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Scaringi: Dick Fulmine, supereoe casareccio

Nel giugno del 1938 arrivava negli Stati Uniti Superman, il primo di una serie infinita di supereroi. Nello stesso periodo in Italia cominciava il successo di Dick Fulmine, un personaggio ideato dal giornalista sportivo Vincenzo Baggioli e disegnato a lungo da Carlo Cossio. Presentato come il grande poliziotto italo-americano nemico di tutti i gangsters, Dick Fulmine operava soprattutto negli Stati Uniti, in particolare a  Chicago. Per anni Fulmine ha combattuto la delinquenza, lottando  contro tutti coloro che il regime considerava come suoi nemici, dai criminali  cinesi ai banditi negri, e spesso anche contro i mercanti ebrei, come volevano le leggi razziali del fascismo votate proprio in quel 1938.  Muscoloso, atletico, dal pugno che non perdonava, Dick Fulmine affrontava coraggiosamente tutti i nemici che ovviamente sbaragliava senza fatica, proprio come un supereroe americano. Non aveva superpoteri, non volava né  vedeva attraverso i muri, ma conquistava la simpatia di migliaia di lettori, ammirati dalle sue imprese da supereroe casareccio. Le avventure di Fulmine sono durate per 476 episodi, una serie lunga circa una decina di anni e aperta da un albo intitolato La banda del pazzo. Nel 1945, praticamente Dick Fulmine, by Carlo Cossioalla conclusione del lungo ciclo, le storie di questo originale poliziotto hanno trovato ospitalità su un giornalino, Fulmine,  che ebbe vita breve, anche perché altri personaggi stavano conquistando nuovi lettori, senza contare che il clima in cui era nato e maturato era ormai superato. Ma negli anni tra il 1938 e il 1943 Dick Fulmine fu il personaggio più popolare, da molti considerato la migliore risposta agli eroi americani. Fu forse il primo grande successo del fumetto italiano che cominciava ad avviarsi sulla strada della maturità, divenuta meno difficile sul finire degli anni Quaranta quando arrivarono Tex, Pecos Bill e tanti altri eroi scaturiti soprattutto dalla fantasia di papà Bonelli. Ma questa è un’altra storia, lunga e indubbiamente bella. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 2/5/2008
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Scaringi: Le edizioni Bonelli hanno solide “spalle”

Non c’è dubbio che il pluridecennale successo delle collane edite da Sergio Bonelli derivi dalla scelta dei personaggi principali, fra i più significativi del fumetto italiano, e non solo. Da Tex a Zagor, da Dylan Dog a Nathan Never, da Magico Vento a Julia, e così via, tutti hanno uno spessore e una personalità ben caratterizzata, grazie alla bravura degli autori che li hanno ideati. Sia gli sceneggiatori, da Bonelli padre e figlio a Nizzi, da Manfredi a Berardi, da Castelli a Burattini, a Sclavi, ecc. che i disegnatori, da Galleppini a Ferri, da Ambrosini a Freghieri, a Ticci e tantissimi altri, sono tutti professionisti di altissima qualità, specializzati soprattutto nel disegno realistico. Forse non hanno la genialità artistica di un Pratt o di un Crepax, ma fanno il loro lavoro con passione e serietà. Ma c’è un altro elemento che contribuisce al successo delle collane bonelliane: la scelta dei personaggi che di solito accompagnano i vari protagonisti nelle loro avventure, aiutandoli nei momenti più difficili, comportandosi quasi come le “spalle” che nel vecchio teatro di rivista porgevano la battuta al primo attore. Gli albi di Bonelli sono ricchi di queste figure di contorno, a cominciare dal vecchio Kit Carson, amico e compagno inseparabile di Tex: forse è troppo pessimista e più rifllessivo di lui perché anni di esperienza lo hanno reso più prudente. Anche Zagor ha un fedele compagno, il messicano Cico, grassottello e sempre affamato e soprattutto poco disposto a rischiare la pelle. Ma si riscatta subito se deve correre in suo aiuto, dimentica la sua innata prudenza, o paura, e si getta coraggiosamente nella mischia. Altrettanto prudente è Groucho, il maggiordomo di Dylan Dog che assomiglia tanto a uno dei celebri fratelli Marx del cinema muto. La sua specialità sono le freddure e le battute demenziali che servono per spezzare la tensione della storia. Anche lui quando occorre è pronto a correre in aiuto del suo capo, gettandogli la pistola. Anche Mister No, troppo presto scomparso e sempre rimpianto, ha un amico, Esse Esse, come lui reduce della seconda guerra mondiale che ha combattuto tra i nazisti. Adesso però le divisioni di un tempo sono dimenticate, e i due sono protagonisti di straordinarie avventure. Questi che abbiamo ricordato sono tutti personaggi originali, frutto della fantasia degli autori, che in qualche caso però si sono superati, come ha fatto Castelli inventando Java, il massiccio uomo primitivo prezioso aiutante di Martin Mystère, l’unico capace di comprendere il suo linguaggio gutturale e di raccoglierne le sue intuizioni. Altrettanto bravi a inventare spalle credibili sono stati Gianfranco Manfredi che ha affiancato a Magico Vento un singolare giornalista che ricorda il celebre scrittore Edgar Allan Poe e Giancarlo Berardi che ha dato alla sua Julia una domestica nera, umana e saggia, come Emily che sembra uscita da Via col vento e un corteggiatore come Leo, l’investigatore privato che l’aiuta nelle sue indagini. Le “spalle” in ogni caso non sono un’esclusiva bonelliana: c’erano prima e dopo la guerra, per esempio con Lothar, fedele servitore di Mandrake, oppure nelle storie western della EsseGesse, ovvero i torinesi Sinchetto, Guzzon e Sartoris che in Capitan Miki hanno creato le figure di Doppio Rhum, un petulante vecchietto come quelli degli antichi film western e del dottor Salasso, medico forse senza laurea. Nelle storie di Blek c’è invece un simpatico imbroglione come il prof. Occultis, mentre nel ciclo del Comandante Mark, sempre degli stessi autori, incontriamo Mister Bluff e un pellerossa pessimista già nel nome, Gufo Triste, che dice tutto. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 26/4/2008
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Scaringi: Doppio anniversario per Guareschi

Giovannino Guareschi > WikipediaIn questi giorni quotidiani e periodici ricordano Giovannino Guareschi, nato il primo maggio del 1908 e scomparso sessant’anni dopo, nel luglio del 1968. Molti, la maggioranza probabilmente, lo ricorderanno come straordinario cronista di quell’Italia di provincia che a cavallo degli anni Cinquanta era spaccata in due dagli scontri ideologici fra comunisti e democristiani, emblematicamente raffigurati nei personaggi di Don Camillo, parroco del paesino della Bassa dove Peppone è il sindaco comunista. Altri metteranno in evidenza il Guareschi giornalista polemico e il carattere dello scrittore, antifascista quanto bastava per farsi deportare dai nazisti, spesso antidemocristiano e anticomunista sempre. A noi piace ricordarlo come un amico dei fumetti che in più occasioni difese dagli attacchi dei soliti moralisti, e spesso disegnò in strisce e raccontini dall’umorismo stralunato. Ma Guareschi è stato soprattutto un grande vignettista, autore di centinaia di disegni satirici e caricaturali contro i politici corrotti, gli affaristi spregiudicati e anche contro i governi in carica. Ma il suo obiettivo principale erano i comunisti spesso raffigurati come omaccioni click qui per il sito di Guareschirozzi con tre narici, perché la terza serviva per respirare l’aria di Mosca. Le vignette di maggior successo erano quelle in cui metteva in ridicolo l’obbedienza pronta, cieca e assoluta dei compagni che accettavano come verità tutto ciò che era scritto sull’Unità, errori di stampa compresi. In ogni vignetta Guareschi si divertiva con giochi di parole: se sul giornale era scritto che bisognava portare i nani al guinzaglio, ecco allora i fedeli lettori uscire con quei poveri sfortunati al posto dei cani. Gli esempi sono infiniti e quelle vignette divennero un tormentone che infastidiva non poco i suoi avversari, costretti comunque a sorridere a denti stretti. I disegni sono spesso bruttarelli, volutamente caricaturali, ma ogni autore ha il suo stile personale. Quello di Guareschi è ormai entrato nella storia del vignettismo satirico, e l’autore occupa un posto di rilievo fra i grandi disegnatori di un passato lontano, quando - allora come adesso - c’era poco da ridere. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 26/4/2008
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Scaringi: Una pantera bionda nel Borneo

