Dati di Mercato
Il nostro corrispondente francofono Didier Pasamonik, di ritorno dalla Fiera Interrnazionale del Libro di Francoforte (dove si decidono le sorti librarie del pianeta), ha realizzato un succoso reportage che potete leggere in dettaglio su ActuaBD. Qui ci limitiamo a evidenziare alcuni aspetti. Tanto per cominciare è ampiamente confermata la crescita del fenomeno Graphic Novel, il romanzo grafico, come presenza stabile nelle librerie di tutto il mondo. Il fumetto in formato libro, che vive in tranquillità accanto a tutti gli altri libri (senza immagini) sembra essersi ormai conquistato il proprio spazio, del tutto assimilato dal mercato editoriale mondiale. Come questo incida su tutte le altre forme di fumetto (quello da edicola, per esempio) è questione approfondita in parte nell'articolo. Contestualmente il fenomeno Manga segna naturalmente il passo, mantenendo comunque le sue posizioni in particolare nella grande distribuzione e nei tascabili. Le sorti di questi due "fenomeni" si intrecciano e paiono favorire l'espansione del settore: "le marché mondial de la bande dessinée est en expansion", sintetizza Pasamonik a margine del convegno ad hoc del quale avevamo parlato su afNews. Ma questo globale sviluppo positivo, quale effetto ha sui mercati locali? Gli spagnoli vanno a lavorare per gli editori francesi e statunitensi. Claudio Curcio (che rappresentava l'Italia in questo convegno nel quale Pasamonik rappresentava la Francia) "si preoccupa per il bipolarismo italiano tra la multinazionale Panini, con le sue licenze giapponesi e americane, e una editrice a conduzione famigliare, la Bonelli, che si adatta con difficoltà ai cambiamenti". C'è chi invece si attrezza con appropriate joint-venture, come la Tokyopop, società mista tra un editore statunitense ed editori giapponesi, che apre filiali in Europa. In tutto questo movimento, legato ai flussi del capitalismo planetario, ci sono le ricadute positive per la BD francofona, dove il formato Graphic Novel va alla grande, il manga ristagna (ma anche in Patria) e le editrici si sono attrezzate per far fronte a qualunque sfida diversificando abilmente i cataloghi e tenendo gli occhi puntati sui lettori per cogliere i minimi mutamenti di gusto o le preferenze rispetto a nuove forme di fruizione del fumetto. Leggete l'articolo completo facendo click qui o sull'immagine di questo articolo.
Didier Pasamonik about the present and the future of comic art, graphic novel, BD etc. from Frankfurt Buchmesse. Just click the image in this article to learn more.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 16/10/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
A parziale confverma di quanto ci era stato, diverso tempo fa, accennato sottovoce dai nostri corrispondenti francofoni, parrebbe che l'edtrice italiana Lizard stia per essere acquisita (se non lo è già stata) dalla Rizzoli (che peraltro, come abbiamo avuto modo di far notare più volte nel corso degli anni su afNews) è strettamente connessa con Flammarion e Casterman. Sembrano essere passati di mano molti soldi, per questa operazione, che presumibilmente coinvolge anche i diritti di Hugo Pratt, detenuti dalla svizzera Cong S.A., oltre a quelli di serie come Tintin e molto altro pregiato materiale di lingua francese. Un movimento di un certo interesse, considerando il prossimo arrivo della trilogia di Spielberg con Tintin, per dirne una.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 9/10/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Avere notizie affidabili dal settore dell'editoria fumettistica italiana può non essere facile. Spesso si ottengono solo voci di corridoio, mezze frasi, allusioni, oppure circostanziate affermazioni per le quali viene però richiesto l'anonimato. Qualcosa, tuttavia, è il caso di far sapere, per cercare di fare il punto. Prendiamo il caso del fumetto per l'infanzia, quello targato Disney, che vede nel settimanale Topolino la sua ammiraglia. Che il panorama dell'editoria fuemttistica sia problematico e che quello per l'infanzia, nello specifico, sia drammatico da molti anni in Italia, è cosa tristemente risaputa. Su Topolino le nostri fonti dicono che il rapporto tra redazione e collaboratori artistici (sceneggiatori e disegnatori), dopo un periodo di turbolenza, insicurezza e disagio, sia più tendenzialmente in miglioramento. Buon per il nuovo Direttore, Valentina De Poli (nella foto) che, se la situazione si assesterà in un effettivo miglioramento, potrà darsene il merito, per quanto dipende da lei, specie se riuscirà a motivare gli autori con compensi adeguati alla qualità che di volta in volta viene espressa. Certo, è noto che non basta un Direttore per definire l'atmosfera complessiva di una redazione (anche se "il capo" incide sempre molto): competenze, professionalità, specificità umane contribuiscono in larga parte al risultato, nel bene e nel male, e nei forum dedicati, troviamo quotidianamente le puntuali e dettagliate analisi di esperti lettori, a far pulci e a distribuire equamente lodi e biasimi severi (ci sono errori perdonabilissimi, altri troppo gravi per passare inosservati, che si tratti di sceneggiatura, disegno, colore, lettering, articoli redazionali, credits e quant'altro). Tra gli autori si percepisce quasi un'attesa di un cambiamento significativo (che si tratti di incrementi nella produzione, di mutamenti nei compensi, di cambi di linea editoriale anche radicali...), ma, per ora, non ci sono elementi concreti e definitivi per poter azzardare ipotesi. Evidenti sono, invece, le chiusure delle testate, e altre sono in lista d'attesa, mentre non si scorgono all'orizzonte nuove aperture. Tutto ciò lascia spazio, nel settore, a considerazioni pessimistiche sul futuro, ma non è affatto detto. Se pure fosse confermato il declino costante (i dati di vendita, peraltro, lo confermano, nonostante occasionali piccole riprese), per nulla compensato da interventi di tipo non fumettistico (i gadget a puntate, per esempio, con Topolino, che non è nemmeno chiaro se favoriscano o meno la fidelizzazione dei giovanissimi lettori di fumetti), gira voce che alcune professionalità specifiche (interne ed esterne) potrebbero dare un contributo particolare per un eventuale rilancio che vada incontro alle richieste di qualità intrinseca del pubblico, con "materiali" nuovi e vecchi, italiani e non. Questi ultimi sono recentemente riapparsi, per vari motivi, anche nell'ammiraglia settimanale, con un certo gradimento, giacché i lettori apprezzano le storie per quel che offrono, senza tenere in conto la nazionalità delgi autori, comé giusto che sia. Nel discorso complessivo rientra ovviamente anche la grafica, che gioca un ruolo davvero importante per un oggetto basato sul Segno come una rivista di fumetti, elemento che i lettori percepiscono in modo istintivo, senza darsene una spiegazione razionale, ma che condiziona il loro approccio al "prodotto editoriale". Tra i patemi degli autori registriamo anche la voce che circola, secondo cui la DeAgostini (per altri la Planeta-DeAgostini) avrebbe fatto una grossa offerta per rilevare la licenza Disney in Italia. Se ne parla a mezza voce da diversi mesi ormai ed è difficile dire quanto sia credibile. Qualche elemento più concreto potrerbbe forse accompagnare il rientro in Italia di un Dirigente che è andato negli USA per una riunione di "boss". Novità in arrivo, quindi, per Topi e Paperi, magari con l'inizio del 2008? Chi vivrà...
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 27/9/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
L'immenso mercato dell'India si dimostra accogliente per il fumetto europeo (francofono). Tintin e Asterix già ci si trovano come a casa propria e ora tocca a Spirou e Fantasio, l'altro Classico del fumetto belga di lingua francese. Distribuito dalla stessa casa che si occupa in loco di Tintin, viene ora venduto, in inglese, per 199 Rupie ad albo, verso un target che prende bambini e adulti.Arrivato per restare, come i suoi fratelli, giacché il mercato indiano è in piena espansione (anche con prodotti autoctoni) e molto attento alle novità di qualità in arrivo dall'estero, come potete vedere dal video qui di seguito. Ma... e gli italiani?
