La macchina imperfetta – capitolo 3 – estratto

the town on the edge of the end-WaltKelly

La macchina imperfetta – un racconto di Gianfranco Goria – capitolo 3 – estratto

– Dei genitori sani di mente vogliono, per i loro figli, solo che stiano bene e siano felici, capisci? Punto. Solo dei malati mentali vorrebbero che i figli si prostrassero dinanzi a loro, che si umiliassero e mortificassero anche fisicamente, che avessero paura di loro, che considerassero i propri genitori come dei superiori dispensatori di ordini e punizioni terribili!

– Ma io…

– Se sei un genitore di questo tipo, dammi retta, vai subito a farti curare: sei molto malato, ma molto molto. I genitori sani di mente amano i propri figli in modo naturale e spontaneo, anche quando ci litigano, senza nulla chiedere in cambio. Non chiedono nemmeno di essere amati (anche se lo gradirebbero) e continuerebbero ad amare i propri figli anche se questi si dimenticassero di loro, persino se dicessero che i genitori non esistono. E se i loro figli facessero gravi errori nella vita, starebbero comunque sempre loro accanto, per aiutarli a cambiare, a guarire nella loro testa momentaneamente malata, perché possano poi stare bene ed essere felici.

– Certo, ovvio, ma…

– Per la cronaca, i figli sani di mente di siffatti genitori sani di mente, amano i propri genitori in modo naturale e spontaneo, senza alcun bisogno di altro “incoraggiamento”.

– Va bene, sono d’accordo, sì…

– E allora, se dei normali genitori, purché sani di mente, si comportano così, come si può immaginare un Dio che si comporti peggio coi suoi figli?

– Eh?

– Mi hai sentito. Se sei uno di quelli che crede in Dio (non importa come la chiami questa Entità, posto che esista), ma pensi che si comporti peggio (e non infinitamente meglio) di quanto farebbe un genitore sano di mente, allora vai a farti curare: sei malato nella zucca. Nella tua mente crei un’immagine del Divino che corrisponde a come sei tu. Fatti curare, per favore.

– Un momento, io…

– Ah, bé, se non credi in un Dio, qualsivoglia chiamato, non hai questo problema aggiuntivo, ma se dai tuoi figli pretendi qualcosa che non sia solo che stiano bene e siano felici, gentilmente fatti curare. Dopo vivremo tutti molto meglio.

– Aselvicar, ascolta, io non intendevo… cioè, ho capito, ma…

– Quanto ai figli sani di mente, pensi che si comporterebbero coi propri genitori in modo così demenziale, come prostrarsi, umiliarsi, usare appellativi magniloquenti con aggettivi spropositati, implorare favori, supplicare, cercare un cenno di benevolenza come fa lo schiavo col padrone? Naaah. I figli sani di mente (di genitori sani di mente) vogliono bene ai propri genitori in modo naturale e spontaneo, non si sentono succubi ma amati in modo spontaneo e naturale. Parlano coi propri genitori in modo naturale, interagiscono in modo semplice e sano anche quando ci litigano, e ci scherzano, ci giocano… E il rispetto reciproco è spontaneo, se ci si vuol bene. Viceversa: farsi curare, presto!

– Ma che cavolo, senti, io non sono così…

-Non sto nemmeno a ripeterti, stavolta dal punto di vista dei figli, i due casi precedenti (se credi…, se non credi…). Sei abbastanza intelligente da arrivarci da solo, vero? Viceversa…

– Fermati! Ho capito! Ho solo detto che c’è gente che crede cose del genere di quel che stai correttamente criticando, non che ci credo anch’io! Per quel che ne so… anzi, per quel che ne sa chiunque, a dirla tutta, nessuno sa nemmeno se tutta questa vita, quest’abbondanza di vita su questo pianeta, abbia un senso, uno qualunque… E se la vita non ha senso? Se è solo un caso, e tutto sparirà nel nulla e tanti saluti?

– Se la vita non ha un senso, come sembra probabile, chi se ne importa! Non solo perché tanto tutto continua anche senza di noi come se niente fosse, ma perché se la vita non ha un senso, il senso glielo diamo noi! E tanti saluti! Alla facciazza sua! E ci ridiamo pure sopra! Ahahahahah!