Sessant’anni fa, più o meno, i fumetti furono trascinati sul banco degli imputati, accusati dai soliti moralisti di presentare ragazze poco vestite, una diffusa violenza non solo nelle immagini ma anche nelle nuvolette spesso piene di coloriti improperi come quelli che papà Bonelli metteva in bocca al suo Tex, e un notevole materialismo frutto soprattutto dei modelli di vita americana. Quando il 24 aprile del 1948 apparve in edicola il primo albo di Pantera Bionda le accuse si moltiplicarono, perché l’eroina inventata da Gian Piero Dalmasso e disegnata da Enzo Magni (che si firmava esoticamente Ingam) era una bella ragazza sempre in succinto bikini di pelle di leopardo che viveva nella giungla del Borneo e sembrava una copia al femminile del celebre Tarzan. Con un pugnale infilato nello slip e con arco e frecce in mano dava la caccia agli ultimi soldati giapponesi che non avevano riconosciuto la sconfitta del loro Paese, e a trafficanti e criminali di ogni genere. Più che per l’esilità delle storie, spesso ripetitive e prevedibili, gli albi di Pantera Bionda furono subito criticati per l’esiguo abbigliamento della protagonista costretta dopo qualche numero a coprire il suo slip con uno svolazzante gonnellino. La soluzione adottata da Ingam non accontentò però i moralisti che costrinsero la bionda eroina a indossare una gonna che col tempo divenne sempre più lunga, fino a coprire totalmente le belle gambe. Tra minacce di sequestri e forse per il boicottaggio degli edicolanti, Pantera Bionda visse per un centinaio di numeri, appena due anni, prima di scomparire, lasciando però un gran rimpianto tra molti ragazzi. Nelle sue avventure Pantera Bionda era accompagnata da una vecchia governante  cinese di nome Fior di Loto e da uno scimmione ammaestrato che già nel nome, Tao, ricordava la più celebre Cita di Tarzan. Nelle sue battaglie contro giapponesi e criminali vari era spesso aiutata da un baldo esploratore americano, Fred, che la trattava quasi come una sorella. Evidentemente per quei tempi era eccessivo osare di più. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 18/4/2008
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Scaringi: Romano alla conquista del mondo
Romano il Legionario, by Kurt Caesar (1938)Sul numero del Vittorioso uscito il 23 aprile del 1938 compariva un nuovo personaggio, Romano il legionario, forse il primo esempio di fumetto realistico in Italia, se si escludono quelli dedicati alle vite dei santi o a eventi e protagonisti della storia, ospitati per lo più sui periodici di ispirazione cattolica. Con la lunga vicenda di Romano, collocata nella guerra di Spagna allora ancora in corso, il fumetto italiano fa un ulteriore passo sullo sviluppo di quella scuola, nata a metà degli anni Trenta grazie a ottimi sceneggiatori come papà Bonelli, Pedrocchi o lo stesso Zavattini e a disegnatori altrettanto bravi, da Moroni Celsi ad Albertarelli, a Molino. Sfrondata dagli elementi retorici e propagandistici, la saga di Romano è un fumetto di indubbia qualità grazie soprattutto alla bravura di Caesar, un sudtirolese di nome Cesare Avai che l'ha realizzata fino a metà del 1943 quando il crollo del fascismo portò anche alla chiusura di molti giornali. Caesar apprezzava molto il Gordon di Alex Raymond, soprattutto per i costumi e la ricchezza di tecnologia dei mezzi militari usati sul pianeta Mongo e dintorni. Sfruttando al meglio il suo passato di disegnatore tecnico, Caesar ha realizzato con attenzione aerei, sottomarini, divise e armi ricoprendo con un alone di credibilità una vicenda non sempre verosimile, con i suoi momenti di esagerazione che trasformano il protagonista in una sorta di supereroe casareccio, che a bordo del suo aereo da caccia mitraglia gli avversari, bombarda e distrugge i carri armati nemici e vince quasi da solo quella che fu la prova generale del secondo conflitto mondiale. Finita la guerra, Romano parte per nuove avventure ed è protagonista di altri episodi, come Nel deserto bianco dove con una motoslitta fantascienfica si spinge fino al Polo Nord, e Negli abissi del mare con una batisfera che scende a grandi profondità per Kurt Caesarrecuperare i relitti navali. Un'altra storia lo condurrà addirittuta al di là dell'Atlantico per sconfiggere un nemico invisibile. A questo punto si concede una pausa per sposare Isa, la ragazza che lo aveva atteso trepidante dopo ogni avventura. Sulla via del ritorno verso l'Italia i due sposini sentono alla radio, nella puntata del 6 luglio 1940, la dichiarazione di guerra di Mussolini contro Francia e Gran Bretagna e Romano non può evitare di rispondere al richiamo della patria. Indossa la divisa e torna a pilotare il suo caccia, protagonista con lui di altri episodi, intitolati fra l'altro Il siluro umano e Caposaldo P, che lo vedranno ovviamente sempre vittorioso, forse in omaggio al regime e al giornalino che ospitava le sue imprese. Rispetto ai precedenti sono più deboli, probabilmente perchè Caesar e il suo eroe stavano perdendo fiducia nell'immancabile vittoria. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 10/4/2008
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Scaringi: Anche Spirit rivivrà in un film

1997 Eisner Angouleme - photo Goria - click to zoom in at FlickrI fumetti continuano a ispirare produttori e sceneggiatori di Hollywood che dopo aver trasformato in film di successo quasi tutti i maggiori supereroi, da Superman all'Uomo Ragno, vanno ora alla ricerca dei personaggi apparentemente minori dell'universo della Marvel. Uno dei primi ad arrivare sugli schermi sarà Iron Man, in un film che uscirà in Italia il prossimo primo maggio. Questo eroe, ideato come tanti altri da Stan Lee, vola come Superman, indossa una riconoscibilissima tuta da lavoro e si dedica a lavori non sempre nobili, compreso il traffico di armi.  E' soprattutto una sorta di agente segreto sempre impegnato in difficili missioni che spesso ricordano quelle di James Bond, e le sue avventure sono una riuscita miscela di mistero e di tensione. Nei mesi seguenti arriveranno almeno altri due film che prevedibilmente sbancheranno i botteghini: si tratta di un nuovo episodio del ciclo quasi infinito di Batman, quello realizzato da un maestro dei comics come Frank Miller che ha trasformato l'Uomo Pipistrello in un Cavaliere Oscuro, e di una nuova avventura che avrà come protagonista l'Incredibile Hulk, ovvero 1997 Eisner Angouleme - photo Goria - click to zoom in at Flickrquell'improbabile e fortissimo gigante verde che diventa ogni tanto una furia della natura. La moda dei film ispirati al mondo delle nuvolette avrà nel 2009 nuovo impulso con due nuove pellicole che in un certo senso riproporranno il confronto, nella dimensione cinematografica, tra due maestri dei fumetti come Will Eisner e Alan Moore. Il primo è l'autore di moltissime graphic novels che nel corso degli anni hanno narrato, con grande qualità grafica e una profonda partecipazione umana, la vita spesso drammatica e amara degli immigrati europei approdati a New York e dintorni e quasi sempre confinati nei quartieri periferici e poverissimi delle metropoli. Ma prima di questi forti racconti di vita, Will Eisner si era dedicato negli anni Quaranta a un singolare personaggio come Spirit, un originale detective che tutti credevano morto e che viveva in una tomba da dove usciva per dare la caccia a criminali di ogni risma. Il film di Spirit sarà diretto da Frank Miller che avrà modo di confrontarsi con un altro grande del fumetto mondiale  come Alan Moore, autore di V come vendetta e di Watchman, una lunga storia inquietante e forse profetica come quella di V, peraltro già trasferita in un film di grande richiamo, quasi a conferma che l'universo dei comics è una fonte inesauribile di soggetti spettacolari e di personaggi problematici che divertono, appassionano ma fanno anche riflettere. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 1/4/2008
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Scaringi: La difficile scelta fra testo e disegno

Bonelli Marcheselli Castelli elli elli - photo Goria - click to zoom in at FlickrIl dilemma ricorda un po' quello classico dell'uovo e della gallina, ma trasferito nel mondo delle nuvolette per scoprire se in una striscia o in una storia sia più importante il testo oppure il disegno. Se si sfoglia un albo, è chiaro che l'attenzione cade subito sulla grafica e solo in un secondo momento si sposta sul testo, e non solo perchè questo richiede un attimo di riflessione. E' sin troppo evidente che il successo di un fumetto, di un personaggio, di una serie dipende dal valore di entrambi gli elementi, seppure in percentuali diverse. Il testo, dal soggetto alla sceneggiatura, è senz'altro importante, ma non è sufficiente per fare un buon fumetto, perchè il disegno è egualmente importante, dato che una grafica modesta, con tavole mal costruite e con i personaggi privi di carattere e personalità, non potrà mai soddisfare il lettore, dato che l'occhio vuole la sua parte. Senza voler tentare divisioni arbitrarie e soggettive, si può comunque dire che al disegno va un buon 60 per cento del successo di una storia, percentuale che può anche crescere, ma può ridursi se il testo è firmato da autori che sono anche veri scrittori. Gli esempi non mancano, e la storia del fumetto italiano è fin troppo ricca di nomi celebri, sin dagli anni Trenta, con autori che vanno da Zavattini che prima di venir catturato dal cinema è stato un grande sceneggiatore, ai grandi autori degli anni seguenti, a cominciare da Giovanni Luigi Bonelli, cui si deve fra l'altro la nascita di Tex, per giungere al figlio Sergio che per molti anni si era nascosto dietro lo pseudonimo di Guido Nolitta, ma senza dimenticare altri nomi famosi come Guido Martina, autore di molte storie di Topolino e della parodia dell'Inferno dantesco con tutti i personaggi disneyani, o Andrea Lavezzolo, prolifico inventore negli anni Quaranta e seguenti di storie ed eroi del fumetto avventuroso. Anche adesso non mancano gli sceneggiatori di talento come Alfredo Castelli, Carlo Chendi, Tiziano Sclavi,  Moreno Burattini o Claudio Nizzi che ha raccolto l'eredità di papà Bonelli, e tanti altri che forse sarebbe troppo lungo citare. Tutti hanno avuto la fortuna di imbattersi in ottimi disegnatori come uGiancu premia Tiziano Sclavi - photo Goria - click to zoom in at FlickrGalleppini o Gallieno Ferri e tantissimi altri che hanno saputo fondere la carica emotiva dei testi  con i loro disegni, dando vita a un prodotto che non è esagerato definire perfetto. In questi casi l'incontro tra un autore di qualità e un bravo disegnatore ha fornito risultati di alto livello, costruendo racconti che ormai fanno parte della storia del fumetto italiano. Può anche accadere che il disegnatore e il soggettista siano la stessa persona (Pratt, Jacovitti, Crepax, e molti altri), e allora il risultato finale diventa ancora migliore. Ma può anche succedere che un autore completo, come lo sono molti vignettisti satirici, sia migliore come battutista che come disegnatore. Altan, per esempio, è inarrivabile a inventare dialoghi e battute pungenti e polemiche come quelli messi in bocca al metalmeccanico Cipputi o alle annoiate signore borghesi, mentre non è eccezionale il suo segno grafico, al di là dell'originale stile personale. In sostanza Altan è un autore che brilla soprattutto per le sue battute, a differenza invece di Forattini le cui vignette, sempre piene dei protagonisti del teatrino della politica, diventano più cattive e precise quando sono completate da didascalie o da dialoghi. A questo punto diventa difficile separare il peso del testo da quello del disegno, anche perchè al successo di un fumetto contribuiscono, seppure non in egual misura, entrambi gli elementi che come abbiamo visto sono sempre essenziali. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 30/3/2008
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Scaringi: Bambini a strisce: da Yellow Kid a Mafalda

