cristiana cattolica e, poi, altrettanti più a oriente, con la stessa intensità, sempre alla ricerca speranzosa di uno Spirito sfuggente e magari inesistente), alla vigilia di questo Natale mi chiedo cosa possano avere da spartire il messaggio del Vangelo e le ideologie basate su odio e violenza.

La risposta logica dovrebbe essere: nulla.
Eppure si dichiarano “cristiani” anche coloro che aderiscono con entusiasmo a robe come fascismo e nazismo et similia.
Ignoranza? Stupidità? Tradizione? Non mi è chiaro… La mente umana è davvero contorta.
Dovrebbe essere così lampante l’inconciliabilità tra il messaggio di chi dice di porgere l’altra guancia ecc. e quello di chi impone il proprio pensiero con la violenza ecc. Boh…

Ribadisco: la cosa non mi tocca, perché a questo punto della mia lunga vita le religioni sono il passato (così come le ideologie) e quel che (non certo gratis) ho trovato, invece, è la vita, che è ben altra cosa.
Ma comunque, oltre a essere cosa deleteria per le sorti dell’umanità, mi spiace che ci sia cotanta confusione nelle menti di tanta gente che potrebbe, viceversa, trarre giovamento da pensieri mirati alla vita, invece che alla morte, all’amore, invece che all’odio ecc.

Tant’è, tuttavia. Probabilmente il problema è, come al solito, neurologico o psichiatrico, più che religioso o ideologico. Dobbiamo costantemente combattere con un cervello che ci offre la possibilità di creare meraviglie tanto quanto nefandezze. E non è una banale questione di “morale” o “etica”.
La battaglia tra Bene e Male è nel nostro cervello, non altrove, mi sa.

E quando nel nostro cervello vince il bene, la vita è più bella per tutti.

Questo scatto, a Ortisei l’ho fatto.
Post pubblicato 5 mesi fa alle 10:10, sabato 24 dicembre 2016.
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Pogo for President! Briscola!

Trump in inglese significa Briscola, mi pare… Ciò detto, però, insomma, dico, umorismo e vignette a parte, non sarebbe magari il caso di perdere il nostro viziaccio di demonizzzare a priori? Così come quello di santificare a priori. Obama lo facemmo santo subito, povero Cristo, con tanto di Nobel sulla fiducia (forse, chissà, per una sorta di razzismo al contrario, non so) e la cosa non gli giovò.
Non va bene, temo. Un essere umano è un essere umano, ne’ santo ne’ demone, semmai un bel mix. Si valutano le azioni, man mano.
Del signor Trump come riccone si sa un sacco, ormai, e certo non è esaltante, dal punto di vista etico e morale. Del Trump Presidente bisogna vedere come si muove, perché sarà per forza altra cosa, immagino.  Chi può dire, ora… magari il suo volersi disinteressare  del resto del mondo costringerà l’Europa a essere finalmente Europa e questo potrebbe essere persino un effetto collaterale positivo.
Un effetto negativo dei suoi progetti (solo annunciati, a oggi), invece, potrebbe esserci per circa 20 milioni di persone, ma negli USA, se davvero cancellerà l’Obamacare, lasciando tutti quei poveretti senza assistenza medica.

Mah… chi vivrà vedrà. Ah, avessero eletto Pogo!…

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A suo tempo Pogo (di Walt Kelly) venne candidato alla Casa Bianca! Ovviamente il suo ruolo qui (questa illustrazione è del 1952) era di pulire la sala della convention… 🙂
Post pubblicato 6 mesi fa alle 11:51, venerdì 11 novembre 2016.
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Ho preso il comando

Considerazioni odierne dal mio spazio Facebook:

“Che sia Franza che sia Spagna, basta che se magna”. Grosso modo così si diceva, dalle nostre italiche parti. Questa sembra essere l’essenza della campagna politica: se sei in grado di offrire al popolo il benessere (o almeno la speranza concreta del benessere, quantomeno per i suoi figli), allora diventi il Capo. Da lì si passa per forza, pare. Tutto il resto sembra essere filosofia.
Allora, chi riesce a vedere un po’ più in là e un po’ più in profondità, può solo sperare che il prossimo aspirante Capo, oltre ad azzeccare le promesse e il modo in cui le presenta al popolo, sia anche una brava persona, capace e che pensi davvero al bene comune (sapendo che il bene comune, su questo pianeta, non può riguardare solo una fettina della specie umana, altrimenti, poi, si sta ancora peggio – per forza).
Ma la Storia che conosciamo ha mostrato che non sempre l’aspirante Capo ha le caratteristiche positive che servirebbero a far vivere tutti un po’ meglio… e, comunque, le “masse popolari” fanno oggettivamente molta fatica a capire le vere caratteristiche degli aspiranti Capi, a capire se veramente uno può essere d’aiuto o d’intralcio. Troppo preso forse, il popolo, tutti noi, a tirare avanti giorno per giorno, per poter aver acquisito le doti necessarie all’ardua impresa: scegliere le persone giuste per il (vero) bene comune.
Per cui il popolo va a casaccio, de panza, come capita capita, d’istinto, guidato da indignazione, rabbia, disagio ecc. Insomma, col cervello annebbiato dallo stomaco.
Eh… tant’è. Ovvio che quando già si vive bene, si riesca a ragionare meglio, mentre con la pancia vuota (o anche solo mezza vuota, o anche solo un po’ più vuota di prima) l’intelletto vada a farsi benedire. E allora s’incrociano le dita. Si sbraita un po’, si tirano i dadi (coi quali di solito si perde) e si spera d’aver fatto la scelta giusta: che poi si stia meglio, o che almeno i nostri figli (per chi ne ha) stiano poi meglio…
Forse le “persone giuste” sono davvero poche, o forse hanno altro da fare, chissà. Ma è per questo che usiamo, dalle nostre parti, la democrazia come sistema: perché almeno ci si riserva una possibilità di correggere gli errori. Lascia stare che siamo benissimo capaci di sbagliare a oltranza, siamo umani in fondo. Ma almeno una chance ce la teniamo. Senza speranza noi umani non riusciamo a vivere.

Disegno di Roger Leloup per la serie Yoko Tsuno.
Disegno di Roger Leloup per la serie Yoko Tsuno.

 

Post pubblicato 7 mesi fa alle 11:28, giovedì 10 novembre 2016.
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Gite zona di Cortina

Ipotesi per una vacanza estiva di una settimana dalle parti di Cortina d’Ampezzo.

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Base operativa a San Vito di Cadore:
http://www.hmfiori.it/
Meublé con colazione dalla pasticceria annessa (slurp! Io prendo i krapfen, almeno uno per tipo…).

Gitarelle classiche:

  • Cinque Torri – volendo c’è un simpatica ferrata in zona: foto dalla 176 alla 202 – c’è anche funivia
  • Tre Cime di Lavaredo – volendo ci sono vari sentieri interessanti: foto)
  • Sentiero Bonacossa (foto – quelle del sentiero, con un pezzettino di ferrata, sono dalla 142 alla 169)
  • Passo Giau (volendo si può fare una breve ferrata che porta verso il rifugio Averau)
  • Piccola ferrata giro della cascata (Via Ferrata Giovanni Barbara e Via Ferrata Lucio Delaiti – Val di Fanes, vicino a Cortina): fotoUno (com’era prima) – fotoDue (com’è diventata dopo la frana).
  • Lago di Misurina
  • Funivia al Passo Falzarego – Lagazuoi: video
  • Funivia Monte Cristallo (che porta all’attacco della bella ferrata Ivano Dibona – argh, però forse è chiusa: articolo)
  • Funivia Tofana
  • Eventuale gita a Venezia in giornata con pullman

Ah, quando dico “breve ferrata” intendo solo che il pezzo coi ferri, è breve.

Naturalmente c’è anche moooolto altro, tutto bellissimo.

