Tutti gli articoli di Gianfranco Goria

Sono proprio quel Gianfranco Goria che si trova su Wikipedia. Guarda lì. Anche in quella inglese, se necessario. http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Goria http://en.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Goria

La Vita si nutre di Vita

La Vita si nutre di Vita. Che sia animale, vegetale o altro (per quel che ne sappiamo fin qui). Inesorabile, pare, eh? Leonardo lo esprimeva in altro modo: «facciàno [scil. facciamo] nostra vita coll’altrui morte» [Parigi, Institut de France, Ms H, f. 89 v, 1493-1494. Cfr. J. P. RICHTER, The Literary Works of Leonardo da Vinci, compiled and edited from the Original Manuscripts, London, Sampson Low – Marston – Searle & Rivington, 1883 [rist. New York, Dover, 1970], vol. II, § 845; C. PEDRETTI, The Literary Works of Leonardo da Vinci, compiled and edited from the Original Manuscripts by Jean Paul Richter. Commentary, Londra, Phaidon, 1977, vol. II, p. 114.]
E ancora: «In nella cosa morta riman vita dissensata, la quale ricongiunta alli stomaci de’ vivi, ripiglia vita sensitiva e ‘ntellettiva». Ecc. Detto sia pure nella pochezza della scienza disponibile all’epoca…
E questo, come dicevo, vale per ciò che noi chiamiamo animali (come noi stessi), vegetali e tutto il resto.
Finché utilizziamo corpi come i nostri, ci tocca farcene una ragione, sembrerebbe. Il che non toglie che è bello e buono avere rispetto per la vita che ci fa vivere, ed esserle sinceramente grati, quando ce ne nutriamo. Poi, altrettanto inesorabilmente, anche i nostri corpi saranno cibo per l’altrui vita. E’ il cerchio della vita, come ci ricorda il Re Leone… ma anche non ce lo ricordasse, mi par proprio che sarebbe così lo stesso. 

Post pubblicato 4 settimane fa alle 10:20, giovedì 27 luglio 2017.
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Bau. Nonché bau!

Deposito qui le radiografie dei 6 mesi di Xena. Tanto per.

E qui le articolazioni in movimento…

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Xena nelle Dolomiti

Post pubblicato 1 mese fa alle 17:16, martedì 11 luglio 2017.
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L’odio urla. L’amore sussurra.

“L’odio urla. L’amore sussurra.”

Sorridi – foto Gianfranco Goria – ovviamente è Xena

Così ho scritto, qualche tempo fa, a una persona ferita dall’odio sparato in rete. Purtroppo chi fa mestieri che lo espongono particolarmente al pubblico e ai suoi umori (attori, cantanti, fumettisti ecc.), è facilmente oggetto di attacchi feroci da parte di chi, nella propria pochezza mentale, ha bisogno di essere cattivo, di far del male, per compensare un tormento interiore o chissà cos’altro (questo è campo per neurologi et similia, ovviamente). Attacchi prontamente replicati da simil persone (che forse necessitano di non sentirsi sole, di sentirsi parte di un gruppo, sia pure di persone odiose), che sembrano essere sempre tantissime, rispetto a quelle che mostrano apprezzamento o affetto.

Manco a dirlo, la cattiveria e l’odio si fanno notare enormemente di più degli apprezzamenti e dell’amore. Ho cercato di esprimerlo in sintesi con la mia semplice frase d’apertura.
Effettivamente penso che le persone mediamente buone siano l’assoluta maggioranza nel mondo (viceversa ritengo che ci saremmo già estinti) e che, di solito, non sentano la necessità di urlare ai quattro venti, perché l’amore sussurra, quindi si sente di meno, e vive di azioni non di parole. O, forse, ci vuole un “udito” più raffinato per sentirlo.