Expo MafaldaAll'inizio i fumetti hanno proposto una lunga serie di personaggi infantili, perchè i comics erano destinati ai bambini. Partiamo da Yellow Kid, il famoso monello giallo ideato da Richard Felton Outcault, che esponeva i motivi della sua protesta sul camicione giallastro e un po' sporco che indossava nei quartieri più poveri di  New York. Per farsi perdonare, lo stesso Outcault disegnò, qualche anno dopo, Buster Brown, un ragazzino elegante, educato e insopportabile cresciuto negli ambienti borghesi di New York e trasformato in Italia in un melenso Mimmo Mammolo.  Negli stessi anni altri autori idearono altri piccoli protagonisti, da Bibì e Bibò, ovvero gli scatenati Katzenjammer Kids che facevano ammattire con le loro marachelle il Capitano, l'Ispettore e la Tordella, cuoca insuperabile di questa piccola comunità insabbiata in una colonia tedesca nell'Africa nera, a Little Nemo, bambino sognatore che la notte evadeva dal suo mondo per tuffarsi in universi fantastici, da Venezia a lontani Paesi esotici, dove viveva straordinarie avventure. Col passar degli anni i bambini hanno lasciato il posto ad altri personaggi, agli animali per esempio, come Krazy Kat o Felix the Cat, noto in Italia come Mio Mao, oppure a piccoli eroi coraggiosi  protagonisti di ardimentose imprese durante la grande guerra, pubblicati dal Corriere dei Piccoli e disegnati da Antonio Rubino e altri. Negli anni Trenta, sulla scia di Cino e Franco -  i due giovani americani finiti in Africa nella Pattuglia dell'Avorio - c'è stata in Italia una fioritura di giovanissimi che giravano il mondo in cerca di avventure e per tener alto il buon nome del regime fascista. Nel dopoguerra questo filone sarebbe stato ulteriormente incrementrato da varie collane come quella di Sciuscià (un gruppo di scugnizzi napoletani che risalgono la Penisola al seguito degli Alleati), o quelle dedicate ai tanti eroi del West, dal Piccolo Sceriffo al Piccolo 18.jpgRanger, tanto per citarne solo un paio. Ma i giovani lettori anzichè identificarsi con questi coetanei, cercavano altri eroi, adulti e coraggiosi. Ma il mondo infantile sarebbe 01.jpgritornato alla ribaltà nella seconda metà del Novecento, prima con i Peanuts disegnati per oltre mezzo secolo da Schulz, e poi con Mafalda, risposta più arrabbiata a Charlie Brown e ai suoi piccoli compagni. A differenza dei Peanuts, dove i piccoli protagonisti vivono apparentemente felici nella loro dimensione, in Mafalda - disegnata per una decina di anni dall'argentino Quino - c'è sempre una forte carica polemica, con questa bambina terribile che contesta tutto, dai genitori alla scuola, dalla minestra all'intera società. E' diventata quasi il simbolo della rivolta giovanile e a distanza di alcuni decenni continua a vivere in infinite ristampe e nei cartoni animati realizzati a Cuba. Una ricca selezione delle strisce migliori e dei cortometraggi animati viene proposta dalla

Salani in un cofanetto (libro e dvd) che riporta alla ribalta anche i piccoli compagni di Mafalda, da Manolito a Susanita, da Felipe a Manuelito, ciascuno con i suoi problemi, che spesso sono anche gli stessi che assillano gli adulti, assenti in queste strisce come sono sempre invisibili i genitori dei Peanuts. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 22/3/2008
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Scaringi: Zorry Kid, eroe minore di Jacovitti

Zorry Kid - the trailer - Mas & Partners - Graphilm - RAI Fiction - Jacovitti

Cocco Bill galoppava con successo da una decina di anni quando sul numero 12 del 24 marzo 1968 del Corriere dei Piccoli comparve un altro personaggio uscito dalla fantasia di Jacovitti. Si chiamava Zorry Kid e si ispirava a Zorro, il protagonista dei romanzi dell'americano Johnston McCulley, cronista di cronaca nera, che lo aveva ideato nel 1919. Se le storie del cow boy di Jac riproponevano in chiave umoristica quelle del cinema western, in Zorry Kid il disegnatore prendeva di mira il filone di cappa e spada, in particolare i tanti film dedicati al celebre vendicatore mascherato. Il suo personaggio tuttavia non riscosse il successo che meritava, e fu protagonista solo di una dozzina di storie pubblicate nel corso di circa sei anni, ma poi più volte ristampate in libri e riviste. Il disegnatore ricalcò i personaggi e le situazioni dei romanzi e dei film, reinterpretandoli con originale e pungente umorismo. Così diede vaghe origini partenopee al governatore spagnolo della California, facendolo parlare in dialetto napoletano, mentre di sua figlia, Alonza Alonza detta Alonza, ne fece una ragazza dallo schiaffo facile che liquidava uno dopo l'altro i suoi pretendenti. Il celebre sergente Garcia di tanti telefilm divenne Martin Pelota, sempre destinato comunque a venir ridicolizzato da Zorro, insieme al suo comandante, il capitano Perfidio Malandero. Ed eccoci al protagonista del ciclo, Zorro, un personaggio che nella vita quotidiana si mostra come un indolente e sfaticato don Lope de la Vega che passa il tempo danzando il flamenco al suono delle nacchere. Ha un fedele servitore, Carmelito Batiston, semianalfabeta, perchè sa leggere ma non sa scrivere, per cui i suoi fumetti sono in bianco. Quando indossa il costume da lavoro, Paloma Kid - così il suo autore ha chiamato Lope de la Vega - si trasforma, diventa un misterioso giustiziere mascherato, terrore degli spagnoli che tiranneggiano il suo popolo, e manovrando con grande abilità la spada e la frusta lascia un segno indelebile sulla fronte e sugli abiti dei suoi nemici, una lettera zeta che è divenuta il suo marchio. In questo ciclo Jacovitti ha dato libero sfogo a tutta la sua vena dissacrante e ironica, con una serie di trovate umoristiche favorite anche dalla dimensione in fondo melodrammatica dei romanzi e dei tanti film che hanno ispirato, spesso con grandi interpreti, da Douglas Fairbanks all'epoca del muto ad Antonio Banderas, che è stato l'ultimo di una serie lunghissima. [Carlo Scaringi] - [Fate click sull'immagine di questo articolo per godervi il trailer del cartone animato di Zorry Kid prodotto da Mas & Partners, RAI Fiction e Graphilm. NdR]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 12/3/2008
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Scaringi: Una mostra per ricordare Gianni De Luca
Scomparso nel 1991 a soli 64 anni, Gianni De Luca, calabrese di nascita e romano di adozione, è stato, e resta, uno dei maestri del fumetto italiano, anche se il suo ricordo si è dissolto troppo presto, saltuariamente ravvivato solo da qualche ristampa. De Luca è stato sempre schivo, quasi isolato, fuori da correnti e gruppi, legato soprattutto all'editoria cattolica, avendo debuttato sul Vittorioso e poi lavorato quasi esclusivamente per il Giornalino. A differenza di molti altri disegnatori, non ha mai realizzato un ciclo di storie con un protagonista fisso se si escludono i racconti del commissario Spada, apparsi lungo l'arco degli anni Settanta deluca 000 spada fantasmi.jpgsempre sul Giornalino che sono una precisa e spesso drammatica cronaca di quel decennio difficile, dalla criminalità al terrorismo. De Luca è stato un disegnatore capace sempre di adattare il suo segno grafico allo spirito delle storie, passando dal realismo delle vicende del passato, storiche, bibliche, cristiane, ecc. al fantastico di Paulus, uno dei suoi ultimi capolavori in cui la storia del grande apostolo si mescola con risvolti fantascientifici, dal grottesco delle biografie di Totò e Marilyn Monroe al tratto quasi infantile del Giornalino di Gian Burrasca. E' difficile scegliere, fra le decine di fumetti di Gianni De Luca, i suoi capolavori. Lo è in un certo senso Le braccia di marmo in cui il colonnato di piazza San Pietro rappresenta simbolicamente l'abbraccio del  Cristianesimo al mondo, ma lo è anche La freccia nera, robusta riduzione del celebre romanzo di Stevenson. Ma i suoi capolavori sono laFrecciaNera - Ferrarini Gianni De Luca - Giornalino.jpgstati il Commissario Spada e i tre fumetti tratti da tre testi di Shakespeare, Amleto, La tempesta e Romeo e Giulietta. Qui De Luca si è non solo superato, ma ha innovato profondamente il mondo del fumetto, soprattutto con l'inedita e originale invenzione di dare un senso di profondità e di movimento a immagini e scene statiche. La duplice trovata di infrangere i rigidi confini delle vignette e di presentare i protagonisti come tanti fotogrammi ha infatti annullato la fissità della tavola, dandole una dimensione quasi scenografica, soprattutto nelle opere scespiriane, con Amleto o gli sfortunati amanti di Verona in primo piano e sempre in apparente movimento. Anche nelle storie di Spada De Luca sviluppa questa sua ricerca grafica, seppure in misura minore perchè qui il realismo delle indagini richiede un taglio più DeLuca Amleto 1975 IlGiornalino.jpgcinematografico e meno teatrale. Ed è stato proprio questo realismo a far temere una chiusura anticipata del ciclo nel 1978 in pieno caso Moro perchè alcune storie suscitavano perplessità  nel gruppo dirigente del Giornalino. Adesso, trent'anni dopo, è facile attribuire un carattere profetico a qualche episodio di questa serie poliziesca che lo sceneggiatore Gian Luigi Gonano e il disegnatore avevano proposto con un taglio forse troppo adulto per un settimanale rivolto ai ragazzi, ma allora il clima era diverso. Adesso Gianni De Luca viene ricordato a Bologna in una grande mostra aperta fino al 4 maggio, in un'occasione pressocchè unica per ricordare un autore tra i maggiori del mondo delle nuvolette. [Carlo Scaringi] - [Click qui per accedere a un video con altre immagini. NdR]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 9/3/2008
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Scaringi: Le donne di carta protagoniste su Skorpio
La presenza femminile nel mondo dei comics è senz'altro notevole, ma quasi mai le donne diventano protagoniste di lunghe serie di successo come la Valentina di Crepax o l'inglese Jane degli anni Trenta. Le incontriamo invece nel ruolo di mogli, petulanti e ambiziose come Petronilla, oppure rassegnate e insoddisfatte come Blondie, che vorrebbe tanto fare vita di società o shopping con le amiche ma non può perchè con due figli e un marito con stipendio da fame non si va avanti.  Numerose sono le eterne fidanzate, da Minnie a Paperina, a Diana che dopo una quarantina di anni è finalmente riuscita a sposare Phantom, mentre altre finiscono per convivere felicemente con quel mago di Mandrake, come Narda, o con il re dei ladri, l'imprendibile Diabolik come Eva Kant. E' quindi con una certa sorpresa che abbiamo trovato su Skorpio - il settimanale che da una trentina di anni affianca Lanciostory, l'altra rivista-contenitore dell'Eura- ben tre storie con donne nel ruolo di  protagoniste assolute. E' accaduto durante il mese di febbraio, un evento peraltro non raro nella vita di Skorpio. Le tre storie avevano, e hanno, per protagoniste Amanda, Modesty BlaiseChiara. La prima è una povera ragazza di Buenos Aires che fugge in Europa in cerca di fortuna, e magari del principe azzurro, ma s'imbatte sempre in loschi figuri e in individui poco raccomandabili che sfruttando la sua ingenuità la mettono nei pasticci. Ideata da Robin Wood e disegnata con garbo da Alfredo Falugi, Amanda è un riuscito personaggio femminile e la vicenda assume spesso i contorni di un affresco amaro e realistico del nostro tempo. Modesty Blaise è stata ideata nei romanzi di Peter O'Donnell ed è poi passata nel mondo delle nuvolette, disegnata da Enrique B. Romero. Le sue storie, ambientate nell'universo dello spionaggio, spaziano per tutti i continenti e propongono spesso vicende romanzesche ma verosimili. Con Chiara, ideata da Trillo, sceneggiata da Maicas e disegnata da Jordi Bernet, il mondo della prostituzione ha fatto il suo ingresso nei fumetti. Sono brevi storie, quasi un intermezzo umoristico, senza alcun intento moralistico, che Bernet ha disegnato con leggera ironia, ma con l'obiettivo di mostrare la complessa e anche amara realtà di un mondo quasi insolito. Oltre a queste, è appena giunta su Skorpio una quarta eroina, Malena, in una storia avventurosa con risvolti fantascientifici e di horror, scritta da Gustavo Schimpp e disegnata con fantasia e realismo da Marcelo Valentini, giovane promessa del fumetto argentino. Ispirata al filone delle leggende metropolitane, Malena narra una storia ambientata nei sotterranei di una metropoli dove insieme a torme di topi si aggirano spaventosi mostri preistorici,  che forse sopravvivono solo nelle profondità del Pacifico. Questa massiccia presenza femminile non è un caso isolato, perchè le due riviste dell'Eura hanno sempre ospitato fumetti con eroine, spesso inserite anche nelle due collane cartonate, da Barbara di Zanotto a Jessica Blandy, alla saga di Pin Up, tanto per citare alcuni dei successi maggiori. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 9/3/2008
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Scaringi: Scorpioni in marcia!