Spirou gets the Indian market. Learn more at IBN.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 21/9/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
A partire dal 1° ottobre 2007 la Disney Publishing affida a Press-Di (società del Gruppo Mondadori che si occupa di distribuzione) l'incarico di distribuire nelle edicole e nella grande distribuzione Topolino, Witch e gli oltre 40 periodici editi dalla filiale italiana della multinazione dell'intrattenimento. "Questa importante partnership - afferma in una nota Alessandro Belloni, senior vice president Disney Publishing Worldwide - rafforza ulteriormente il legame tra Mondadori e Disney". Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 19/9/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Dell'arrivo nel mercato europeo (francofono in particolare) del fumetto coreano e cinese (manhwa e manhua) avevamo parlato su afNews a suo tempo. Ora rileviamo la nota apparsa su ActuaBD circa la battuta d'arresto che le serie pubblicate da Soleil hanno subito (in ragione delle vendite non significative, evidentemente, nonché della massa straripante di offerte variegate proposte dai manga giapponesi, offerti insieme a giochi, video e accessori d'ogni sorta). La Soleil abbandona quindi i (pochi) lettori delle serie coreane e cinesi, mentre mantiene (per ora) quelle giapponesi, e si rivolge direttamente agli autori cinesi e coreani (bypassando gli editori orientali a piè pari) proponendo ai più bravi di realizzare direttamente per i mercato francofono delle serie in albo alla francese.
Corea, China and Japan in the french comic art market: changes. Learn more at ActuaBD.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 16/7/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
SILF/SLC/CGIL segnala: Il nostro corrispondente Didier Pasamonik ha pubblicato oggi su ActuaBD una interessante intervista a Svein Erik Søland, editore capo della Egmont Norvegia. In questo articolo, oltre a scoprire la storia della Egmont (e il perché del suo nome), la casa editrice danese leader per i fumetti nel Nord Europa e in diversi altri paesi del mondo, scoprirete che nel mercato norvegese (che produce fumetti in percentuale pro capite elevatissima e la cui sola testata Donald Duck è letta ogni settimana da 940.000 persone) i Manga a stento coprono il 2% del mercato (anche perché non si vedono praticamente Anime nelle TV del nord), mentre la parte del leone la fa il fumetto francobelga e il fumetto targato Disney ma prodotto in loco (al ritmo di 5.000 tavole l'anno). Un mercato attento, molto selettivo, e avido di buon fumetto, cui i nostri autori (e, se esistessero, i nostri editori) possono rivolgersi per proporre le proprie opere. Nel caso di serie, però, prima bisogna avere un numero significativo di episodi (l'acquisto viene fatto a blocchi) e la qualità deve essere ottima: viceversa i nordici si rivolgono (selezionando con cura) al mercato francobelga, che, come abbiamo più volte detto, sforna novità a migliaia ogni anno. Click sulla foto per leggere l'articolo.
An interesting interview to Svein Erik Søland by Didier Pasamonik for ActuaBD. Learn more about the big publising house Egmont: just click the image to read the article.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 30/4/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
SILF/SLC/CGIL il sindacato di fumettisti, illustratori e animatori, segnala: L'AIE (Associazione Italiana Editori) è sempre molto attiva nel monitoraggio del settore di sua competenza e produce interessanti analisi, che diffonde regolarmente in prossimità dei più importanti appuntamenti di settore. In questo periodo, a cavallo tra il Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna e la Fiera del Libro di Torino, l'AIE ha fatto sapere che i dati elaborati (Progetto Eleonet) segnalano una ripresa dei livelli (scarsi) di lettura dei giovani italiani. Purtroppo non è così (se non in modo amrginalissimo) per i bambini. "...Anche i giovani leggono di più. A una media nazionale del 44,1% della lettura corrispondono nelle fasce più giovani della popolazione valori superiori di 7-10 punti percentuali. E se si esclude la fascia dei bambini di 6-10 anni, dove la lettura risulterebbe sostanzialmente stabile (o al massimo registra una lieve flessione di 0,7 punti negli ultimi cinque anni) in tutte le altre la crescita appare significativa e importante nelle dimensioni coinvolte. E’ quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati Istat (Indagine Multiscopo) e presentate nel Giornale della Libreria, il mensile di AIE...". Nel sito dell'AIE trovate ulteriori informazioni. Restano tutti interi i problemi di settore, perché se è vero che l'uso di Internet ha riportato i giovani a leggere (e, pare, addirittura a leggere più di prima, online), il "vuoto" nel settore del fumetto per bambini consolida un decadimento che si rivela drammatico per la cultura e la società italiana e che galleggia nel disinteresse generale. Info: www.aie.it. Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 21/4/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
 Il sindacato di categoria dei settori fumetto, illustrazione, animazione SILF pubblica i dati aggiornati ADS (Accertamento Diffusione Stampa - dati dichiarati dagli editori e pubblicati sotto la loro responsabilità) annuali (fino al periodo Novembre 2006) come diffusi tramite www.primaonline.it (dove si trovano i dati di dettaglio) per alcune testate di nostro interesse specifico, in media mobile annuale con totale di venduto in edicola più abbonamenti pagati. I dati ufficiali sono sempre in ritardo di diversi mesi, tuttavia il trend continua a essere assolutamente sempre più in discesa. La variazione indicata per Novembre 2006 è il risultato del raffronto col 2005, il che rende ancora più evidente il tracollo complessivo. Il dato vale per tutto quel poco di edicola per bambini che ancora esiste in Italia ed è la conferma di un panorama drammatico in cui la cultura italiana (che ovviamente nasce dai livelli di lettura infantile) mostra di essere ormai stata spazzata via da alcune generazioni. Il problema sembra avere una tale misura da essere di interesse vitale per la nazione, un argomento che meriterebbe l'interesse del Governo e dei Ministeri relativi. Per completare il quadro, vi segnaliamo qui dei dati di raffronto elaborati da Primaonline relativi al solo venduto (quindi senza incorporare gli abbonamenti): il settimanale Topolino vendeva (come media annuale) in edicola 197.566 al novembre 2005 e si trova al novembre 2006 con un venduto di 161.567 copie perdendo il 18%; Il Giornalino passa da 28.380 a 24.622 (perde il 13%). Il mensile Witch da 115.833 a 85.524 (meno 26,2%). Bambi perde il 27,2%, I Classici Disney perdono il 20,1%. I Grandi Classici Disney perdono il 17,7%. Tutti i dati di dettaglio li trovate su www.primaonline.it. Per visionare la nostra tabella, invece, fate click sull'immagine a fianco. Inoltre un attento osservatore delle dinamiche di mercato, ci ha fatto notare, come ulteriore elemento di diffilcotà del settore, il caso di Topolino che, fino a qualche mese fa, offriva ai suoi lettori 196 pagine al prezzo di 2.10 euro, e ora, invece, allo stesso prezzo offre solo 180 pagine, dando ai suoi clienti un rincaro a pagina di oltre l'8%.
Comic Art in the Italian kiosks: business data. Very bad situation. Click the image.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 23/3/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Mentre l'Italia fumettistica ristagna (per non dir di peggio - e le eccezioni non fanno che confermare la regola), oltre ad aver rinunciato colpevolmente e stupidamente ai bambini da almeno venti/venticinque anni (e le conseguenze, non solo per il fumetto, ma per la lettura, la cultura e la civiltà in generale, sono sotto gli occhi di tutti), il mercato francofono invece continua a svilupparsi (pur tra le consuete crisi periodiche, di misura variabile) e ad attirare gli autori italiani. Ecco Paolo Grella, ventisei anni, che firma il suo primo albo per Robert Laffont, l'editore che si lancia ex novo nel settore del fumetto promettendo venti albi nuovi di zecca l'anno (dalla fantascienza al poliziesco passando per l'umoristico), con autori come Jean Dufaux e il nostro Serpieri (fantascienza in una Venezia futuristica e atemporale), o Xavier Dorison e Enrique Breccia (anche loro impegnati con la fantascienza).