Penso che la maggior parte delle persone con una mente mediamente sana, provi tenerezza per gli occhietti dolci di una creaturina, che si tratti di figli propri o altrui, o di animali, o di bei paesaggi ecc. Tenda a proteggere chi è indifeso e debole. Capisca cosa vuol dire voler bene ai propri cari. Eviti di far del male se non costretta.
Con tutti i normali difetti che può avere, una persona dalla mente mediamente sana, capisce l’amicizia, l’amore, l’affetto, il piacere della bellezza, dei bei posti, delle cose buone… Sa piangere e ridere.

Una persona così, con una mente mediamente sana e semplice, non può non capire le cose semplici ed essenziali della vita: affetto, protezione, tenerezza, cooperazione e collaborazione, empatia e solidarietà… Gli istinti antichi che servono alla sopravvivenza della nostra specie.

Persino le persone male istruite, guidate da cattivi maestri (talora persone, questi, seriamente malate di mente, e che dovrebbero curarsi con cura, se possibile), messe di fronte alla semplice realtà delle cose umane più basilari, dovrebbe capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è bene e cosa è male davvero (al di là delle fisime religiose, politiche, settarie ecc.). A volte, se si è mediamente sani di mente, basta avere di fronte l’altra persona e guardarla negli occhi.

La cattiveria e l’odio si sono sempre espressi, anche quando non c’era la Grande Rete. Certo, ora è molto più semplice ferire altre persone a distanza. Soprattutto può mancare lo sguardo negli occhi, eh sì. Quello che aiuta le persone “normali” a capire che ci sono cose più importanti e utili e belle della rabbia e dell’odio. Quello che aiuta a capire che l’altro è proprio come te, anzi… sei proprio tu.

Tuttavia, va da sé, ci sono anche persone la cui mente non è “mediamente sana”, ma abbastanza malata… Da curare, come dicevo, ché magari la si recupera. Ma oggi non è questo il punto che volevo dirti. Il punto è che la stragrande maggioranza degli esseri umani, io credo sia mediamente buona, con tutti i suoi limiti umani. L’odio fa molto rumore e allora facilmente sembra tanto. L’amore invece sussurra e allora bisogna avere l’udito fino. Io penso che se riusciamo a fare uno sforzo, possiamo sentire i sussurri e capire che sono incredibilmente più delle urla.

Sicuramente non basta a risolvere tutto, su questo pianeta. ma forse basta a non far mai morire la speranza di poter costruire, un mattoncino alla volta, un mondo (cioè un’umanità) migliore. Col nostro (tuo, mio, suo) piccolo contributo. Un sorriso alla volta.

O se necessario, una pastiglia alla volta… 😉 (“cu ‘na custata fiorentina, mortadella dduie panine, cu’nu miezo litro ‘e vino, nu caffe’ con caffeina“)


io cammino ogne notte
io cammino sbariando
io nun tengo mai suonno nun chiudo mai
ll’uocchie e nun bevo caffè
va te cocca siente a mme
va te cocca siente a mme
‘na perziana ca sbatte
‘nu lampione ca luce
e nu ‘mbriaco ca dice
bussanno a’na porta madonna cunce’
‘a tre mise nun dormo cchiu’
‘na vucchella vurria scurda’
gente diciteme comme aggia fa

pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia siente a mme
pe me fa addurmi’ pe me fa scurda’
il mio dolce amor
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia siente a mme
pe me fa senti’ come un gran pascia’
e mi inebria il cuor
dint’e vetrine’e tutte’e farmaciste
la vecchia camomilla ha dato il posto
alle palline ‘e glicerofosfato
e bromotelevisionato grammi zero zero 3
pigliate ‘na pastiglia siente a mme
pigliate

‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia siente a mme
pe me fa addurmi’ pe me fa scurda’
il mio dolce amor
pigliate ‘na pastiglia
pigliate ‘na pastiglia siente a mme
pe me fa senti’
come un gran pascia’
e mi inebria il cuor
dinte’e vetrine’e tutte’e farmaciste
la vecchia camomilla ha dato il posto
alle palline ‘e glicerofosfato
e bromotelevisionato dittiti’
bicarbonato borotalco e seme ‘e lino
cataplasma e semolino
‘na custata fiorentina
mortadella dduie panine
cu’nu miezo litro ‘e vino
nu caffe’ con caffeina
grammi zero zero tre ueh
pigliate ‘na pastiglia siente a mme
pigliate ‘na pastiglia siente a mme
pigliate ‘na pastiglia siente a mme’

Post pubblicato 1 mese fa alle 18:34, sabato 8 luglio 2017.
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Ritratto dolomitico di Principessa Guerriera

Xena, ovviamente.