Da oltre una dozzina di anni migliaia di lettori di Hugo Pratt sono in attesa del ritorno di Corto Maltese, ma finora la Cong, la società che cura i diritti e le ristampe delle opere del grande autore, non ha trovato un disegnatore capace non solo di imitarlo, ma anche di ricreare il clima e le atmosfere, e soprattutto le sensazioni che Pratt trasfondeva nelle avventure del famoso marinaio, che forse è destinato a scomparire per sempre come è accaduto a Tintin di Hergè, ai Peanuts di Schulz o alla Valentina di Crepax. Sono immortali invece i personaggi disneiani perchè il loro successo non dipende unicamente dalla bravura o dalla fantasia degli autori, molti dei quali sono rimasti pressocchè sconosciuti perchè Walt Disney li costringeva a un anonimato dal quale sono comunque usciti due maestri del fumetto come Floyd Gottfredsson o Carl Barks, autori in anni ormai lontani delle migliori storie di Topolino e di Paperino, oppure come molti disegnatori italiani, da Scarpa a Carpi, da Cavazzano a Bottaro, allo sceneggiatore Carlo Chendi, inventore di molti personaggi che fanno da appetitoso contorno ai protagonisti maggiori e di infinite parodie storiche e letterarie. Ma torniamo a Hugo Pratt la cui presenza è sempre viva nel mondo delle nuvolette grazie anche alle molte ristampe curate dalla Lizard. Se è difficile, quasi impossibile rinnovare il mito e l'immagine di Corto Maltese, più facile è immergersi nel mondo di un altro classico ciclo di Pratt, quello degli Scorpioni del deserto, ovvero delle avventure di un plotone di soldati di varia nazionalità compreso l'italiano tenente Stella, per lo più sbandati o stanchi della guerra, raccolti intorno al capitano Koinsky, polacco di nascita, mezzo ebreo e inglese d'adozione, che come guerriglieri Specchio + 03-08 - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickrautonomi si mettono al servizio delle truppe alleate per combattere tedeschi e fascisti. Quando è morto, Pratt aveva pubblicato i primi cinque episodi di questa saga bellica, e qualche anno fa il disegnatore franco-elvetico Pierre Wazen aveva cercato di proseguirla con un altro capitolo, Appuntamento a Dire Dauda, con esito molto modesto che ha spinto la Cong a cercare altri autori, che sono stati trovati in una coppia di emiliani di Reggio, Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli, formatisi alla scuola della Marvel e della DC Comics. Il risultato è stato un volume, pubblicato due anni fa dalla Lizard, dal titolo Quattro sassi sul fuoco, che viene ora riproposto in edizione cartonata e a colori, con un'avventura ben congegnata e coinvolgente, che probabilmente avrà un seguito nei prossimi anni. Forse è un primo passo, quasi una piccola tappa di avvicinamento a quella impegnativa montagna rappresentata dall'universo di Corto Maltese, certo pieno di insidie ma molto affascinante. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 1/3/2008
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Scaringi: La guerra di Spagna a fumetti
Il mito della guerra civile spagnola ha spesso attratto cineasti e romanzieri per quella sua carica di romanticismo mescolata purtroppo a drammatici episodi di violenza. Hugo Pratt aveva pensato di concludere la lunga saga di Corto Maltese in Spagna facendo scomparire il suo eroe nel clima del conflitto, ma il destino ha deciso diversamente. In Spagna si svolge gran parte dell’avventura di Joan, ideato da Robin Wood e disegnato da Carlos Pedrazzini. Joan è un giovane spagnolo sbandato finito in mezzo al conflitto. Va in cerca dell’avventura e la troverà ampiamente nei primi episodi della lunga storia, apparsa su Skorpio, il settimanale dell’Eura Editoriale, che abbraccia gli anni tra il 1936 e dintorni e i primi anni Quaranta quando il protagonista parte per l’Algeria ancora francese per arruolarsi nella Legione Straniera. Questa prima lunga parte ricorda un po’ la storia di Dago, il giovane veneziano catturato dai Saraceni, le cui avventure si svolgono quattro secoli prima di quelle vissute da Joan, un piccolo eroe forse privo dell’idealismo di Dago, cinico e cattivo quanto basta per tirarsi fuori dai guai. Dopo questo ciclo ne inizierà un altro, collocato negli anni quaranta e nel Nord Africa. Nell’attesa l’Eura ha inserito Joan nella sua collana di cartonati a colore. Il primo volume ha un chiaro taglio introduttivo, presentando personaggi e situazioni della lunga vicenda, ma contiene tutti gli elementi che suscitano il giusto interesse. merito del testo di Robin Wood, sempre attento in egual misura alla realtà storica e all’avventura, e dei disegni di Carlos Pedrazzini, autore di espressivi primi piani e di scene corali di guerra e di violenza, senza trascurare quel pizzico di erotismo che insaporisce la storia. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 20/2/2008
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Scaringi: Volto Nascosto verso il giro di boa