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Post pubblicato 7 mesi fa alle 12:27, martedì 1 novembre 2016.
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Che belle cose ci sono in questo pianeta

… pur così mal frequentato…

Ah, le foto delle vacanze!… In realtà, questa volta, ne ho scattate di meno e non ho ancora avuto tempo di mettermi a sistemarle come si deve. Direi che ho dedicato più tempo a godermi i posti in cui ero, il che non è male. Ma le foto, come al solito, mi servono a fissare i ricordi, oltre a dare “corpo” (sia pure digitale) alla “visione del momento” che il cervello mi suggerisce tramite gli occhi. Per ricordarmi di fare il lavoro lasciato in sospeso, metto qui un paio di scatti, uno dalle amate Dolomiti e l’altro dall’amato Mar dei Caraibi.

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Post pubblicato 9 mesi fa alle 15:24, mercoledì 17 agosto 2016.
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Vegetariani contro carnivori?!?

Saltellando fra i canali TV, ho intravisto un titolo “Vegetariani contro Carnivori”. Solo intravisto, perché da tempo ormai i talk show non li reggo proprio più e li evito (non sento la necessità di star a guardare gente che litiga e parla rabbiosamente addosso agli altri, a cominciare dal conduttore) e anche perché detesto le contrapposizioni da odio: questo contro quello, quell’altro contro quell’altro ecc. Magari c’è a chi piace, ok, ma a me fa un effetto… come dire… primitivo, inutilmente aggressivo e deleterio… idiota, insomma. Della serie, io ho ragione perché urlo più forte. Io ho ragione perché ti odio e se posso ti ammazzo. Demenziale. Tanto cervello per poi comportarsi così? Un vero spreco…
Insomma, il punto è che già il titolo mi sembrava stupido: vegetariani contro carnivori? Ma perché mai uno che legittimamente decide di non cibarsi di una parte delle forme di vita di questo pianeta, dovrebbe essere “contro” i carnivori? Che gli hanno fatto i leoni, i cani, i gatti e compagnia bella? Boh?

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Ah, tu dici che forse intendevano “vegani contro onnivori”? E allora perché non scrivere onnivori? Carnivori sono quelli che mangiano carne e praticamente basta: gli umani mangiano di tutto, quasi qualunque forma di vita: animali, vegetali, funghi, minerali, batteri, virus… di tutto, se non risulta letale.

Ah, dici che era per dare un effetto più drammatico? Tipo “buoni contro cattivi”? Ma i vegetariani non sono buoni per definizione: sono esseri umani e, purtroppo, in quanto tali capaci di commettere ogni sorta di nefandezza, proprio come gli onnivori, o i fruttariani, o chi si nutre di sangue. Mah… Sarà che c’è la brutta moda della contrapposizione a ogni costo: tutto è una partita, una gara, un combattimento, una guerra, una questione di rabbia e odio…
Si vede che a certa gente il “confronto razionale” o “l’arricchimento reciproco” non stimola abbastanza: ci vuole il sangue.
Ma curarsi il cervello, magari, eh?

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Giusto per dire, poi: tutti sono (siamo) cibo per le altre forme di vita. E’ così che la vita funziona, nel nostro Universo, mi pare (e a maggior ragione in un bio sistema chiuso come il nostro pianetino). Un immane riciclaggio di vita. Se non vuoi cibarti di altre forme di vita, puoi solo far venire prima il momento in cui il tuo corpo sarà cibo per gli altri, suicidandoti. Non c’è alternativa. Se sei vivo, stai usando “vita altrui”, che sia un batterio, o un frutto, o un seme che non diventerà mai pianta perché lo hai mangiato tu e così via. E’ così, che ci vuoi fare?
Ah, almeno avere “rispetto” per tutte le forme di vita. Questo mi piace, sì.
Mi ricorda quei nativi americani che rendevano onore al bisonte delle praterie: era nella loro dieta, certo, ma il rispetto era vero, sincero e profondo. Così come per le piante, o per il puma, quand’era lui a nutrirsi dell’uomo. Si sentivano parte di un ciclo che comprendeva tutti, nessuno escluso, in reciproca dipendenza tra l’altro. Niente odio, solo la vita. Magari l’odio era occasionalmente riservato agli altri esseri umani, chissà…