Post pubblicato 2 mesi fa alle 17:04, mercoledì 5 luglio 2017.
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Video: La Mole Antonelliana vista dal mio balcone

Principalmente, per lo meno.

Post pubblicato 5 mesi fa alle 13:36, lunedì 27 marzo 2017.
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Dietinger bau! (e miao)

Qualche scatto odierno da Laura Dietinger. Una di quelle bestiole cucciolotte (Xena) farà parte della nostra famiglia a breve…

Post pubblicato 7 mesi fa alle 18:21, domenica 5 febbraio 2017.
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Musica e Parole

C’è musica che mi fa muovere per forza, c’è musica che mi fa piangere, c’è musica che mi fa ridere, c’è musica che mi fa venire i brividi nella schiena…

Pogo direttore d’orchestra, by Walt Kelly.

Un esempio? La mia lista:
https://www.youtube.com/playlist?list=PLSgXtlp9U81omygIQNK1E_XjdRS0bpFuG

E mi fa riflettere anche se non voglio: cosa siamo noi umani (che produciamo parimenti merda e amore), cosa sono io? Cosa, non chi.
Ovviamente non lo so (a parte la banale risposta: animali, che non dice nulla, in realtà, di cosa siamo, anche perché è solo una delle nostre tante etichette che usiamo per cercare di capire il mondo in cui siamo insieme a tutte le forme di vita possibili di cui ci cibiamo e di cui siamo cibo in questo continuo rimescolamento di atomi che chiamiamo Vita…).
Con tutti questi anni alle spalle, praticamente con un sacco di vite diverse vissute, con una quantità di esperienze bizzarre da far la gioia di qualunque neurologo (o di un fissato di robe extrasensoriali, a piacere), con affetti e prole cui avrei voluto dire cose che non sono mai stato capace di dire (ché, nonostante sia logorroico, non le so dire a parole neanche a me stesso, e le avessi dette a parole avrei dovuto aggiustarle nel tempo, perché le parole non ce la fanno proprio a dire quel che c’è davvero da dire) alla Cat Stevens in Father and Son, per dire (ma le mie canzoni non arrivano così dentro, mi sa), a forza accontentandomi di esistere con loro nei miei limiti, sperando che qualcosina arrivi comunque… Con tutto questo e altro ancora, non so cosa sono. E forse non ha nessuna importanza.
Ma non si può mai dire… 🙂

Vai Bruce!

Post pubblicato 7 mesi fa alle 12:02, venerdì 20 gennaio 2017.
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Cristianesimo e ideologie dell’odio, si conciliano?

Per quanto ormai la cosa non mi tocchi più personalmente (nonostante tanti anni passati in profondità nella religione cristiana cattolica e, poi, altrettanti più a oriente, con la stessa intensità, sempre alla ricerca speranzosa di uno Spirito sfuggente e magari inesistente), alla vigilia di questo Natale mi chiedo cosa possano avere da spartire il messaggio del Vangelo e le ideologie basate su odio e violenza.