Aselvicar richiuse l’oblò in faccia al gabbianoide e tornò alle sue provette.


 

* Le immagini sono tratte dall’interpretazione particolare del pifferaio di Hamelin fatta da Walt Kelly, il creatore di Pogo. Trovai questo bella storia illustrata, al fondo di un volume, impressionante, sulle carceri minorili statunitensi. Potete leggere la storia di Walt Kelly, completa, facendo click qui e poi da lì proseguendo con la freccia verde. NdA.

Segreteria pleonastica, segreteria telepatica…

HiLois
Hi and Lois by Mort Walker and Dik Browne – c’è un telefono e mi fa venire in mente che…
… negli anni (davvero troppi, almeno dieci filati) in cui, oltre a tutto il resto, mi occupavo anche del sindacato fumettisti, il telefono a casa mia squillava a qualsiasi ora del giorno e della notte, nonostante le mie particolari segreterie telefoniche (che avevo registrato con la mia voce) ne dissuadessero un discreto numero:
Attenzione. Le ultime tre cifre del numero che avete selezionato sono… – esatte.
Chi aveva chiamato pensava di aver sbagliato numero, nonostante il testo dicesse tutt’altro, e attaccava…
Attenzione. Il numero che avete selezionato non è quello che avreste voluto selezionare.
Chi chiamava ci credeva e attaccava…
Ero un po’ birichino, eh?

I prigionieri del Pianeta Blu – incipit 1

fotoGoria - Cos'è? Click per scoprirlo
I prigionieri del Pianeta Blu – racconto di Gianfranco Goria – incipit 1 – estratto
– Smettila di guardarmi in quel modo!
– Come?…
– Smettila di guardarm…
– Ho capito. Dico: in che modo ti starei guardando?
– Lo sai bene! Mi guardi come se fosse la prima volta che guido un’astronave!
– Eh?… No, ti sbagli.
– Non mi sbaglio: si vede bene come mi guardi.
– Non è possibile.
– Invece sì.
– Non insistere inutilmente: sai che non è così e continui solo per darmi fastidio, e anche questo è inutile, capito, ragazza?
Quel termine le dava davvero fastidio. Lo sapeva benissimo che era molto più in gamba delle sue coetanee dodicenni, ma la chiamava così apposta, per darle fastidio, per chiudere la conversazione.
Fine delle trasmissioni. Comunicazioni chiuse.
I motori fisionici erano ormai al massimo della potenza e questo bloccava inesorabilmente ogni tipo di comunicazione.
– Vedrai che un giorno risolveremo anche questo problema – diceva lei ogni volta che succedeva
– Quando capiterà noi non ci saremo più da un pezzo.
– Forse no, forse sì, chissà. Hai la palla di vetro, furbacchione?
– Palla di?… Ah. Non è questione di vedere il futuro. E’ statistica scientifica.
– E’ mancanza di fantasia… ehheheh!
E anche questa frase chiudeva le comunicazioni, almeno per un po’.

Luna, oh Luna!

Luna-2014-07-12

Questa era la notte della super Luna. Ma non è facile fare foto alla Luna… Se si fa una panoramica, sparisce, ovviamente. Sono le leggi della luce. Volendo, si fanno scatti diversi e poi un bel montaggio. Ma per stanotte niente montaggi in post produzione. Comunque ho fatto un tentativo, sapendo che ci sono altre due notti, più avanti, per averla così vicino alla Terra. Certo, disegnare renderebbe tutto più facile (ma richiede notevole abilità, anche questo, come si vede in coda a questo post)…

https://www.flickr.com/photos/gianfrancogoria/14451332958/

https://www.flickr.com/photos/gianfrancogoria/14451528867/

Questa mezza luna, di qualche tempo fa, è stata più semplice da realizzare. Ma non si può sempre far spostare il Sole per avere la luce giusta…

mezzalunahttps://www.flickr.com/photos/gianfrancogoria/2333913254/

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BAB raga

babRagaThe BABs are back! Dal mio cassetto dei fumetti, una vecchissima tavola della serie The BABs. Per la cronaca, ciò che sta suonando il BAB fachiro è un vero Rāga della musica classica indiana. Chi indovina qual’è?