More comics in France, now also by Robert Laffont, with new (also Italian) creators as Paolo Grella, and "old" ones like Dufaux, Serpieri, Dorison and Breccia. Learn more at ActuaBD.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 4/3/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
A vedere il movimento di aziende del mercato francofono del fumetto sembra quasi di assistere agli accropamenti dei gruppi bancari in Italia... Laurent Turpin di BDzoom ci segnala l'ultima, in ordine di tempo, di queste mega operazioni. Pika, il terzo editore francese di Manga (fondato nel 2000, ha diritti su 600 titoli giapponesi e controlla il 12% del mercato) è stato (felicemente) acquisito da uno dei maggiori gruppi editoriale del mondo, Hachette Livres (Gruppo Lagardère). L'acquisizione avrà riflessi anche nei mercati della Gran Bretagna e degli USA, dove l'editrice è attiva con titoli giapponesi. Per la cronaca, gli altri due editori francesi di Manga che occupano rispoettivamente il secondo e il primo posto sono Kana e Glènat (che pubblica il più venduto nella francofonia, Dragonball).
(French) Manga World: Hachette buys Pika. Learn more about it at BDzoom.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 2/3/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
SILF/SLC/CGIL segnala: Il mercato francofono, inevitabile punto di riferimento per gli autori italiani di fumetti soprattutto in assenza di un altrettanto grande mercato italiano, sta lentamente aggiustando ulteriormente il tiro. Come avete potuto leggere a suo tempo nel dossier pubblicato su afNews, la media del venduto degli albi meno richiesti si è attestata attorno alle 7.000 copie e, nonostante queste cifre sembrino poca cosa in quell'ambito, il fumetto "tradizionale" (cioè con l'esclusione di quello di importazione extraeuropea) se la cava onorevolmente in confronto al resto del mercato librario. Questo perché c'è sempre una consistente base di titoli, uno zoccolo duro, che si attesta tranquillamente nella fascia del venduto tra le 7.000 e le 30.000 copie. Questo è il discrimine: chi non ce la fa scivola sotto le 7.000, chi ottiene il consenso dei lettori vola verso la fascia dei best-seller. E' in questo ambito che si situa il continuo ingresso di nuove leve, anche dall'Italia. Non si può certo pretendere che gli autori che arrivano ex-novo nel mercato francofono abbiano la fortuna di trovarsi a lavorare per una serie best-seller (o che il loro nuovo progetto possa diventare un successo con la prima uscita). Nel 2006, per esempio, erano 85 le serie che si situavano in una fascia blockbuster (cioé sopra le 50.000 copie di tiratura) con un venduto molto vicino alla tiratura in buona parte dei casi, grazie anche a precise e articolate strategie di marketing. Quanto ai best-seller, si va da oltre 100.000 copie a oltre 1.500.000, per sforare oltre i 2 milioni di copie per singolo albo (e anche molto di più) nei casi limite di grandi classici rivisitati in vario modo. Ecco quindi che in questo vasto e variegato panorama, nel quale sono usciti 3.195 albi nuovi di zecca (in un totale di 4.130 libri a fumetti pubblicati nel 2006 - vi ricordiamo che qui stiamo parlando esclusivamente di libreria, non di edicola) a cura di ben 225 editori (anche se il grosso, il 70%, se lo spartiscono in 17) spaziando anche su media diversi dalla sola carta (cinema, televisione, computer, teatro, internet ecc.), gli autori italiani possono trovare uno spazio per "provarci". Avere un successo duraturo è altra cosa, naturalmente, ma intanto... in bocca al lupo!"Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 14/2/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
A noi azionisti della Disney è stato comunicato ufficilamente, nel corso della conferenza degli azionisti a Orlando (Florida), il significativo cambio di nome della ex Buena Vista Games, che ora si chiama Disney Interactive Studios. Significativo perché esprime la volontà di riempire di "contenuti Disney" e di creatività anche il settore, strategico, dei videogiochi. Un cambiamento che è anche un ritorno: in effetti questa divisione, prima ancora, si chiamava Disney Interactive. Per la cronaca, la Disney ha chiuso il primo trimestre 2006/2007 più che raddoppiando gli utili su base annua (1,7 miliardi di dollari per effetto degli 1,01 miliardi incassati dalla cessione di E! Entertainment). Ricavi incrementati del 9,8% (9,72 miliardi). Ovviamente in particolare pesano gli incassi del secondo episodio dei Pirati dei Carabi e del film Pixar Cars. Va anche segnalato il ritonro della Disney al cartone bidimensionale "fatto a mano" (lasciando il 3D a chi lo sa fare, vedi Pixar) nel tentativo di riafferrare il successo dei bei tempi andati. Assunzione, quindi, di trecento disegnatori: questo è di per sé un fatto positivo, ma il successo, come sempre, resta in una bella storia e nel dare ai lavoratori (disegnatori, sceneggiatori ecc.) il giusto compenso che consenta loro di divertirsi col lavoro che fanno. Altrimenti il risultato sarà triste, anche se bidimensionale...
Disney Interactive Studios is the new name for Buena Vista Games, the interactive entertainment affiliate of The Walt Disney Company.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 9/2/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Il settore dell'animazione televisiva continua a essere di rilievo anche in Italia. Va segnalato il "fenomeno Winx", contestato dai critici da diversi punti di vista, ma di sicuro successo di pubblico, a dimostrazione che il settore "infanzia femminile" aveva proprio bisogno di prodotti ad hoc. Il primo episodio della terza serie ha avuto uno share del 12,92% (680.000 spettatori), battendo, nella stessa fascia, il precedente Lilo e Stich e i cartoni di Italia 1. Questa coproduzione Rainbow - RAI Fiction è ovviamente un "prodotto femminile" seguito principalmente da bambine dai 4 ai 7 anni, quindi da ragazzine dagli 8 ai 14 e persino, in piccola parte, da ragazze fra i 20 e i 24 anni.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 31/1/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
 Il sindacato di categoria dei settori fumetto, illustrazione, animazione SILF pubblica i dati aggiornati ADS (Accertamento Diffusione Stampa - dati dichiarati dagli editori e pubblicati sotto la loro responsabilità) annuali (fino al periodo Ottobre 2005 - Settembre 2006) come diffusi tramite www.primaonline.it (dove si trovano i dati di dettaglio) per alcune testate di nostro interesse specifico, in media mobile annuale con totale di venduto in edicola più abbonamenti pagati. I dati sono sempre in ritardo di diversi mese, tuttavia il trend continua a essere assolutamente sempre più in discesa. La variazione indicata per Settembre 2006 è il risultato del raffronto con Settembre 2005, il che rende ancora più evidente il tracollo complessivo. Il dato vale per tutto quel poco di edicola per bambini che ancora esiste in Italia ed è la conferma di un panorama drammatico in cui la cultura italiana (che ovviamente nasce dai livelli di lettura infantile) mostra di essere ormai stata spazzata via da alcune generazioni. Il problema sembra avere una tale misura da essere di interesse vitale per la nazione, un argomento che merita l'interesse del Governo e dei Ministeri relativi. Per visionare la tabella, fate click sull'immagine a fianco.