La risposta logica dovrebbe essere: nulla.
Eppure si dichiarano “cristiani” anche coloro che aderiscono con entusiasmo a robe come fascismo e nazismo et similia.
Ignoranza? Stupidità? Tradizione? Non mi è chiaro… La mente umana è davvero contorta.
Dovrebbe essere così lampante l’inconciliabilità tra il messaggio di chi dice di porgere l’altra guancia ecc. e quello di chi impone il proprio pensiero con la violenza ecc. Boh…

Ribadisco: la cosa non mi tocca, perché a questo punto della mia lunga vita le religioni sono il passato (così come le ideologie) e quel che (non certo gratis) ho trovato, invece, è la vita, che è ben altra cosa.
Ma comunque, oltre a essere cosa deleteria per le sorti dell’umanità, mi spiace che ci sia cotanta confusione nelle menti di tanta gente che potrebbe, viceversa, trarre giovamento da pensieri mirati alla vita, invece che alla morte, all’amore, invece che all’odio ecc.

Tant’è, tuttavia. Probabilmente il problema è, come al solito, neurologico o psichiatrico, più che religioso o ideologico. Dobbiamo costantemente combattere con un cervello che ci offre la possibilità di creare meraviglie tanto quanto nefandezze. E non è una banale questione di “morale” o “etica”.
La battaglia tra Bene e Male è nel nostro cervello, non altrove, mi sa.

E quando nel nostro cervello vince il bene, la vita è più bella per tutti.

Questo scatto, a Ortisei l’ho fatto.
Post pubblicato 8 mesi fa alle 10:10, sabato 24 dicembre 2016.
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Pogo for President! Briscola!

Trump in inglese significa Briscola, mi pare… Ciò detto, però, insomma, dico, umorismo e vignette a parte, non sarebbe magari il caso di perdere il nostro viziaccio di demonizzzare a priori? Così come quello di santificare a priori. Obama lo facemmo santo subito, povero Cristo, con tanto di Nobel sulla fiducia (forse, chissà, per una sorta di razzismo al contrario, non so) e la cosa non gli giovò.
Non va bene, temo. Un essere umano è un essere umano, ne’ santo ne’ demone, semmai un bel mix. Si valutano le azioni, man mano.
Del signor Trump come riccone si sa un sacco, ormai, e certo non è esaltante, dal punto di vista etico e morale. Del Trump Presidente bisogna vedere come si muove, perché sarà per forza altra cosa, immagino.  Chi può dire, ora… magari il suo volersi disinteressare  del resto del mondo costringerà l’Europa a essere finalmente Europa e questo potrebbe essere persino un effetto collaterale positivo.
Un effetto negativo dei suoi progetti (solo annunciati, a oggi), invece, potrebbe esserci per circa 20 milioni di persone, ma negli USA, se davvero cancellerà l’Obamacare, lasciando tutti quei poveretti senza assistenza medica.

Mah… chi vivrà vedrà. Ah, avessero eletto Pogo!…

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A suo tempo Pogo (di Walt Kelly) venne candidato alla Casa Bianca! Ovviamente il suo ruolo qui (questa illustrazione è del 1952) era di pulire la sala della convention… 🙂
Post pubblicato 9 mesi fa alle 11:51, venerdì 11 novembre 2016.
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Ho preso il comando

Considerazioni odierne dal mio spazio Facebook:

“Che sia Franza che sia Spagna, basta che se magna”. Grosso modo così si diceva, dalle nostre italiche parti. Questa sembra essere l’essenza della campagna politica: se sei in grado di offrire al popolo il benessere (o almeno la speranza concreta del benessere, quantomeno per i suoi figli), allora diventi il Capo. Da lì si passa per forza, pare. Tutto il resto sembra essere filosofia.
Allora, chi riesce a vedere un po’ più in là e un po’ più in profondità, può solo sperare che il prossimo aspirante Capo, oltre ad azzeccare le promesse e il modo in cui le presenta al popolo, sia anche una brava persona, capace e che pensi davvero al bene comune (sapendo che il bene comune, su questo pianeta, non può riguardare solo una fettina della specie umana, altrimenti, poi, si sta ancora peggio – per forza).
Ma la Storia che conosciamo ha mostrato che non sempre l’aspirante Capo ha le caratteristiche positive che servirebbero a far vivere tutti un po’ meglio… e, comunque, le “masse popolari” fanno oggettivamente molta fatica a capire le vere caratteristiche degli aspiranti Capi, a capire se veramente uno può essere d’aiuto o d’intralcio. Troppo preso forse, il popolo, tutti noi, a tirare avanti giorno per giorno, per poter aver acquisito le doti necessarie all’ardua impresa: scegliere le persone giuste per il (vero) bene comune.
Per cui il popolo va a casaccio, de panza, come capita capita, d’istinto, guidato da indignazione, rabbia, disagio ecc. Insomma, col cervello annebbiato dallo stomaco.
Eh… tant’è. Ovvio che quando già si vive bene, si riesca a ragionare meglio, mentre con la pancia vuota (o anche solo mezza vuota, o anche solo un po’ più vuota di prima) l’intelletto vada a farsi benedire. E allora s’incrociano le dita. Si sbraita un po’, si tirano i dadi (coi quali di solito si perde) e si spera d’aver fatto la scelta giusta: che poi si stia meglio, o che almeno i nostri figli (per chi ne ha) stiano poi meglio…
Forse le “persone giuste” sono davvero poche, o forse hanno altro da fare, chissà. Ma è per questo che usiamo, dalle nostre parti, la democrazia come sistema: perché almeno ci si riserva una possibilità di correggere gli errori. Lascia stare che siamo benissimo capaci di sbagliare a oltranza, siamo umani in fondo. Ma almeno una chance ce la teniamo. Senza speranza noi umani non riusciamo a vivere.

Disegno di Roger Leloup per la serie Yoko Tsuno.
Disegno di Roger Leloup per la serie Yoko Tsuno.

 

Post pubblicato 9 mesi fa alle 11:28, giovedì 10 novembre 2016.
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Gite zona di Cortina

Ipotesi per una vacanza estiva di una settimana dalle parti di Cortina d’Ampezzo.

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Base operativa a San Vito di Cadore:
http://www.hmfiori.it/
Meublé con colazione dalla pasticceria annessa (slurp! Io prendo i krapfen, almeno uno per tipo…).

Gitarelle classiche:

  • Cinque Torri – volendo c’è un simpatica ferrata in zona: foto dalla 176 alla 202 – c’è anche funivia
  • Tre Cime di Lavaredo – volendo ci sono vari sentieri interessanti: foto)
  • Sentiero Bonacossa (foto – quelle del sentiero, con un pezzettino di ferrata, sono dalla 142 alla 169)
  • Passo Giau (volendo si può fare una breve ferrata che porta verso il rifugio Averau)
  • Piccola ferrata giro della cascata (Via Ferrata Giovanni Barbara e Via Ferrata Lucio Delaiti – Val di Fanes, vicino a Cortina): fotoUno (com’era prima) – fotoDue (com’è diventata dopo la frana).
  • Lago di Misurina
  • Funivia al Passo Falzarego – Lagazuoi: video
  • Funivia Monte Cristallo (che porta all’attacco della bella ferrata Ivano Dibona – argh, però forse è chiusa: articolo)
  • Funivia Tofana
  • Eventuale gita a Venezia in giornata con pullman

Ah, quando dico “breve ferrata” intendo solo che il pezzo coi ferri, è breve.

Naturalmente c’è anche moooolto altro, tutto bellissimo.

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Post pubblicato 10 mesi fa alle 12:27, martedì 1 novembre 2016.
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Che belle cose ci sono in questo pianeta

… pur così mal frequentato…

Ah, le foto delle vacanze!… In realtà, questa volta, ne ho scattate di meno e non ho ancora avuto tempo di mettermi a sistemarle come si deve. Direi che ho dedicato più tempo a godermi i posti in cui ero, il che non è male. Ma le foto, come al solito, mi servono a fissare i ricordi, oltre a dare “corpo” (sia pure digitale) alla “visione del momento” che il cervello mi suggerisce tramite gli occhi. Per ricordarmi di fare il lavoro lasciato in sospeso, metto qui un paio di scatti, uno dalle amate Dolomiti e l’altro dall’amato Mar dei Caraibi.