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Rispetto per tutte le forme di vita…
Ma tutte non vuol dire solo qualcuna. Le forme di vita sono tantissime, dai batteri alle piante, dai virus agli esseri umani (e non sappiamo nemmeno se c’è un limite a ciò che chiamiamo Vita)… E ci sono anche mosche, zanzare, scarafaggi, topi di fogna, piccioni, vermi e tutto quel che ti fa schifo o ti fa paura. Ci sono persino gli esseri umani, che spesso si comportano, fra di loro, in modo da non suscitare alcun rispetto… ma fanno parte della Vita, comunque.
Avere rispetto per la vita non vuol dire illudersi di poter evitare la morte, propria o altrui: non puoi evitare il rimescolamento e la ridistribuzione degli atomi. Forse significa saper apprezzare, con serena leggerezza, uno schema molto più complesso e semplice al tempo stesso.
Ma, in fondo, che ne so io?…

Eh…
Ehi, ma dopo ‘sto talk show del piffero c’è un filmone! E vaaai!

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Post pubblicato 12 mesi fa alle 10:26, mercoledì 25 maggio 2016.
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Dedicato a chi lascia la propria terra

“American Land” – Bruce Springsteen

What is this land America so many travel there
I’m going now while I’m still young my darling meet me there
Wish me luck my lovely I’ll send for you when I can
And we’ll make our home in the American land

Over there all the woman wear silk and satin to their knees
And children dear, the sweets, I hear, are growing on the trees
Gold comes rushing out the rivers straight into your hands
When you make your home in the American Land

There’s diamonds in the sidewalk the’s gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American Land

I docked at Ellis Island in a city of light and spires
She met me in the valley of red-hot steel and fire
We made the steel that built the cities with our sweat and two hands
And we made our home in the American Land

There’s diamonds in the sidewalk the’s gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American Land

The McNicholas, the Posalski’s, the Smiths, Zerillis, too
The Blacks, the Irish, Italians, the Germans and the Jews
Come across the water a thousand miles from home
With nothin in their bellies but the fire down below

They died building the railroads worked to bones and skin
They died in the fields and factories names scattered in the wind
They died to get here a hundred years ago they’re still dyin now
The hands that built the country were always trying to keep down

There’s diamonds in the sidewalk the gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American Land
Who will make his home in the American Land
Who will make his home in the American Land





E ce ne sono ancora tante altre versioni…

Post pubblicato 1 anno fa alle 11:16, mercoledì 18 maggio 2016.
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Un paio dei miei scatti più richiesti

Ogni scatto ha i suoi estimatori, è vero, ma alcuni acchiappano più di altri. Lo vedo, nel mio piccolo naturalmente, anche con le mie foto. Due , in particolare, al momento, vengono apprezzate più del normale.

Una è quella del Seceda, nelle Dolomiti, in specie quella che scattai nel lontano 2006. Viene pubblicata regolarmente, in estate, sul quotidiano interno dell’Hotel Adler di Ortisei. Ogni anno ne faccio una dallo stesso punto, ma questa è quella che piace di più, di solito, e non so se ritroverò mai la stessa luce.

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Eppure ce ne sono tante altre che non sono male…

Mezza Luna

L’altra è quella, anch’essa scattata in condizioni particolari (che corsa, per arrivare in tempo sul balcone di casa), fatta come al solito, alla Mole Antonelliana, nel lontano 2007. Ne scatto continuamente, alla Mole (ci abito davanti), ma questa affascina la gente in modo particolare. Fra il resto, è stata recentemente usata come copertina di un giallo di Fabio Beccacini e per la presentazione di un “giallo stradale” di somewhere.it.