Comic Art in the Italian kiosks: business data. Very bad situation. Click the image.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 5/1/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Il 2007 è qua. Mentre rinnoviamo i nostri auguri perché sia meglio del suo predecessore, riceviamo i dati elaborati dall'ACBD (l'associazione francese dei giornalisti e dei critici di fumetto) che periodicamente analizza la situazione editoriale della francofonia. Come sapete la nostra attenzione verso quel mercato europeo è legata alla professione: per gli autori italiani, quello è il mercato che offre, oggi, le più interessanti possibilità lavorative e va quindi tenuto attentamente d'occhio. Nostri colleghi d'oltralpe, come ricordate, ci avevano chiesto di evidenziare anche la fase (periodica) di crisi (di riassestamento industriale, come anche l'ACBD sottolinea, con movimenti aziendali continui e cifre d'affari non dichiarate) che la loro editoria sta attraversando. Oggi però possiamo offrirvi l'analisi dell'ACBD che mette in evidenza la crescita continua del mercato francese. Nel 2006 hanno nuovamente battuto il proprio record, pubblicando ben 4.130 nuovi fumetti! "Tutti i generi sono in crescita" afferma Gilles Ratier, il segretario dell'ACBD "trovando ciascuno nuovi segmenti di mercato e nuovo pubblico, consolidando nel frattempo le posizioni acquisite". Il fumetto autoctono mantiene le posizioni da cui affronta la ormai stagionata "invasione straniera". I fumetti non francofoni rappresentano ora il 52,4%, ma va detto che per i francesi entrano in questa percentuale non solo i manga giapponesi (che per ora conservano il loro 42%), ma anche i manhwa coreani, i nuovi fumetti cinesi, i fumetti statunitensi (i comics) e quelli pubblicati da editrici straniere che si sono insediate stabilmente nel territorio francese, come l'italiana Panini e altre. La conclusione suggerita da Ratier è quindi che il mercato della francofonia è un mercato ormai maturo, in grado di proporre in modo equilibrato la propria produzione e quella straniera (guadagnandoci in entrambi i casi), in costante crescita, con la necessità di svilupparsi in settori contigui come la televisione e i videogiochi, e di conquistare mercati esteri (ne hanno uno da 60 milioni di anime appena al di qua delle Alpi...) con proposte innovative legate anche alle nuove tecnologie. Lo stanno già facendo. Vedremo gli sviluppi. Intanto potete leggere il rapporto ACBD completo facendo click qui. Potete leggere una sintesi di questo rapporto su ActuaBD facendo click sull'immagine in alto a destra.
 What happended in the french comic art market in 2006? Is it true it produced 4.130 new albums and it's still growing? Learn all about it in the ACBD report (click here) and read an article about it by Didier Pasamonik at ActuaBD (click the image top-right).
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 1/1/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Ancora scioglimenti, riassestamenti societari, accorpamenti, movimenti di pacchetti in borsa (un po' come succede in Italia con le banche) nel grande e vivace mondo della francofonia fumettistica cui i nostri autori guardano con attenzione (mentre i nostri editori non sembrano in grado di capire ed entrare nel gioco con la necessaria abilità). Ora tocca a L'Echo des Savanes, secondo quanto rilevato dal Nouvel Obs.com, chiudere i battenti o cambiare radicalmente, a seguito di manovre di Lagardère Active Médias che sta cercando "una soluzione" per la nota rivista mensile a fumetti ("di controcultura e disintossicazione") fondata nel 1972 da Claire Bretécher, Marcel Gotlib e Nikita Mandryka.
Crisis at L'Echo des Savanes. Lerarn more at Nouvel Obs.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 26/12/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
I nostri colleghi francesi ci tengono che noi si segnali la "crisi" che attanaglia il fumetto nella francofonia. A dirla tutta, nei dati di mercato che afNews ha presentato in corso d'anno, era evidente un calo diffuso, distribuito in modo irregolare tra edicola e libreria, ma i dati complessivi restano talmente inimmaginabili e irraggiungibili (al momento) per l'Italia che se avessimo osato parlare di crisi in Francia con quei numeri, cosa avremmo dovuto dire della situazione italiana? Forse che il fumetto qui da noi è finito, morto, sepolto? Tanto più che "crisi" di questo genere, con entità variabili, la francofonia le ha affrontate periodicamente più e più volte, come noi anziani ben ricordiamo. Allora porremo l'accento, invece, sul fatto che in questa particolare situazione della francofonia forse è il momento giusto, per gli autori italiani, per proporre nuove idee (magari a fine gennaio ad Angouleme), in attesa della prossima ripresa (e, magari, che qualcuno si decida a dare l'assalto anche al potenziale cloroformizzato mercato italiano di 60 milioni di anime, di cui molti bambini). Che anche i francofoni ci vogliano credere, nella prossima ripresa, potrebbe dimostrarlo il fatto che le riviste sul fumetto chiudono e riaprono di continuo. Ora tocca a L'Intention che esce col suo numero 1 il 17 gennaio 2007 in 35.000 copie. Trovate dettagli sulla nuova rivista e analisi della situazione su ActuaBD nell'articolo di Didier Pasamonik cui potete accedere facendo click sull'immagine qui a fianco.
New comic art magazine in France: L'Intention. Learn more at ActuaBD: just click the image.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 24/12/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Può capitare ai neofiti (e non solo) lettori di afNews di chiedersi come mai qui si parli abbastanza spesso del mercato fumettistico francofono. Chi lavora nel settore sa bene quanto quel mercato sia non solo "invidiabile" per noi italiani da un punto di vista culturale, ma quanto sia una concreta risorsa di lavoro per chi fa fumetti. Per i non professionisti potrà forse cominciare a rendere l'idea pubblicare qualche piccolo dato di mercato. Eccone alcuni (non tutti) relativi solo al settore "fumetto per bambini", limitato alla sola Francia (quindi non a tutta la "francofonia", che è ben più vasta) e in particolare legati al fumetto disneyano (per facilitare un raffronto con l'Italia dove, per ora, quel marchio la fa da padrone) e alla sola edicola (niente dati quindi sul gigantesco mercato librario francese, stavolta): Super Picsou Géant vende a numero una media di 192.000 copie (erano 202.000 nel 2002); Picsou Magazine 139.000 (nel 2002 135.000, ma è testata con molti alti e bassi); Le Journal de Mickey (il settimanale) 151.000 (come nel 2002, ma anche questa è altalenante); Mickey Parade Geant 128.000 (contro i 146.000 del 2002); Witch magazine 147.000 (nel 2002 erano 85.000); Winnie the Pooh 104.000. Abbiamo tralasciato le altre testate Disney che vendono meno di 50.000 copie a numero. Notiamo che Super Piscou Geant è la testata che vende di più fra TUTTE le testate per bambini (o meglio fra quelle sotto controllo pubblicitario, quindi non proprio tutte), superando anche il bestseller J'aime lire (131.000) e la rivista Pomme d'Api (115.000). La storica rivista belga Spirou in Francia vende 44.000 copie. Per la cronaca (e giusto per dire la distanza che ci separa dalla sola Francia, non parlo dell'intera francofonia), le sole testate per bambini controllate dalla pubblicità (molte altre non vengono monitorate) piazzano sul mercato la bellezza di 3 milioni di copie (vendute) a botta, nonostante i cali indicati. Così, tanto per gradire...
A few data about the french market of comic art for children.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 9/12/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
La Walt Disney Feature Animation licenzia 160 dipendenti a completamento del film Meet the Robinsons. Trovate i dettagli su ComingSoon. "Five months after the Walt Disney Company slashed 20% of its work force at its live-action studio, the company has said that it will do likewise at its Burbank animation facility, according to..." Full article: ComingSoon.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 4/12/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Tanti anni fa si diceva "In Francia il fumetto è in libreria, in Italia è in edicola". Oggi, in Italia, il fumetto ha trovato un suo (piccolo, ma crescente) spazio in libreria, e in edicola, dove per somma disgrazia (ma non per sfortuna: per precise colpe di alcuni) le riviste per bambini "di una volta" sono sostanzialmente sparite (come quelle del "fumetto d'autore") l'intero settore se la passa male... Insomma, pare che siamo riusciti a giocarci l'edicola prima di averla sostituita compiutamente con la libreria, al contrario di quanto successe in Francia. Ma non è tutto. La Francia, che ha le librerie straripanti di fumetto di ogni sorta (a migliaia di titoli a botta), si è ripresa anche l'edicola, in particolare quella per i bambini, che è la base fondamentale e imprescindibile del futuro della lettura. Così continuano a uscire nuove testate per segmenti di età (siamo, senza la nuova, a quota 174 nella sezione "edicola per bambini", non contando quelle per piccolissimi) cui si va ad aggiungere la nuova di zecca Boule et Bill (dal nome dei due piccoli eroi creati da Roba). Come d'uso offre ai giovani lettori (il target è dai 5 ai 9 anni) non solo il bambino e il suo cagnetto, ma una bella serie di altri personaggi di buona qualità distribuiti in 52 pagine, per l'editore Turbulence Presse. Il primo numero esce in soli 25.000 esemplari, tanto per cominciare. Dal 15 novembre 2006 in edicola. In Francia.