Ideato da Gianfranco Manfredi in 14 episodi, il ciclo di Volto Nascosto ha forse un po' deluso quanti si aspettavano battaglie, scontri all'arma bianca, agguati e tutti gli ingredienti tradizionali di un western della vecchia frontiera trasferito nell'Africa fine Ottocento. In realtà questo ultimo successo delle edizioni di Sergio Bonelli si distacca sensibilmente dai canoni classici del fumetto d'avventura e di azione, in quanto cerca di scavare nel retroterra che è alla base dello scontro fra il misterioso personaggio dal viso celato da una maschera d'argento e gli italiani invasori, principalmente con Cesare, un ufficiale finito in Etiopia per evitare la noia di un servizio militare a Roma, apparentemente inutile. Ma una volta in Africa, Cesare entra in contatto con l'ambizione e spesso con l'incompetenza degli ufficiali, preoccupati più dalla mancanza di Chianti che di quella dei rinforzi indispensabili per respingere l'assedio degli etiopici intorno alla fortezza di Makallè. In questo clima prende corpo il futuro scontro fra Cesare e Volto Nascosto, personaggio che finora ha fatto poche apparizioni ma il cui ruolo crescerà notevolmente nei prossimi episodi che ci sveleranno i segreti motivi per cui nasconde la sua faccia e combatte gli italiani. Volto Nascosto non è molto differente da Magico Vento, entrambi infatti hanno un passato da nascondere e combattono per difendere la loro terra, anche se talvolta è una patria di adozione. Non mancano, in questo ciclo, accanto a figure storiche, altri personaggi di forte spessore che vivono a Roma, da Matilde, innamorata di Cesare, a Ugo, amico dell'ufficiale, che seguono da lontano gli eventi africani, partecipandovi emotivamente. Interessanti, infine, le presenze del Negus e di sua moglie, la regina Taitù, di religione cristiana che vuole evitare l'inutile uccisione di nemici anch'essi cristiani come gli italiani. Anche il Negus non vuole lo scontro e cerca di evitarlo trattando segretamente con affaristi italiani disposti ad aiutarlo economicamente. E qui entra in ballo un altro aspetto di quegli anni, la crescente corruzione che da Roma si estenderà anche nell'area africana, che sarà oggetto dei prossimi episodi, accanto agli scontri militari fra etiopi e italiani, che imprimeranno una forte dose di azione a questa storia un po' romanzesca, ma sostanzialmemte vera. (Carlo Scaringi).

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 16/2/2008
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Scaringi: La crisi del fumetto
Da tempo gli editori, compresi quelli maggiori dalla Disney Italia a Bonelli, dall’Astorina all’Eura, lamentano cali più o meno pesanti nelle vendite. Non è una novità, ma il risultato di una crisi che ha molteplici motivi, il più evidente dei quali è la concorrenza dei videogiochi e di Internet, che distolgono dalla lettura ampi settori di appassionati dei fumetti, anche se non sempre si ritrovano nel freddo computer il calore e il fascino emanati dalla carta stampata. La crisi lamentata dagli editori non è solo crisi di vendite, ma anche, e forse soprattutto, crisi di idee, nel senso che storie e personaggi di oggi risultano di gran lunga inferiori a quelli di qualche anno fa. E’ indubbio che Claudio Nizzi, sceneggiatore di Tex e altri eroi bonelliani, non è per nulla inferiore a papà Bonelli, così come molti disegnatori di oggi non fanno rimpiangere Galleppini. Ma sembrano mancare, in queste storie, il fascino, il clima, magari anche il piacere dell’avventura che caratterizzava i vecchi racconti. Una conferma ci arriva dal successo che stanno ottenendo le ristampe, spesso di qualità, allegate a quotidiani e periodici. Se fossero in crisi il fumetto e i suoi personaggi, non si avrebbe quel successo di vendite che ottengono gli eroi anche un po’ datati, acclusi ai giornali venduti nelle edicole. D’accordo che Tex o Diabolik hanno alle loro spalle decenni di avventure e fanno parte di quel piccolo, o grande, mondo dell’immaginario tanto amato dal pubblico, oppure che un ciclo di vecchi fumetti – realizzati da Carl Barks, uno dei maestri dei comics americani – dedicato alla dinastia dei paperi disneyani, registri a sua volta un successo di vendite considerevole, ma forse è il caso di cercare i motivi di questi piccoli boom editoriali. Non è necessario svolgere indagini di mercato per scoprire che il pubblico resta spesso affezionato alle cose più belle del passato, che adesso il mondo delle edicole propone in abbondanza. Del resto non è un caso che alcuni editori dal magazzino pressocchè inesauribile, come la Disney o Bonelli o la stessa Astorina, affianchino le collane originali con numerose ristampe, che spesso ripropongono dal primo numero i cicli più famosi, da Tex a Dylan Dog, dalle parodie disneyane alle imprese di Diabolik. Accanto a queste iniziative ci sono le miniserie, che caratterizzano l’attuale produzione bonelliana, o gli sporadici numeri unici con racconti autoconclusivi, interessanti ma dall’incerto futuro. La realtà è che dalla crisi si esce solo con nuovi personaggi e con storie originali. Ma per il momento l’orizzonte è nebuloso. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 8/2/2008
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Scaringi: C’era una volta Marmittone