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Eppure ce ne sono tante altre che non sono male…

Mole - tramonto rosso

Comunque, sì, ormai non ricordo più bene tutte le foto che ho piazzato nel corso degli anni, per utilizzi i più diversi, dai servizi classici su rivista alle presentazioni aziendali. Dovrei controllare le tasse pagate, per saperlo esattamente. E non basterebbe nemmeno, visto che alcune le offro pro bono

E, sì, mi piace un sacco fare foto!

Post pubblicato 1 anno fa alle 17:59, martedì 26 aprile 2016.
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Festival dell’Oriente e delle Arti Marziali

Selezione di alcuni degli scatti che ho realizzato l’11 marzo 2016 al Festival dell’Oriente a Torino.

Post pubblicato 1 anno fa alle 12:06, mercoledì 16 marzo 2016.
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Murales

Dipinti murali. Espressione visiva che spunta all’improvviso e si impone, di forza, alla gente che passa.
Ce ne sono di quelli che mi piacciono un sacco e altri che detesto, ma non è questo il quesito che ho in mente adesso.

Penso che pongono questioni non solo artistiche, ma anche di democrazia (oltre che di diritto, ma quello qui non lo considero, dai). Ce ne sono di belli e di brutti, ok. Alcuni pensati per restare, altri per essere provocazioni transitorie. Ma di quel che si trova nelle strade, quanti tengono conto degli esseri umani che vivono da quelle parti? Il parere del popolo viene preso in considerazione? L’estro artistico ha il diritto di prevaricare le persone?
Mantenere o meno un dipinto murale, realizzato senza il consenso popolare su supporti di proprietà privata o pubblica, non sarebbe il caso che fosse questione soggetta almeno a un qualche tipo di consultazione popolare di zona?
Viceversa queste cose passano sempre sulla testa della gente comune, come se le persone fossero delle nullità.
Dipinti murali. Sono una manifestazione di artisti “aristocratici” che si sentono al di sopra della plebe ignorante? Le Amministrazioni non si sentono in dovere di rispondere a chi paga le tasse? Mah…
Dipinti murali. Hanno un che di rivoluzionario, e quindi di violento, nell’imporsi?
Un fumetto, un quadro, una illustrazione, li vai a vedere se vuoi, non sei obbligato a farlo. Il murale (quello rivoluzionario, intendo, non autorizzato, non voluto da nessuno a parte chi lo fa) ti viene invece addosso senza chiederti il permesso e può persino “farti del male”. Ovviamente non si può nemmeno protestare o chiedere danni, visto che, di solito, non sai nemmeno chi ne sia responsabile…
In ambito concretamente rivoluzionario può avere un senso: è fatto per colpire un malvagio oppressore, può, in alcuni casi, essere persino un’azione di resistenza (nonviolenta). Ma dalle nostre parti il murale “attacca” il passante, non il Potere (giacché qui il potere lo può esercitare il popolo, se vuole farlo). Diventa, in effetti, mi pare, solo un modo per esprimere la propria personalissima arte (“bella” o “brutta” che sia) e soddisfare, comprensibilmente, il proprio ego artistico, o banalmente sfogare la propria rabbia, o chissà cos’altro.
Tutto ciò mi chiedo, senza avere risposte definitive, notando tuttavia che, di solito, il parere del popolo che viene “attaccato” dalla visione del murale non viene minimamente considerato.

Magari un minimo di democrazia, visto che si tratta di opere esposte al pubblico, ci vorrebbe? O è meglio andare avanti alla vigliacca e quando un dipinto non ti piace tu, normale cittadino, ci versi sopra un po’ di vernice (poi puoi sempre giustificarti dicendo che quella è la tua personale opera d’arte e se l’altro artista non la capisce è perché è ignorante) scatenando una guerra verniciosa e tanti saluti, o quando ce n’è uno che ti piace ci fai una barricata attorno coi bidoni della spazzatura? Mh?