New magazine for children in France: it's Boule et Bill.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 10/11/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
BDzoom pubblica come sempre i dati di vendita del mercato francese, elaborati da Gilles Ratier e Laurent Turpin. A parte la costante presenza di volumi a fumetti nella classifica di vendita di tutti i libri (senza distinzione fra fumetti e libri "solo scritti"), stavolta segnaliamo che il volume "Histoires inédites du Petit Nicolas" di Jean-Jacques Sempé e René Goscinny, vale a dire la raccolta delle storielline recuperate dalla figlia del grande sceneggiatore, Anne Goscinny (80 su 125), la cui prima uscita nel 2004 aveva sfornato 50.000 copie, per arrivare poi a un totale di 650.000 esemplari, se contiamo anche le edizioni in lingue diverse dal francese. Il secondo volume di Petit Nicolas è quindi uscito il 5 ottobre scorso già in 220.000 esemplari, ma è ora alla seconda ristampa raggiungendo le 320.000 copie. Il resto delle graduatorie lo trovate su BDzoom. Noi ci limitiamo ad aggiungere che il nuovo albo della serie Alix di Jacques Martin, un classico del fumetto belga, è appena uscito ed è già al quarto posto, nonostante le scritiche sfavorevoli ottenute, mentre sempre in testa si trva la consueta raccolta di gag di Titeuf di Zep.
Comic art best-sellers in France: you find all at BDzoom.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 1/11/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
La Panini, fondata in Italia nel 1964, è oggi leader mondiale nel proprio settore di mascita, quello delle figurine. Da tempo si occupa anche di fumetto, in varie forme.Segnaliamo ora l'accordo che ha stipulato con Mauricio De Sousa (il Walt Disney del Brasile) per l'esclusiva sulla serie Turma da Monica, dai fumetti alla cartoleria, a partire dal 1 gennaio 2007, per il Brasile e il Portogallo. Il gruppo Panini impiega al momento 535 dipendenti in 10 paesi, distribuisce in oltre 100 paesi per oltre 291 milioni di euro l'anno, ed è il quarto editore europeo nel settore dell'edizione per l'infanzia.
Monica by Mauricio De Sousa will be published by Panini in Brasil and Portugal starting from 1 january 2007.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 31/7/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Kappa lo fa, all'italiana, da una decina di anni. In Francia l'editrice Humanoides Associes comincia adesso con la rivista Shogun. Di cosa parliamo? Di case editrici locali che pubblicano "manga" fatti in casa, secondo il proprio gusto nazionale, in una propria rivista nazionale. Negli USA è cosa stagionata: i manga locali sono fatti da statunitensi, mentre i comic book vedono sempre più spesso firme giapponesi, europee, cinesi, indiane... Niente di strano: gli autori di fumetti non hanno e non sentono confini, e meno male! Gli editori, invece, il problema lo sentono eccome, e lo affrontano coi propri sistemi. Ad esempio, contrastano le importazioni di licenze dando il via libera agli autori locali, come abbiamo visto e, nel caso della Francia, ne otterranno persino un abbattimento dei costi, creando a loro volta "prodotti esportabili". Tant'è che gli editori giapponesi devono anch'essi correre ai ripari. Non basta più aumentare continuamente il prezzo delle licenze dei propri manga: ora devono andare a caccia di mangaka non-nipponici per sottrarli alle editrici straniere (se ci riescono), o addirittura sono costretti ad aprire una succursale in Europa e trasformarsi in editori europei. Meraviglie del mercato libero. Per saperne di più (e scoprire cosa si intenda per "fare manga"), basta leggere il corposo articolo del nostro corrispondente Didier Pasamonik su ActuaBD.
"Avec le lancement du mensuel Shogun, les Humanoïdes Associés entérinent une réalité de la création d’aujourd’hui: la profonde influence des mangas japonais sur la nouvelle génération des créateurs français et internationaux. Ils proposent, l’air de rien, une solution futée pour concurrencer le succès des mangas en France. Il fut un temps où l’on se disait: on ne va pas imiter le style des mangas pour se battre contre des gens qui, par définition, font cela bien mieux que nous. La création nipponne est tellement surabondante tant en termes de quantité que de qualité, qu’il semblait vain d’y opposer ce qui n’apparaîtrait jamais que comme des ersatz..." Full article: ActuaBD.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 26/6/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Il fumetto ha un mercato internazionale ricco e variegato, in cui la gestione delle Licenze produce ricchezza. In Francia, dove il mercato del fumetto si sa essere enorme, le licenze (per qualunque genere di prodotti derivati, dall'abbigliamento ai giochi per computer, dalla televisione, al cinema, alla pubblicità) vanno ben oltre quelli che da noi sono i soliti noti (Warner, Disney e Snoopy, per intederci), ma muovono capitali ingenti (quando non superiori) anche per edtrici come Dupuis (con personaggi per bambini: Boule & Bill, Kid Paddle, Cédric e Yakari; personaggi transgenerazionali: Lucky Luke e Spirou; personaggi per adolescenti e adulti: Agrippine, Blake e Mortimer, Largo Winch, XIII ecc.) e Glénat (Titeuf, Joe Bar Team, Lou, Captain Biceps, Franky Snow, Zap Collège ecc.), tanto per fare solo un paio di esempi. Un ulteriore motivo, se ce ne fosse bisogno, per stimolare i reticenti editori italici a investire sugli autori di fumetti con personaggi originali e diversificati. Info: LSA.
Licences from comic art characters mean money! Learn more at LSA.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 26/5/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
SILF/SLC/CGIL segnala: Mentre procede la Festa del Fumetto (francofono - Fête de la BD), organizzata dall'associazione nazionale degli editori francesi (Syndicat National de l’Édition), è stato organizzato in partnership con l'associazione degli autori francesi (ADABD, la Maison des Auteurs de BD) un primo forum nazionale degli autori di fumetti (francesi). Il forum avrà luogo il 29 maggio 2006 a Parigi e affronterà gli impegnativi temi "Fumetto: quali politiche culturali?" e "Fumetto: Quale status per gli autori?", cioé come affrontare il cambiamento del mercato editoriale, le nuove tecnologie, lo statuto professionale, le leggi etc... Insomma, tutto il bagaglio di tematiche che, in Italia, vengono affrontati, ad esempio, da una struttura sindacale come il SILF/SLC/CGIL. Con l'occasione sono stati distribuiti dati sul mercato francofono. Ne risulta che il fumetto è il settore più dinamico di tutta l'editoria francofona (copre oltre il 25% del mercato complessivo ed è ancora in espansione). Ha un'offerta ricca e diversificata sia per generi, sia per formati, sia per stili di scrittura e disegno. Coinvolge un pubblico sempre più largo e numeroso a cui gli editori si adeguano proponendo ogni sorta di letteratura disegnata. le tendenze portanti ad oggi sono i manga, l'umorismo, il fumetto per l'infanzia e quello per ragazze. La produzione è raddoppiata in 5 anni e quintuplicata in 10 anni (nel 2005 in Francia sono stati venduti 33,8 milioni di albi). Sono in piena attività sia le grandi case editrici sia le etichette cosiddette indipendenti, con una produzione continua di nuovi titoli (il 75% della produzione del 2005 ha riguardato nuovi albi, contor il 69% del 2004), dove si notano in leggero calo il Fantasy e il poliziesco, mentre crescono l'umoristico e il fumetto di ambientazione storica. Gli editori che hanno pubblicato fumetti in libreria nel 2005 sono ben 203 e il fumetto si piazza regolarmente ai primi posti del venduto librario di qualunque tipo (nel 2005 Asterix ha piazzato 3.178.000 copie, Titeuf e Spirou 600.000 ciascuno; nel 2004 Titeuf aveva sparato 2.000.000 di copie e Lucky Luke 650.000 e via così). Oltr'Alpe il fumetto è un mercato editoriale in espansione grazie a un pubblico sempre più importante e diversificato e conta una presenza ormai stabilizzata in tutti i settori: librerie, biblioteche, mediateche, grande distribuzione. Info: ActuaBD.