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Post pubblicato 1 anno fa alle 15:24, mercoledì 17 agosto 2016.
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Vegetariani contro carnivori?!?

Saltellando fra i canali TV, ho intravisto un titolo “Vegetariani contro Carnivori”. Solo intravisto, perché da tempo ormai i talk show non li reggo proprio più e li evito (non sento la necessità di star a guardare gente che litiga e parla rabbiosamente addosso agli altri, a cominciare dal conduttore) e anche perché detesto le contrapposizioni da odio: questo contro quello, quell’altro contro quell’altro ecc. Magari c’è a chi piace, ok, ma a me fa un effetto… come dire… primitivo, inutilmente aggressivo e deleterio… idiota, insomma. Della serie, io ho ragione perché urlo più forte. Io ho ragione perché ti odio e se posso ti ammazzo. Demenziale. Tanto cervello per poi comportarsi così? Un vero spreco…
Insomma, il punto è che già il titolo mi sembrava stupido: vegetariani contro carnivori? Ma perché mai uno che legittimamente decide di non cibarsi di una parte delle forme di vita di questo pianeta, dovrebbe essere “contro” i carnivori? Che gli hanno fatto i leoni, i cani, i gatti e compagnia bella? Boh?

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Ah, tu dici che forse intendevano “vegani contro onnivori”? E allora perché non scrivere onnivori? Carnivori sono quelli che mangiano carne e praticamente basta: gli umani mangiano di tutto, quasi qualunque forma di vita: animali, vegetali, funghi, minerali, batteri, virus… di tutto, se non risulta letale.

Ah, dici che era per dare un effetto più drammatico? Tipo “buoni contro cattivi”? Ma i vegetariani non sono buoni per definizione: sono esseri umani e, purtroppo, in quanto tali capaci di commettere ogni sorta di nefandezza, proprio come gli onnivori, o i fruttariani, o chi si nutre di sangue. Mah… Sarà che c’è la brutta moda della contrapposizione a ogni costo: tutto è una partita, una gara, un combattimento, una guerra, una questione di rabbia e odio…
Si vede che a certa gente il “confronto razionale” o “l’arricchimento reciproco” non stimola abbastanza: ci vuole il sangue.
Ma curarsi il cervello, magari, eh?

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Giusto per dire, poi: tutti sono (siamo) cibo per le altre forme di vita. E’ così che la vita funziona, nel nostro Universo, mi pare (e a maggior ragione in un bio sistema chiuso come il nostro pianetino). Un immane riciclaggio di vita. Se non vuoi cibarti di altre forme di vita, puoi solo far venire prima il momento in cui il tuo corpo sarà cibo per gli altri, suicidandoti. Non c’è alternativa. Se sei vivo, stai usando “vita altrui”, che sia un batterio, o un frutto, o un seme che non diventerà mai pianta perché lo hai mangiato tu e così via. E’ così, che ci vuoi fare?
Ah, almeno avere “rispetto” per tutte le forme di vita. Questo mi piace, sì.
Mi ricorda quei nativi americani che rendevano onore al bisonte delle praterie: era nella loro dieta, certo, ma il rispetto era vero, sincero e profondo. Così come per le piante, o per il puma, quand’era lui a nutrirsi dell’uomo. Si sentivano parte di un ciclo che comprendeva tutti, nessuno escluso, in reciproca dipendenza tra l’altro. Niente odio, solo la vita. Magari l’odio era occasionalmente riservato agli altri esseri umani, chissà…

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Rispetto per tutte le forme di vita…
Ma tutte non vuol dire solo qualcuna. Le forme di vita sono tantissime, dai batteri alle piante, dai virus agli esseri umani (e non sappiamo nemmeno se c’è un limite a ciò che chiamiamo Vita)… E ci sono anche mosche, zanzare, scarafaggi, topi di fogna, piccioni, vermi e tutto quel che ti fa schifo o ti fa paura. Ci sono persino gli esseri umani, che spesso si comportano, fra di loro, in modo da non suscitare alcun rispetto… ma fanno parte della Vita, comunque.
Avere rispetto per la vita non vuol dire illudersi di poter evitare la morte, propria o altrui: non puoi evitare il rimescolamento e la ridistribuzione degli atomi. Forse significa saper apprezzare, con serena leggerezza, uno schema molto più complesso e semplice al tempo stesso.
Ma, in fondo, che ne so io?…

Eh…
Ehi, ma dopo ‘sto talk show del piffero c’è un filmone! E vaaai!