Ai posteri…

Post pubblicato 1 anno fa alle 13:42, lunedì 14 marzo 2016.
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Ami gli animali…

Se ami gli animali come puoi ucciderli?!? Ogni giorno, ad ogni tuo respiro, si compiono vere e proprie stragi! E non puoi giustificarti dicendo che non hanno sentimenti, che non sentono nulla, che non hanno coscienza di sé, che non puoi farne a meno per vivere tu… Cosa ne sai? Eh? Poveri batteri…
Non solo li uccidi respirandoli, digerendoli, facendoli assassinare dai tuoi globuli bianchi, ma con una infinità di battericidi: anche nei detersivi, nella pulizia della casa, persino nel sapone con cui ti lavi le mani! Non lavartene più le mani: fai la cosa giusta. Muori.

Grazie.
Messaggio sponsorizzato dalla BUFALA (Batteri Uniti Federati Associati Leggermente Ansimanti).

Post pubblicato 1 anno fa alle 12:15, sabato 5 marzo 2016.
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Lode sempre sia alla GAG!

Il Sacro Libro della Grande Ameba Galattica

Capitolo 1

Primo dello SpazioTempo esisteva solo la Grande Ameba Galattica. Un giorno, la Grande Ameba Galattica starnutì. Forse allergìa ai peli di gatto, non si sa. Fatto sta che starnutì. Dopo miliardi di anni, quando infine anche sulla Terra una specie si evolvette a sufficienza per passar dalla demenza alla scienza, il suo starnuto è poi stato chiamato Big Bang. Così la GAG creò lo SpazioTempo e il Multiverso e ancora oggi le onde del suo starnuto permeano l’universo.

Si renda lode all’infinito e in eterno alla GAG!

Dallo starnuto della GAG tutto viene e va.
Dalla GAG viene il sorriso e la felicità.

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Rappresentazione artistica della GAG – foto Gianfranco Goria
Post pubblicato 1 anno fa alle 13:23, domenica 14 febbraio 2016.
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Shī Shì shí shī shǐ

Oggi voglio condividere una poesia interessante. Shì, shì!

Pinyin
« Shī Shì shí shī shǐ »
Shíshì shīshì Shī Shì, shì shī, shì shí shí shī.
Shì shíshí shì shì shì shī.
Shí shí, shì shí shī shì shì.
Shì shí, shì Shī Shì shì shì.
Shì shì shì shí shī, shì shǐ shì, shǐ shì shí shī shìshì.
Shì shí shì shí shī shī, shì shíshì.
Shíshì shī, Shì shǐ shì shì shíshì.
Shíshì shì, Shì shǐ shì shí shì shí shī.
Shí shí, shǐ shí shì shí shī shī, shí shí shí shī shī.
Shì shì shì shì.
Cinese tradizionale
《施氏食獅史》
石室詩士施氏,嗜獅,誓食十獅。
氏時時適市視獅。
十時,適十獅適市。
是時,適施氏適市。
氏視是十獅,恃矢勢,使是十獅逝世。
氏拾是十獅屍,適石室。
石室濕,氏使侍拭石室。
石室拭,氏始試食是十獅。
食時,始識是十獅屍,實十石獅屍。
試釋是事。

“Il poeta mangiatore di leoni nel covo di pietra”
In una tana di pietra c’era un poeta chiamato Shi, ghiotto di leoni, tanto che giurò di mangiarne dieci.
Andava spesso al mercato per vedere i leoni.
Alle ore 10, per l’appunto, dieci leoni arrivarono al mercato.
Nello stesso istante, anche Shi arrivò al mercato.
Shi vide quei dieci leoni, ed usando le sue fidate frecce, uccise quei dieci leoni.
Shi prese i corpi dei dieci leoni, e li portò alla tana di pietra.
La tana di pietra era umida, e Shi ordinò ad un domestico di asciugarla.
Una volta che la camera di pietra venne pulita, Shi cominciò a mangiare quei dieci leoni.
Quando mangiava, tuttavia, si rese conto che questi dieci leoni erano in realtà dieci corpi di leoni di pietra.
Provate a spiegare questa faccenda.

Tutti i dettagli su Wikipedia: click qui.

LeoneGG - afnews

Post pubblicato 1 anno fa alle 12:36, lunedì 8 febbraio 2016.
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