The Italian national union of comic art workers SILF/SLC/CGIL let us know that a Forum about market and profession of comic art workers in France will be held in Paris, France, on May 29, 2006. Deatails: ActuaBD.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 24/5/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati In Francia si legge. In Francia si vendono i libri. Lo sappiamo bene, visto che i nostri autori migliori "emigrano" sempre più spesso e volentieri. Dobbiamo quindi fare attenzione quando Le Monde ci avvisa che Internet sta diventando il principale strumento di distribuzione libraria (ovviamente anche per i libri a fumetti) in Francia. Certo l'Italia è ancora parecchi passi indietro su un sacco di cose, ma è il caso di prestare orecchio e attrezzarsi per tempo, perché Internet, lui, non conosce confini e chi sta un passo indietro rischia semplicemente di sparire dal mercato. Le cifre citate nell'articolo del quotidiano francese, come vedete qui di seguito, sono enormi. Per il settore della letteratura disegnata, oltre ad Amazon Francia e a FNAC, si sono ricavati spazi dedicati distributori come BDnet, che hanno fatto del fumetto la propria specialità e fortuna. C'è da rifletterci, e rapidamente. "Internet est en passe de devenir un des acteurs majeurs dans le circuit français de la distribution des livres. En 2005, la vente par Internet ne représentait que 3,2 % des 4,1 milliards d'euros du marché du livre, soit près de 131 millions d'euros, selon les estimations de l'institut GfK, contre 18,1 % pour la vente par correspondance. Mais ce secteur est celui qui connaît le taux de progression le plus remarquable - plus de 30 % par an en moyenne - au point qu'il devrait capter l'essentiel de la croissance du marché d'ici à 2010 et obliger les éditeurs et les distributeurs à ajuster leur stratégie et à investir dans ce métier spécifique..." Full article: leMonde.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 18/5/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Oltr'Alpe parlare di fumetti vuol dire parlare di Economia su scala internazionale. Fece notizia, una ventina di mesi fa, l'acquisto della storica editrice belga Dupuis (quella di Spirou, la vivace rivista per ragazzi) da parte del colosso francese Média Participations, che diventava così il più grande complesso editoriale fumettistico del mondo. Ora i 160 dipendenti della Dupuis sono nuovamente in fibrillazione: l'editore Claude Gendrot pare se ne vada, seguendo l'esempio del direttore generale Dimitri Kennes, ambedue delusi dalla "perdita di autonomia nella gestione e nella strategia economica dellì'impresa", mentre pare ci sia un'offerta di riacquisto delle proprie quote, per 102 milioni di euro, nel tentativo di riacquistare anche l'autonomia di cui sopra. Queste sono le cifre, da gruppo bancario, che connotano l'editoria della letteratura disegnata in europa... Quanto a lungo resisteranno alle pressioni di questo mercato gli editori italiani, se non si "attivano" diversamente?
"Le départ du directeur général de l’entreprise, Dimitri Kennes, a jeté le personnel des éditions Dupuis dans une profonde stupeur. Celui-ci n’a pas manqué de réagir : selon la radio belge (RTBF), reprenant une information de Laurent Fabri dans le quotidien économique belge L’Echo , le management de Dupuis aurait fait une offre de rachat de l’entreprise à son actionnaire Média-Participations..." Full article: ActuaBD.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 14/3/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
 Il sindacato di categoria dei settori fumetto, illustrazione, animazione SILF pubblica i dati aggiornati ADS (Accertamento Diffusione Stampa - dati dichiarati dagli editori e pubblicati sotto la loro responsabilità) annuali (fino al periodo Dicembre 2004 - Novembre 2005) come diffusi tramite www.primaonline.it (dove si trovano i dati di dettaglio) per alcune testate di nostro interesse specifico, in media mobile annuale con totale di venduto in edicola più abbonamenti pagati. I dati sono sempre in ritardo di qualche mese, tuttavia il trend continua a essere generalmente sempre in discesa. Lo stillicidio continua. Anche WITCH ha continuato a perdere lettrici in modo consistente. Per visionare la tabella, fate click sull'immagine a fianco.
Comic Art in the Italian kiosks: business data. Click the image.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 2/3/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
SILF/SLC/CGIL segnala: La Cina è vicina, si diceva tanti anni fa. Oggi lo è davvero. Vi abbiamo già segnalato l'espansione del mercato fumettistico cinese, quasi pronto, pare, a presentarsi anche nel mercato europeo. Oggi vi segnaliamo l'espansione del mercato del cinema di animazione cinese. Già 30.000 sono gli addetti ad oggi (a fronte di una platea di 360 milioni di spettatori, limitandosi a contare solo i giovanissimi). La nuova professione è stata ufficialmente riconosciuta dal Governo cinese e il Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale ha addirittura fatto presente che gli attuali addetti sono troppo pochi, rispetto alle richieste del mercato; è quindi probabile che lo Stato interverrà per promuoverla. Certo le premesse sono curiose: "Questa nuova professione [animatore] richiede persone che abbiano abilità di disegno e creazione artistica molto ben sviluppate", ha detto il Ministro, "ma non richiede necessariamente un background i studi elevato".
"Drawing cartoon movies has become a popular profession in China in recent years, attracting more and more youngsters. Cao Ji, a 24-year-old woman with a cartoon film firm in Xi'an, the capital of northwest China's Shaanxi Province, is one of the country's 30,000 cartoon movie drawers." Full article: ChinaView.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 17/1/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
 Il sindacato di categoria dei settori fumetto, illustrazione, animazione SILF pubblica i dati aggiornati ADS (Accertamento Diffusione Stampa - dati dichiarati dagli editori e pubblicati sotto la loro responsabilità) annuali (fino al periodo Ottobre 2004 - Settembre 2005) come diffusi tramite www.primaonline.it (dove si trovano i dati di dettaglio) per alcune testate di nostro interesse specifico, in media mobile annuale con totale di venduto in edicola più abbonamenti pagati. I dati sono sempre in ritardo di qualche mese, tuttavia il trend continua a essere generalmente sempre in discesa. Lo stillicidio continuo è inesorabile e, sostanzialmente, quanto avevamo detto in ottobre non muta, per ora, purtroppo. WITCH continua a perdere lettrici in modo consistente e a Topolino non basta certo il gadget estivo per recuperare posizioni. In quest'ottica ha un senso cercare di infarcire il settimanale con "accessori" (sia pure venduti con prezzo aggiuntivo) dai piatti, ai libri di narrativa scritta, all'oggettistica, agli albi cartonati a tema, come fanno i quotidiani, nel tentativo di spingersi oltre il periodo di crisi. Sempre che la crisi sia dovuta solo a fattori esterni (un impoverimento generale, ad esempio) e non a difetti strutturali. Per visionare la tabella, fate click sull'immagine a fianco.
Comic Art in the Italian kiosks: business data. Click the image.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 5/1/2006 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Gilles Ratier dell'ACBD provvede dalel pagine di BDzoom a fare la consueta analisi di mercato, di quello francofono, s'intende. Il 2005 è caratterizzato, secondo l'associaizone dei giornalisti e critici francesi, dalla "manghizzazione" (mangalisation): il fumetto giapponese si è ormai insediato stabilmente in terra di Francia, nella produzione, nell'edizione, nei grandi volumi di vendita, nel mestiere del fumetto (dove influenza ormai una bella fetta di autori), nella cultura del fumetto (nella quale il fumetto nipopnico si è conquistato i propri titoli di nobiltà), nei media. Potete leggere l'analisi completa e dettagliata su BDzoom.