Nel 1960 Fellini, impegnato nelle riprese della Dolce Vita, inventò il termine paparazzo, che non significava nulla, ma che indicava con precisa efficacia il fotografo impiccione, che inseguiva i VIP in cerca di tranquillità. Oltre trent’anni prima, nel 1928, il disegnatore Bruno Angoletta – vignettista satirico costretto dal regime a riciclarsi in illustratore per l’infanzia – aveva inventato il nome di Marmittone per un singolare soldatino che fece il suo esordio sul Corriere dei Piccoli del 29 gennaio del 1928. Al pari di Paparazzo, il termine rendeva molto bene l’immagine del piccolo fante un po’ sportunato e perennemente impegnato in guerre che combatteva con coraggio ma senza molta convinzione. Malgrado questa sua posizione critica, il regime tollerò fino alla sconfitta del 1943 la presenza di questo piccolo fante schiacciato da un cappello a cono tronco, che girava per l’Europa in armi, dai deserti africani alle pianure nevose della Russia, sempre a piedi, e guardando con nostalgia e invidia i traballanti camion carichi di altri commilitoni più fortunati. Le sue imprese non erano mai eroiche e si concludevano quasi sempre in cucina a pelar patate. Marmittone è stato il personaggio che ha reso celebre il suo autore, ma Angoletta ha inventato altri protagonisti che hanno divertito a lungo i suoi piccoli lettori, da Ermete Centerbe a sor Calogero Sorbara, contribuendo sensibilmente al successo del Corriere dei Piccoli, e della nascente scuola italiana del fumetto. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 30/1/2008
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Scaringi: Papertotti campione di Topolino
Tra i tanti personaggi di attualità approdati su Topolino, l’ultimo è Francesco Totti, il calciatore della Roma che si esibisce negli aspetti migliori del suo repertorio, dal celebre cucchiaio alle barzellette. Nel corso degli anni lo sport ha fornito vari personaggi e molti spunti per storie a fumetti. Quasi sempre sono stati pugili, perché la boxe offre sempre elementi di drammaticità e di spettacolarità. L’unico calciatore diventato anche un eroe delle nuvolette è Gunner, ideato nel 1971 dall’argentino Salinas e poi proseguito da Lucho Olivares. È un attaccante protagonista di imprese sportive sul campo di calcio e di indagini poliziesche nella società. Ma non ha lo spessore drammatico di molti pugili, campioni nei fumetti ma anche nella realtà, immortalati in molti film famosi. Il primo eroe di carta di un certo peso, e non solo perché è un campione dei massimi, è Joe Palooka, creato nel 1920 dall’americano Ham Fisher che lo ha disegnato a lungo. Sulla scia del suo successo è arrivato nel 1949 Big Ben Bolt, campione dal cuore d’oro, ma duro sul ring dove conquista molti titoli mondiali. In mezzo fra i due campioni americani s’inserisce, nel 1938, Dick Fulmine, pugile di successo disegnato da Carlo Cossio. Fulmine risente del clima dell’epoca e i suoi nemici sono gli stessi del regime, dai gangsters americani agli affaristi ebrei, ai subdoli asiatici. Nel dopoguerra un altro famoso pugile italiano come Primo Carnera, è diventato un eroe dei fumetti, in storie che alternano la cronaca dei suoi successi sportivi a vicende avventurose, a sfondo poliziesco. Più sporadica la presenza di altri sport, come il pattinaggio o l’hockey su ghiaccio dove si esibisce, con scarso successo, Snoopy, il bracchetto amico di Charlie Brown e compagni. In questo panorama di sport e fumetti non manca l’automobilismo con Michel Vaillant, spregiudicato e coraggioso pilota disegnato da Jean Graton, protagonista di spettacolari gare su tutti i circuiti del mondo. Il successo di questo fumetto ha spinto Paolo Ongaro, sempre attento alle vicende sportive, a narrare con avvincenti disegni le più famose gare di formula uno, in una miscela di fantasia e realtà. Lo sport, infine, ha fatto il suo ingresso anche nel regno di Phantom, che ha organizzato una singolare Olimpiade con la partecipazione di pigmei e belve, rese mansuete dalla tregua olimpica. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 25/1/2008
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Scaringi: I cavernicoli di B C
I problemi, le inquietudini, le incertezze, le contraddizioni del mondo di oggi sono stati trasferiti da John Hart, uno dei massimi autori americani, scomparso un anno fa, in una dimensione preistorica. L invenzione della striscia risale al 1958, ma non ha perso mai quello spirito amaro e polemico che è il succo della vicenda. Nel corso degli anni a B C e ai suoi amici si è unita una singolare fauna composta da formiche, formichieri, serpenti, dinosauri e uccelli vari che dialogano, si scontrano, si accompagnano ai cavernicoli in vicende che toccano tutti i temi della vita quotidiana. Malgrado il loro numero limitato, questi cavernicoli e le loro donne, spesso raffigurate come vecchie matrone autoritarie e dispotiche, vivono ciascuno nel proprio universo in un clima nel quale si ritrovano la stessa alienazione e la stessa incomunicabilità della frenetica società moderna. Ciascun personaggio ha una propria caratteristica: Peter è un avventuroso esploratore lanciato verso gli estremi limiti del mondo, Thor ha inventato la ruota e se ne serve come un automobilista spericolato, Wiley, poeta e filosofo con gamba di legno e barba incolta, è macerato interiormente ed esternamente. Infine c’è B C che scaglia sentenze e giudizi rivolti principalmente al mondo dei posteri. Ma tutti soffrono di solitudine, la stessa che si ritrova nelle metropoli di oggi dove l’affollamento, le auto imbottigliate, i grattacieli spingono gli uomini a chiudersi in tanti microcosmi entro i quali ciascuno coltiva i propri interessi. Come i cavernicoli di B C. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 20/1/2008
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Scaringi: In arrivo il terzo film di Asterix.
Con un nuovo interprete nel ruolo del bellicoso Gallo, arriva a fine gennaio in Francia e qualche giorno dopo in Italia il terzo film della saga di Asterix, la fortunata serie a fumetti di Goscinny e Uderzo. Non mancherà Gerard Depardieu nei panni del massiccio Obelix, braccio destro di Asterix interpretato da Clovis Cammarac. Tra le novità di questo terzo film spicca la presenza di Alain Delon, al suo ritorno sul set Astérix aux jeux Olympiques - Bande-annonce 1 (Français)dopo una lunga depressione, che interpreta un settantenne Giulio Cesare. In un film proiettato nello scenario olimpico non mancano infine le presenze di campioni dello sport, come Zidane che con la maglia Numerodix è un asso del pallone, o quella di Michael Schumacher impegnato in una Astérix aux jeux Olympiques - Premières minutes exclusives (Français)corsa delle bighe, consigliato dal muretto da Jean Todt. Infine le jene televisive Bizzarri e Kessisoglu sono due giudici di gara corrotti. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per un pieno successo di questo terzo Asterix con attori e per smentire così una tradizione Asterix aux Jeux Olympiques - Teaser 1 (Français)che i film ispirati agli eroi di carta non soddisfano il pubblico dei lettori di fumetti, perché non vi ritrova le atmosfere suscitate nelle pagine cartacee. Certo non è facile conservare sul grande schermo il fascino dei piccoli disegni, ma il matrimonio tra cinema e fumetto continua a resistere, grazie anche alla saga di Asterix, un personaggio che col tempo ha un po’ perso la carica iniziale, ma che resta comunque uno dei più originali e riusciti dei fumetti. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 11/1/2008
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Scaringi: I fumetti tra realtà e fantasia
Vlad, Tome 7 : 15 NovembrePer lungo tempo gli autori dei fumetti hanno saccheggiato il mondo della fantasia, nei suoi molteplici aspetti, dall’avventura al sentimento, al mistero. Ma da qualche tempo molte storie propongono temi e personaggi che sembrano uscire dalla realtà, con situazioni ispirate alla cronaca, quasi sempre nera. Gli esempi di questo nuovo modo di narrare storie a fumetti sono già numerosi, a cominciare dalla lunga saga di Dago che pur essendo un fumetto storico è saldamente radicato nella realtà, sia pure quella di mezzo millennio fa. Già, perchè le vicende di Dago propongono situazioni realistiche che sono sempre credibili, anche se avvenute qualche secolo fa. Non altrettanto può dirsi invece di un altro famoso personaggio dell’Eura, quel Martin Hel, ideato dallo stesso autore di Dago, ovvero Robin Wood, che all’inizio è stato protagonista di racconti in qualche modo ispirati alla realtà, ma che poi si sono un po’ snaturati, inseguendo vicende sempre magiche, ma con situazioni spesso al limite del verosimile. Ma il realismo è più massicciamente presente nelle storie poliziesche, quelle che spaziano dalla mafia al terrorismo, temi sempre presenti nella nostra vita quotidiana. Un esempio decisamente riuscito ci arriva con Vlad, un lungo ciclo realizzato da Swolfs, che porta alla ribalta la Russia del 2050, dominata dalle devastanti incursioni della mafia, quel gruppo di potere che in vari Paesi ha rimpiazzato i dissolti poteri politici. Il protagonista di questa lunga serie – proposta nei cartonati dell'Eura Editoriale – è appunto Vlad, un ex ufficiale che per venire in possesso di una ricca eredità deve rintracciare Igor, suo fratello gemello da tempo irreperibile e presumibilmente coinvolto in loschi affari di mafia. La ricerca non si prospetta facile, ma offre l’occasione per entrare nel mondo oscuro e nebuloso della mafia russa, non molto diverso da quello in cui si muovono tutti gli universi criminali. La storia è ben congegnata, coinvolgente e ricca di colpi di scena, con momenti di violenza sparsi nei posti giusti, e dimostra soprattutto come sia possibile realizzare fumetti di buona qualità ispirandosi alla cronaca quasi quotidiana del nostro tempo. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 1/1/2008
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Scaringi: Un secolo di fumetti italiani