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Post pubblicato 1 anno fa alle 10:26, mercoledì 25 maggio 2016.
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Dedicato a chi lascia la propria terra

“American Land” – Bruce Springsteen

What is this land America so many travel there
I’m going now while I’m still young my darling meet me there
Wish me luck my lovely I’ll send for you when I can
And we’ll make our home in the American land

Over there all the woman wear silk and satin to their knees
And children dear, the sweets, I hear, are growing on the trees
Gold comes rushing out the rivers straight into your hands
When you make your home in the American Land

There’s diamonds in the sidewalk the’s gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American Land

I docked at Ellis Island in a city of light and spires
She met me in the valley of red-hot steel and fire
We made the steel that built the cities with our sweat and two hands
And we made our home in the American Land

There’s diamonds in the sidewalk the’s gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American Land

The McNicholas, the Posalski’s, the Smiths, Zerillis, too
The Blacks, the Irish, Italians, the Germans and the Jews
Come across the water a thousand miles from home
With nothin in their bellies but the fire down below

They died building the railroads worked to bones and skin
They died in the fields and factories names scattered in the wind
They died to get here a hundred years ago they’re still dyin now
The hands that built the country were always trying to keep down

There’s diamonds in the sidewalk the gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American Land
Who will make his home in the American Land
Who will make his home in the American Land





E ce ne sono ancora tante altre versioni…

Post pubblicato 1 anno fa alle 11:16, mercoledì 18 maggio 2016.
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Un paio dei miei scatti più richiesti

Ogni scatto ha i suoi estimatori, è vero, ma alcuni acchiappano più di altri. Lo vedo, nel mio piccolo naturalmente, anche con le mie foto. Due , in particolare, al momento, vengono apprezzate più del normale.

Una è quella del Seceda, nelle Dolomiti, in specie quella che scattai nel lontano 2006. Viene pubblicata regolarmente, in estate, sul quotidiano interno dell’Hotel Adler di Ortisei. Ogni anno ne faccio una dallo stesso punto, ma questa è quella che piace di più, di solito, e non so se ritroverò mai la stessa luce.

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Eppure ce ne sono tante altre che non sono male…

Mezza Luna

L’altra è quella, anch’essa scattata in condizioni particolari (che corsa, per arrivare in tempo sul balcone di casa), fatta come al solito, alla Mole Antonelliana, nel lontano 2007. Ne scatto continuamente, alla Mole (ci abito davanti), ma questa affascina la gente in modo particolare. Fra il resto, è stata recentemente usata come copertina di un giallo di Fabio Beccacini e per la presentazione di un “giallo stradale” di somewhere.it.

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Eppure ce ne sono tante altre che non sono male…

Mole - tramonto rosso

Comunque, sì, ormai non ricordo più bene tutte le foto che ho piazzato nel corso degli anni, per utilizzi i più diversi, dai servizi classici su rivista alle presentazioni aziendali. Dovrei controllare le tasse pagate, per saperlo esattamente. E non basterebbe nemmeno, visto che alcune le offro pro bono

E, sì, mi piace un sacco fare foto!

Post pubblicato 1 anno fa alle 17:59, martedì 26 aprile 2016.
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Festival dell’Oriente e delle Arti Marziali

Selezione di alcuni degli scatti che ho realizzato l’11 marzo 2016 al Festival dell’Oriente a Torino.

Post pubblicato 1 anno fa alle 12:06, mercoledì 16 marzo 2016.
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