Everything about the manga in France at BDzoom.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 22/12/2005 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Non serve fare un capolavoro per vendere un'iraddiddio. Questo sembra essere il commento della critica francofona (che è stata severissima) sul caso Asterix 33. In un mese e mezzo il contestatissimo albo (stroncato anche dagli autori di fumetti) ha venduto già 2.400.000 copie (il 75% della tiratura iniziale, ben 400.000 il primo giorno) e le edizioni Albert-René fanno giustamente festa. Così Asterix batte clamorosamente nelle vendite i best-seller delle librerie francesi, compreso il "povero" Harry Potter che si ferma (nello stesso periodo) a sole 1.500.000 copie. E i compagni di viaggio della letteratura disegnata? In coda: Titeuf di Zep ha fatto sì 2.400.000, ma in un anno. A seguire Lucky Luke (650.000), Largo Winch (530.000), Blake et Mortimer (520.000), XIII (450.000), Joe Bar team (430.000), Cédric (320.000), Lanfeust (300.000), Thorgal (280.000). Inutile dire che cifre del genere, nelle librerie italiane sono ancora dei sogni. Info: ToutenBD.
Less than two months and the last Asterix sold 2.400.000 issues. Info: ToutenBD.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 27/11/2005 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
SILF/SLC/CGIL segnala - Da Francoforte, dalla prestigiosa Buchmesse, la fiera di riferimento dell'editoria mondiale, riceviamo la fotografia dello stato dell'editoria italiana, con cifre, tendenze e temi, a cura dell'Ufficio Studi dell'AIE, l'Associazione Italiana Editori. Le linee di tendenza accomunano anche l'editoria fumettistica libraria, che però sembra essere ancora indietro, rispetto a scelte più adulte del resto del settore:
Il punto sullo stato dell’editoria in Italia alla 57ma edizione della Buchmesse a Francoforte: 3,7 miliardi di euro di fatturato, crescono i lettori, diminuiscono i libri tradotti, aumenta l’export. Motta, presidente degli editori: “Senza un reale ed efficace supporto a livello governativo la nostra attività è però destinata a perdere significato e forza”. “Gli editori, come confermano anche le cifre, hanno fatto, stanno facendo e continueranno a fare tutto il possibile per diffondere la cultura italiana, anche all’estero. Ma sono consapevoli di una cosa: non sono lo Stato e non possono sostituirsi ad esso. Senza un reale ed efficace supporto a livello governativo la loro, la nostra, attività è destinata a perdere significato e forza”. Parla chiaro il presidente dell’AIE, Federico Motta, dalla cornice della 57ma edizione della Buchmesse di Francoforte, la più importante manifestazione internazionale del settore librario per lo scambio dei diritti, in programma dal 19 al 23 ottobre. Inaugurata, nel Punto Italia, dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttiglione. Un appuntamento importante anche per fare il punto sullo stato dell’editoria italiana. Cresce l’export – Cresce ancora l’export di libri nel 2004, raggiungendo i 191 milioni di euro, con un incremento a valore sul 2003 del 3,2% (valeva due anni fa 185 milioni di euro). Indicazioni e conferme importanti vengono dai nuovi mercati: già oggi la Polonia (2,2 milioni di euro di import di libri, pari allo 0,7%) vale quasi quanto i Paesi Bassi; l’import della Federazione Russa (1,5 milioni di euro di libri, l’1,0 %) è cresciuto in due anni del 32,2% mentre quello polacco del 14,0%, ecc. Se però guardiamo all’export di libri italiani in base alle grandi aggregazioni geo-editoriali vediamo che il 75,5% (144,3 milioni di euro) viene assorbito dai mercati europei (Ue 25), un altro 10,1% dal mercato statunitense (19,2 milioni di euro), mentre tutti gli altri Paesi con il 14,4% raggiungono a fatica i 27,5 milioni di euro. Un libro su quattro in Italia era frutto di una traduzione? Non più, ma sarà una tendenza che si confermerà? - Si assiste infatti alla progressiva riduzione della produzione di libri tradotti, che da quasi uno su quattro – dalla metà degli anni Novanta al 2001 – scende oggi a poco più di due su dieci. L’editoria italiana torna così ad essere attiva sui mercati esteri: la tendenza è confermata dallo sviluppo della capacità degli editori italiani di vendere diritti di edizione all’estero riscontrata in questi anni (si è passati dai 1.800 del 2001 a 2.380 del 2003, registrando +32,2%). In termini di offerta, i libri di autore italiano sono aumentati del +45,3% tra 1990 e 2003, e quelli di autori stranieri, nello stesso arco di anni, sono cresciuti quasi del 60% (+58,4%) - passando dagli 8 ai 13 mila titoli in undici anni fino al 2001 – per iniziare a calare negli ultimi due anni. Le cifre aggiornate del settore nel 2004 - 3.760 milioni di euro complessivi (libri, editoria scolastica, collezionabili, editoria elettronica, coedizioni, export) a prezzo di copertina (+3,2% a valore corrente sul 2003, escluse le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici), oltre 54mila titoli pubblicati tra novità e ristampe e un po’ più di 252 milioni di copie stampate e immesse nei canali di vendita; un indice di lettura di libri tra la popolazione italiana (con più di 6 anni di età; ma il dato si riferisce al 2003) del 41,4%, in leggerissima crescita ma ben lontano dai valori degli altri Paesi europei. Sono questi gli elementi strutturali che fotografano il comparto dell’editoria libraria e multimediale italiana nel 2004. (un’ampia sintesi è in allegato). Quanto pesa il comparto? Il 28% dell’industria dei contenuti - Se si considera il più ampio settore dell’industria della comunicazione e dei contenuti, il comparto editoriale librario e l’editoria digitale “pesano” per il 24,8%, per il 28% se consideriamo parte del comparto editoriale librario anche la vendita dei libri allegati ai quotidiani (480 milioni di euro). Un valore che potrebbe persino essere ancora più elevato, se si potessero interamente trasformare in ricavi dell’industria editoriale le spese per fotocopie di pagine di libri. Dove comprano libri gli italiani? In libreria, certo, ma sempre più anche su internet - Meno di un italiano su due di quelli che hanno dichiarato di aver letto un libro in anno ne ha acquistato nel 2004 almeno uno (esclusi quelli scolastici, professionali e allegati a giornali): parliamo di una percentuale complessiva che oscilla tra il 43% e il 46% degli italiani con più di 14 anni. Particolarmente rilevante la crescita fatta registrare dal canale internet, che ha segnato un +35,7%. Benché la quota di mercato sia ancora piccola (il 2,4% sulla varia), è vero però che questo canale si configura oggi come la principale libreria di assortimento italiana. Significativa anche la quota di mercato legata alla libreria, un canale in cui il fatturato è cresciuto nel 2004 del 4,6%. I libri allegati ai quotidiani: ancora in crescita - Nel 2004 sono state venduti “collaterali” per almeno 76,5 milioni di copie (+23,2%), con una spesa del pubblico sul punto vendita di almeno 480 milioni di euro (diciamo “almeno” perché risultano di difficile se non impossibile monitoraggio le iniziative avviate a livello regionale da parte di molti quotidiani locali e dai mensili (specializzati, “maschili” o “femminili”). E i primi sei mesi del 2005? Preannunciano risultati – almeno sul fronte delle vendite in libreria – certamente non all’altezza di quelli raggiunti nello stesso periodo dell’anno precedente: +0,6% a valore, -0,5% a copie. Info: www.aie.it. Qui online il Rapporto di dettaglio in formato pdf.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 21/10/2005 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
 Il sindacato di categoria dei settori fumetto, illustrazione, animazione SILF pubblica i dati aggiornati ADS (Accertamento Diffusione Stampa - dati dichiarati dagli editori e pubblicati sotto la loro responsabilità) annuali (fino al periodo Luglio 2004 - Giugno 2005) come diffusi tramite www.primaonline.it (dove si trovano i dati di dettaglio) per alcune testate di nostro interesse specifico, in media mobile annuale con totale di venduto in edicola più abbonamenti pagati. I dati sono sempre in ritardo di qualche mese, tuttavia il trend continua a essere generalmente sempre più in discesa. WITCH continua a perdere lettrici (ormai ampiamente sotto i livelli del 2003) e Topolino si è ampiamente mangiato quel quel poco di effimero recupero che aveva avuto nell'anno precedente (è sceso ben sotto i livelli del 2003). Ovvio che l'Edicola non possa non risentire della crisi complessiva del SitemaItalia che, in questi ultimi anni, si è posizionato sempre più in basso. Le stime "bocconiane" di circa 6 anni fa prevedevano una ripresa (anche per i nostri settori) che avrebbe dovuto aver luogo da almeno un paio d'anni e, invece, al suo posto c'è stato un peggioramento continuo. Se non ci sarà un cambiamento complessivo nell'arco di un anno, lavorare per il fumetto in Italia potrebbe diventare una fantasia per un bel po' di tempo e tutto ciò mentre i nostri colleghi europei sono, al contrario, in fase di crescita (il che giustifica l'entusiasmo di Spirou nella vignetta qui accanto). Per visionare la tabella, fate click sull'immagine a fianco.