01.jpgIl prossimo 2008 sarà un anno ricco di ricorrenze che scandiranno, un mese dopo l’altro, un secolo di storia del fumetto italiano. Già, perché i comics sono arrivati nel nostro Paese il 27 dicembre del 1908, quando uscì il primo numero del Corriere dei Piccoli, il giornalino per decenni lettura preferita dei ragazzi italiani. Accanto a personaggi americani come Buster Brown o Happy Hooligan, diventati rispettivamente Mimmo Mammolo e Fortunello, c’era anche un simpatico 08.jpgnegretto inventato da Attilio Mussino, uno dei grandi illustratori di Pinocchio, che aveva la caratteristica di mutare colore secondo gli stati d’animo. Accanto al centenario del Corrierino, il 2008 ne propone altri, come quello di Giovanni Luigi Bonelli, nato il 22 dicembre, e quelli di Rino Albertarelli, uno dei maggiori disegnatori, scomparso all’inizio degli anni Settanta, e di Giovanni Guareschi, che è stato non solo il padre della lunga saga di Don Camillo, ma anche grande vignettista e appassionato 13.jpgdi fumetti. La cadenza col numero 8 è stata particolarmente ricca di anniversari. Nel 1928, per esempio, nasceva Marmittone, il soldatino poco eroico in un’epoca virile e muscolosa, le cui imprese lo portavano spesso in cucina a pelar patate. Dieci anni dopo (1938) invece era la volta di Romano il legionario, inserito nel clima bellico di quegli anni. Allo stesso anno risale anche Dick Fulmine, avventuriero e poliziotto alle prese con il banditismo imperante, soprattutto negli Stati Uniti. Particolarmente ricco anche il 1948, dominato dalla presenza di Tex, il più longevo eroe del nostro 18.jpgdel nostro fumetto, ideato da papà Bonelli e disegnato da Galleppini. Accanto a lui ci sono Misterix, il Piccolo Ranger e il Piccolo Sceriffo, protagonisti bambini tanto di moda in quegli anni. Diversa è invece Pantera Bionda, una sorta di Tarzan al femminile, che incappò anche nella censura per il suo gonnellino troppo svolazzante. Finora ci siamo soffermati su ricorrenze italiane, ma altrettanto ricco è il panorama mondiale, dominato dai 70 anni di Superman, il primo e il più celebre dei 04.jpgsupereroi. Al 1928 risale invece la prima apparizione, in un film animato, di Topolino, che due anni dopo debutterà sulla carta stampata, e sempre nel 1928 nascono Cino e Franco, che solo nel 1932 inizieranno il loro viaggio in Africa sulle tracce della regina Loana. Nel 1938 avvengono invece i debutti di Lone Ranger e soprattutto di Paperino, già protagonista di alcuni cortometraggi animati. Nel 1948 arriva uno dei più riusciti personaggi del fumetto francese, quel Lucky Luke cow boy strampalato inserito all’interno di uno scenario realistico. La carrellata si conclude nel 1958 con l’arrivo dei cavernicoli di B. C. e dei Puffi, resi celebri da una serie infinita di cartoni animati. Ma dobbiamo purtoppo ricordare anche alcune dolorose scomparse, quella di Segar, il creatore di Popeye avvenuta nel 1938 o quelle di Milton Caniff e di Andrea Pazienza, morti entrambi nel 1988. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 22/12/2007
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Scaringi: Le Olimpiadi, la Cina e la satira
logo humourfest 15Negli anni Trenta in Italia c’era poco da ridere, eppure si ebbe una gran fioritura di giornali umoristici, dal Marc’Aurelio al Bertoldo che il regime considerava come valvole di sfogo del malcontento popolare. Nei regimi dittatoriali di oggi la situazione è molto diversa e soprattutto più pesante, come in Cina dove il regime ha messo al bando ogni forma di dissenso, che sarà repressa con pugno di ferro. Ma c’è chi si ribella, in Cina e nel resto del mondo, e non intende far mancare un gesto di solidarietà verso quanti, sfidando le ire del regime di Pechino, vogliono far sentire la propria voce in difesa della libertà e della democrazia. E’ il caso, per esempio, della quindicesima edizione dell’Humourfest in programma a Foligno negli stessi giorni in cui la Cina ospiterà le Olimpiadi, nel prossimo agosto. Come è accaduto nel passato, la classica rassegna dedicata alla satira offrirà quest’anno un panorama della migliore produzione dei prossimi mesi puntando l’obiettivo proprio su quelle vignette che vogliono essere altrettante frecce scagliate contro il regime cinese. Gli organizzatori sperano di poter offrire anche qualche contributo di autori satirici cinesi, pur sapendo che non sarà facile perforare le maglie della censura di Pechino. Ma ci saranno in ogni caso vignette di molti celebri disegnatori italiani ed europei, tutti uniti contro l’isolamento che il regime cinese sta cercando di creare intorno al dissenso. La rassegna di Foligno non è rivolta contro la Cina, che vanta antiche tradizioni di civiltà, ma contro quanti, calpestando questo passato, vogliono bloccare l’avanzata, seppur difficile, della Cina verso la conquista di una piena democrazia. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 11/12/2007
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Scaringi: Cocco Bill, mezzo secolo di risate western
CoccoBill - photo (c) Goria - click to zoom in at FlickrTra le decine di personaggi che Jacovitti ha disegnato nella sua lunga carriera, non c’è dubbio che Cocco Bill sia il più popolare, il più amato, quello meglio riuscito. Ma non ci piace dimenticare lo Jacovitti degli anni giovanili quando forse andando alla ricerca di una più chiara collocazione politica, realizzò storie oggi quasi dimenticate, con un sottofondo qualunquistico che si chiamavano L’onorevole Tarzan, Mandrago il mago o anche Battista l’ingenuo fascista. In tutte c’era sempre una chiara colorazione politica, ma senza sposarne le tesi più oltranziste, forse perché già allora il disegnatore aveva scelto di essere un estremista di centro, come si è sempre definito. In queste storie ci sono qua e là alcune originali intuizioni che avremmo ritrovato in tanti film neoralisti di De Sica e Zavattini, peraltro già autore e lettore di fumetti, e c’è anche quel simbolo cattocomunista che Forattini disegna spesso sulle bandiere di Prodi, la classica falce e martello con la Croce al posto del martello. Ma le storie sono dei piccoli capolavori di satira politica e di costume, con situazioni non insolite in quegli anni. Poi Jacovitti ha imboccato la via della comicità, dell’umorismo surreale o demenziale che ha raggiunto l’apice con il lungo ciclo di Cocco Bill, pubblcato dal marzo 1957 fino alla primavera del 1998 quando sul Giornalino apparve l’ultima storia postuma, pochi mesi dopo la morte del disegnatore, avvenuta il 3 dicembre del 1997 quasi contemporaneamente a quella della sua amata moglie, uccisa dal dolore. A questo duplice anniversario è dedicato il grosso volume Cocco Bill, mezzo secolo di risate western, edito da Stampa Alternativa e curato da Gianni Brunoro, che ci permette di tuffarci in una dimensione insolita dell’antico West, quella umoristica, ma anche realistica, che Jacovitti ha raffigurato con la precisione dell’appassionato del regno di Tex. Tutte le storie non sono mai superficiali, i personaggi sono ben scolpiti e le situazioni, al di là dello spirito demenziale dell’autore, sono sempre verosimili. Nel ciclo di Cocco Bill c’è sempre il piacere dello sberleffo, dell’ironia, della dissacrazione, tutte qualità tipiche di Jacovitti, un maestro del fumetto italiano, che forse non ha varcato i confini della provincia, ma con un livello pari a quello dei grandi autori mondiali. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 6/12/2007
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Scaringi: Tra fantasy e fantascienza
Dopo 9 anni di vita e 18 numeri pubblicati, Gea ha concluso la sua storia editoriale. E’ stato un periodo molto lungo, ricco di vicende avvincenti e coinvolgenti per la varietà dei personaggi e dei temi proposti, sempre avventurosi e fantascientifici, ma legati anche a situazioni vicine al nostro tempo, come l’ecologia e la difesa del nostro pianeta. Il vuoto lasciato dall’eroina di Luca Enoch viene subito colmato da una nuova serie, anch’essa semestrale, perchè le edizioni di Bonelli sono una fucina che lavora senza sosta. Si tratta di Universo Alfa, una collana affidata allo stesso staff di Nathan Never, che approfondirà e svilupperà le situazioni della fortunata collana mensile, con storie auto conclusive e articoli e interventi di varia umanità, che faranno della nuova serie bonelliana una piccola e interessante rivista contenitore, un genere di cui si sente da tempo la mancanza. Tra le novità di casa Bonelli ricordiamo infine un nuovo numero speciale di Mister No, dedicato a una avventura che Jerry Drake e Esse Esse vivono fra Bolivia e Brasile, nella quale l‘ex nazista svolge quasi un ruolo da protagonista. La storia conferma che la nostalgia per lo scanzonato pilota è sempre grande nella casa editrice e perfino fra i lettori, orfani di un eroe storico del fumetto italiano. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 1/12/2007
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Scaringi: Quando i fumetti erano all’Indice
Negli anni Cinquanta, in fondo alle chiese accanto agli avvisi sacri, c’erano spesso elenchi con i film da vedere e quelli vietati. Talvolta c’erano anche elenchi con i fumetti da leggere come quelli del Vittorioso o del Giornalino, e quelli proibiti, capeggiati quasi sempre da Tex, condannato sia per la sua violenza che per il colorito linguaggio che papà Bonelli metteva in bocca al celebre Ranger. Nello stesso tempo al Parlamento alcuni deputati dc chiedevano la proibizione dei fumetti considerati strumento di corruzione dei giovani. Ma le critiche arrivavano anche dall’interno dello stesso partito comunista con Togliatti che polemizzando con Gianni Rodari, noto scrittore per ragazzi, difendeva i disegnatori che illustravano con realismo e poesia le fiabe russe,contrapponendoli agli autori dei fumetti americani. Lo scontro durò a lungo e i fumetti ebbero momenti di vita difficile per colpa soprattutto dell’inedita alleanza che si era creata fra destra e sinistra. In soccorso di Rodari e degli altri esponenti della sinistra arrivò anche Giovanni Guareschi, vignettista e polemista di destra, che difese apertamente i fumetti. Col passar del tempo la polemica si è spenta, superata da altri temi più seri, ma rievocarla serve per tener acceso il ricordo di una guerra piccola e forse ridicola e per riportare alla ribalta anni difficili, per tutti, e non solo per i fumetti. Adesso che gli steccati sono caduti, non sarebbe male che destra e sinistra si unissero per combattere un’altra minaccia ben più pericolosa, quella che anche nei fumetti arriva dal lontano Oriente, con la massiccia invasione dei manga giapponesi che non sono solo una minaccia morale ma anche economica. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 16/11/2007
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Scaringi: Supergulp trentanni dopo