Comic Art in the Italian kiosks: business data. Click the image.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 4/10/2005 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Settembre. Tempo di ritorni anche per la letteratura (disegnata). In Francia, naturalmente, dove le novità previste sono, tra settembre e dicembre 2005, ben 1331 (non ce lo siamo sognati noi: sono i dati diffusi da Le Figaro Littéraire). Si tratta, d'altronde, di circa 105 editori che si spartiscono (in modo disarmonico) la torta del gigantesco mercato francofono. Dell'uscita (il 15 ottobre) dell'avventura numero 33 di Asterix abbiamo già diffusamente parlato, anche se si ignora tutto, persino il titolo (fa parte della strategia di marketing), tranne la tiratura annunciata per 3.075.000 copie (record assoluto per il 2005). nel frattempo Enki Bilal ha cambiato casa editrice (da Les Humanoïdes Associés a Casterman, trasferimento forse motivato dai "mutamenti nell'azionariato": gli autori fanno anche valutazioni di questo genere, da quelle parti. Comunque sia, per giugno 2006 Bilal farà uscire Rendez-vous à Paris ultimo episodio della trilogia di cui fanno parte Sommeil du monstre e 32 décembre. Cambi la vertice anche al comando di Fluide Glacial, con Thierry Tinlot al posto di Albert Algoud. Jacques Tardi arriva intanto alla riscossa per sostenere gli «Humanos» orfani di Bilal, con Le Petit Bleu de la côte ouest, adattamento in bianco e nero (con una tiratura di 160.000 copie) del romanzo di Jean-Patrick Manchette. Svariati altri adattamenti letterari sono in dirittura d'arrivo, ma per quanto riguarda il fumetto popolare, tra i tanti altri citiamo il penultimo episodio (previsto per il 30 settembre) della serie XIII, L'Or de Maximilien, firmato Vance e Van Hamme (in ben 500.000 copie per Dargaud); il 48° episodio delle avventure di Spirou et Fantasio, L'homme qui ne voulait pas mourir (200.000 copie per Dupuis) ; l'attesissimo ritorno di Yoko Tsuno con Le Septième Code di Roger Leloup (150.000 copie per Dupuis); e ancora il nuovo Chat di Geluck (in 350.000 copie per Casterman); il 14° episodio di Largo Winch, La Loi du dollar di Francq e Van Hamme (arriva il 2 novembre in 450.000 copie per Dupuis)... E molto altro ancora, viste le cifre citate all'inizio. C'è per caso ancora qualcuno che si chiede come mai gli autori italiani emigrano?
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 11/9/2005 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Con l'arrivo delle Winx Club avvenuto l'8 settembre 2005 sulle pagine del Giornalino, il longevo settimanale cattolico per ragazzi dei Periodici San Paolo diretto da don Antonio Tarzia entra in diretta concorrenza con la Disney Italia nel target femminile, in attesa di fare altrettanto con quello maschile. Il Giornalino ne pubblicherà un’avventura ogni mese suddivisa in due episodi consecutivi; nelle altre settimane le sei fatine presenteranno ai giovani lettori servizi con le novità e le notizie del mondo del fantasy. Alla promozione contribuisce, per il periodo di lancio, una tiratura speciale di 180 mila copie nelle edicole e nei centri parrocchiali e la diffusione in 40 Toys Center, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Oltre a uno spot autoprodotto in onda su Telenova e una campagna stampa sulle pagine de Il Giornalino e di Famiglia Cristiana. Fenomeno da 9 milioni di euro di fatturato per la casa di animazione e di licensing Rainbow di Loreto (Ancona) che le ha create, le Winx nascono come cartoon per la televisione e hanno raggiunto grande popolarità in ben 130 Paesi, tra cui gli USA, dove sono trasmesse dalle reti tematiche Fox e Cartoon Network, e Italia, dove sono attualmente in programmazione su RaiDue e, dal primo novembre, anche su RaiSat-Ragazzi. A loro è dedicato anche un magazine mensile. "L'acquisizione delle Winx è un passo importante all'interno del progetto strategico di rinnovamento del Giornalino che stiamo perseguendo sia ottimizzandone i contenuti editoriali sia stringendo significative partnership con aziende rilevanti, come i Toys Center" commenta Roberto Mirandola, direttore marketing dei Periodici San Paolo. "Le sei fate ci permettono di parlare al nostro target femminile con il prodotto più in voga del momento, e anche per il target maschile, cui sono dedicati già numerosi characters, stiamo acquisendo un fumetto altrettanto forte che annunceremo presto" dichiara Pino Pignatta, caporedattore del Giornalino. Anche Iginio Straffi, amministratore delegato della Rainbow, esprime soddisfazione: "Siamo felici di condividere il successo delle Winx, creazione italianissima divenuta un fenomeno mondiale, con una testata storica per il fumetto italiano, quale appunto Il Giornalino". "Non potevano mancare sulle pagine de Il Giornalino le grintose avventure delle Winx", afferma don Antonio Tarzia, direttore de Il Giornalino. "La positività del messaggio, la solidarietà nell’amicizia e il coraggio di fronte alle difficoltà sono la chiave del loro successo e insieme i valori che da sempre animano le storie dei personaggi del nostro settimanale". Siti ufficiali: www.ilgiornalino.org e www.winxclub.it. Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 11/9/2005 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
SILF segnala: L'edicola fumettistica belga, dominata tradizionalmente dallo storico settimanale Spirou, sta per vedere dei cambiamenti, in preparazione di una supposta prossima "inevitabile crisi che l'editoria fumettistica sta preparando", secondo quanto afferamto da Patrick Pinchart su ActuaBD. Così l'editore Dupuis, visto il successo del rinato Pif e nella necesità politica di riaffermare la mantenuta "belgità" della testata (l'editrice, come abbiamo pubblicato a suo tempo, è stata assorbita dal gruppo francese Média Participations), procede a cambiamenti nel settimanale (formato e contenuti) con lo scopo dichiarato di raddoppiare le vendite (da 100.000 a 200.000 copie a settimana) usando il proprio patrimonio di personaggi classici (Gaston, Boule et Bill, Lucky Luke, i Puffi, Gill Jourdan, Johan et Pirlouit ecc.) considerati transgenerazionali, cioé in grado di piacere a tutto il pubblico (bambini e adulti insieme), rinunciando a quelli che si rivolgono solo agli adolescenti. Evidentemente si ritiene strategico agganciare in edicola nuove generazioni di lettori per consolidare il presente e c rearsi un futuro credibile, usando come grimaldello le migliori opere gradite anche ai genitori, lasciando al fumetto "adolescenziale" (decisamente più variabile nei gusti) la libreria. Strategia che appare ben diversa da quella italiana, dove, invece, nonostante i sollecitamenti da parte dei professionisti del settore e le richieste delle famiglie, nessuno sembra ancora disposto ad aprire nuove testate per bambini e ragazzini, continuando così a tenere sempre più aperta la forbice generazionale tra lettori e non lettori di fumetti.
Big changes for the classic belgian weekly Spirou by Dupuis. Read the article: ActuaBD.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 26/8/2005 © copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
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