SuperGulp manifesto - phto (c) Goria - click to zoom in at FlickrIn casa di mamma RAI accade spesso che il programma celebrativo di un evento o di un personaggio storico venga trasmesso con ritardo rispetto alla data da celebrare. Lo stesso è accaduto con Supergulp, il programma di successo in onda da metà marzo del 1977, ricordato solo recentemente con un cofanetto composto da un dvd di Rai Trade con i migliori cortometraggi della trasmissione e da un volume edito da Salani con ricordi, testimonianze, curiosità su quel programma e i suoi autori. Il merito di Supergulp è stato quello di aver portato il fumetto italiano in prima serata con una serie di filmati di animazione dedicati ad alcuni famosi personaggi da Corto Maltese ad Alan Ford, da Jack Mandolino a Nick Carter, ideato per l’occasione da Guido de Maria e Bonvi. Erano storielle di una decina di minuti ciascuna spesso tratte dai fumetti di carta e spesso ideate appositamente. Non tutte erano animate ma “mosse” da giochi Supergulp 2003 - Bruno Bozzetto - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickrdi telecamera. In un periodo in cui il fumetto italiano attraversava un momento felice con riviste d’autore come Linus ed Eureka e le migliori edizioni del Salone di Lucca, i migliori autori del mondo delle nuvolette affrontavano il giudizio del pubblico televisivo, che risultò positivo tanto che oggi continuano a giungere dagli autori Guido de Maria e Giancarlo Governi appelli per una nuova edizione di Supergulp. I personaggi che riempivano l’ora scarsa di Supergulp erano indubbiamente popolari e varii, dall’avventura di Corto Maltese alla comicità di Jacovitti, dal grottesco di Alan Ford all’umorismo mostra supergulp Torino 2003 - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickrcattivo di Nick Carter. Il programma ebbe il merito di rilanciare il fumetto italiano e i suoi autori da Hugo Pratt a Jacovitti, da Luciano Secchi e Magnus a Bonvi che con i loro filmati spinsero molti giovani sulla strada del disegno con buoni risultati protrattisi a lungo nel tempo. Il successo di Supergulp è scaturito anche dalla varietà delle sue proposte che accontentavano un po’ tutti gli appassionati del fumetto, ma forse il merito maggiore fu quello di aver contrastato per qualche tempo l’avanzata dei prodotti giapponesi che tra lance spaziali e alabarde rotanti nonché le lacrime di Heidi o di Candy Candy avrebbero occupato a lungo i teleschermi italiani con Goldrake, Ufo Robot, Mazinga e Capitan Harlock, e altri eroi dell’avventura fantascientifica. Oggi anche i giapponesi attraversano un momento di stasi e quanti amarono Supergulp non fanno che rimpiangere quel momento felice di trent’anni fa. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 10/11/2007
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Scaringi: Storie di pittori primo Novecento
La vengeance du comte Skarbek, Tome 2 : Un coeur de bronze : Second chapitreDue romanzi a fumetti di recente pubblicazione fanno supporre un singolare plagio, ma il dubbio, a una lettura più attenta, scompare perché le due storie imboccano strade diverse, seppure con qualche inevitabile punto di contatto. Si tratta del romanzo a fumetti Bonelli, Gli occhi e il buio, scritto e disegnato da Gigi Simeoni, quarantenne bresciano passato dal genere comico a quello realistico, e de La vendetta del conte Skarbek, disegnato dal polacco Grzegorz Rosinski, pubblicato tempo fa dalla Lizard. I protagonisti sono due pittori del primo Novecento, uno italiano l’altro francese, che si trovano al centro di oscure vicende non sempre legate al mondo artistico. Nel romanzo di Simeoni il pittore, dopo ripetuti fallimenti Simeoni > Bonelliartistici, scompare, mentre Milano è sconvolta da una serie di delitti firmati da una sorta di giustiziere misterioso, il Fante di Cuori, che mette a dura prova l’abilità di un poliziotto che indaga anche secondo moderne tecniche scientifiche. Simeoni è molto bravo sia a raccontare la storia che a illustrarla per circa trecento tavole, quasi sempre ambientate in una Milano dove corrono le prime auto e i primi tram elettrici. Scenari pressocchè analoghi a quelli disegnati da Rosinski, in una realistica Parigi primo Novecento. Il conte Skarbek, amico di un pittore scomparso da qualche tempo, sembra intenzionato a rivalutarne il ricordo, trascinando in tribunale un mercante d’arte e alcuni industriali, in uno scandalo clamoroso. Lo sceneggiatore Yves Sente ha saputo ricostruire la Parigi d’un secolo fa, anche attraverso dialoghi e situazioni coinvolgenti che imprimono alla storia il taglio di un racconto a mezza via tra l’avventuroso e il poliziesco, ben coadiuvato anche dalle tavole di Rosinski, passato dal fantasy al romanzo storico, sempre con ottimi risultati. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 2/11/2007
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Scaringi: Le notti bollenti di Chiara.
Clara de noche in una delle statue di Gianfranco Grieco - photo (c) Goria - click to zoom in at FlickrForse quello di Trillo e Bernet è il primo e unico caso di un fumetto dedicato a una prostituta, ma nelle mani di questi autori Chiara, questo il nome della ragazza allegra, ha perso ogni riferimento a storie e situazioni a luce rossa, per diventare una storia un po’ ripetitiva, disegnata con abilità e narrata con un dialogo spumeggiante. Ci sono tutte le situazioni tipiche del rapporto con i clienti, ma anche quelle personali di Chiara con il figlio Paolino al quale la donna cerca di tenere nascosta la professione, ignorando che il bambino, fin troppo sveglio, sa tutto. Chiara è una donna di mondo, al di là del facile gioco di parole, e tenta di sensibilizzare le sue colleghe sui problemi sindacali del loro lavoro, ma è soprattutto una donna che deve lavorare e non può scegliersi i clienti. Le capita pertanto una clientela spesso male assortita, che va dall’impiegato precario che vuole uno sconto sostanzioso al vizioso cronico, dal sadico al masochista, dal riccone che pretende chissà cosa allo studentello in cerca di svago la notte prima dell’esame, e così via in un assortimento di uomini che Trillo e Bernet hanno caratterizzato con esperienza e abilità. Pubblicate da molti anni su Skorpio, le storie di Chiara sono periodicamente raccolte nei cartonati dell’Eura il cui formato più grande assicura maggiore visibilità e ariosità alle tavole. Il prossimo uscirà il 10 novembre e sarà l’ennesima occasione per scoprire alla luce del sole il mondo di Chiara di notte. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 24/10/2007
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Scaringi: Nostalgia di Carosello
Carosello - Calimero - photo (c) Goria - click to zoom in at FlcikrOggi hanno spesso varcato il mezzo secolo di vita, ma amano voltarsi indietro per rievocare il passato e gli anni dell’infanzia. Sono gli orfani di Carosello, la famosa trasmissione pubblicitaria della televisione. Negli anni Sessanta erano bambini e sono cresciuti con quella sorta di baby sitter tecnologico che era, ed è, la televisione. Una sequenza di brevi scenette presentava, con bravi attori o con ottimi disegni animati, i vari prodotti commerciali. A Carosello hanno collaborato non solo famosi registi e bravi attori, Carosello - Tato e Tata - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickrma anche ottimi disegnatori, da Bruno Bozzetto a Paul Campani, modenese vissuto tra il 1923 e il 1991, cresciuto in Argentina con Hugo Pratt e altri italiani, e affermatosi poi in Italia come insuperabile creatore di personaggi umoristici, protagonisti di veloci spot pubblicitari. Tra il centinaio e più di piccoli protagonisti ci sono l’omino con i baffi della Bialetti, Toto e Tata, il capelluto Riccardone, Angelino Supetrim, Svanitella e tanti altri. Tutti questi, insieme a decine di tavole originali, sono esposti a Modena, in una mostra aperta fino al 28 ottobre, che farà certo felici i bambini di ieri cresciuti con Carosello. Un altro aspetto di questa ricerca del tempo perduto, ci viene offerta anche dalla TV che fra Italia 1 eCarosello - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickr Raidue propone alcuni dei più famosi cicli di cartoni animati, quasi tutti prodotti dai giapponesi negli anni Ottanta, e adesso replicati per far felici i trentenni di oggi oppure per farli scoprire ai ragazzi del Duemila, che non hanno ancora conosciuto i Puffi, Heidi con la sua capretta, Remi oppure i tanti eroi fantascientifici, da Ufo Robot a Goldrake, a Mazinga, spesso anche violenti con le loro alabarde spaziali o i razzi rotanti. In questo piccolo revival dell’animazione giapponese c’è posto anche per la Pimpa, la cagnetta a pois ideata nel 1975 da Altan, caustico vignettista satirico ma anche poetico narratore per bambini. Oltre ai cortometraggi, Raidue presenterà a Natale il film animato La Pimpa e l’anatroccolo Alì, quasi a conferma della scuola italiana di animazione, forse artigianale ma per nulla inferiore a quella giapponese. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 21/10/2007
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Scaringi: Un fumetto sull’Olocausto
cartoonist art spiegelman - photo by mr. Diazzler - click to zoom in at FlickrNon è facile narrare con i fumetti l’immane tragedia dei campi di sterminio nazisti, perché i disegni, per quanto realistici, precisi, fedeli alla realtà, non riusciranno mai a rendere credibile l’orrore di Auschwitz e di tutti gli altri campi di sterminio. C’è riuscito, molti anni fa, Art Spiegelman con la geniale trovata di raffigurare gli ebrei come poveri topolini perseguitati e uccisi da un esercito di perfidi gattacci, dai denti aguzzi e le unghie affilate, in divisa da nazisti. Dopo infiniti libri dedicati alla drammatica esperienza dei lager, scritti per lo più dagli scampati come Primo Levi, i campi di sterminio sono entrati nel mondo dei fumetti. Se in Maus c’erano l’originalità dell’invenzione e un pizzico di umorismo ebraico, in “Sono figlia dell’Olocausto” di Bernice Eisenstein, ci sono molta amarezza e tanta poesia, perché l’autrice del libro è una scrittrice e illustratrice canadese, cresciuta nell’angosciante ricordo dell’esperienza vissuta dai suoi genitori, Berek Ben Eisenstein e Regina Bedzin, ebrei polacchi deportati ad Auschwitz. Scampati alla morte, poco prima della liberazione s’incontrarono e dopo un breve fidanzamento si sposarono per vivere poi qualche tempo in un altro lager, quello di Bergen Belsen, trasformato dagli Alleati in centro d’accoglienza. La coppia sarebbe quindi partita per il Canada per rifarsi una vita. Qualche tempo dopo nacque la figlia Bernice, oggi cinquattottenne, cresciuta nel clima della Shoah e negli atroci incubi dei suoi genitori. Scomparso il padre, ucciso circa 15 anni fa dal solito cancro, Bernice ha cominciato a disegnare, ritratti del padre soprattutto, ma anche persone e ambienti della sua famiglia. Un po’ per volta è entrata nel mondo dell’illustrazione e ha deciso di narrare, in una chiave intimistica e familiare, il grande dramma dello sterminio, che rivive attraverso scene e figure a lei familiari, nelle quali si mescolano immagini e personaggi dell’universo del lager, come le gelide camerate o il volto di Adolf Eichmann, il freddo burocrate della morte. Il libro è già uscito, con grande successo, negli Stati Uniti e in Canada, e da metà ottobre uscirà anche in Italia, edito da Guanda che con questo volume vuole inaugurare una collana dedicata alla forma graphic novel. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 18/10/2007
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Scaringi: Il centenario di Milton Caniff
Mr. and Mrs. Milton Caniff - photo by Alan Light - click to zoom in at Flickr - una rara foto di Miton con la moglieNel piccolo mondo delle nuvolette c’è sempre un anniversario da ricordare. Questo, per esempio, è l’anno centenario di Milton Caniff, uno dei maestri del fumetto mondiale, nato appunto nel 1907 nell’Ohio e morto nel 1988 dopo una vita passata a disegnare soprattutto storie di ambiente bellico e militare. Dopo l’esordio nei primi anni Trenta con un fumetto d’avventura come Dickie Dare, avrebbe imboccato la via del successo nell’ottobre del 1934 quando cominciò a disegnare per il New York Times la striscia di Terry e i pirati, una storia ambientata nella Cina contemporanea dove Terry e altri ragazzi vanno in cerca, Milton Caniff 4-36 - photo by Mr.0 - click to zoom in at Flcikr - una delle targhe della Storia dell'Ohiocon l’aiuto di alcuni adulti, di un fantomatico tesoro. Il malloppo non si troverà, ma Terry scoprirà il fascino dell’avventura esotica. Col passare degli anni il personaggio di Caniff cresce in età ed esperienza, si troverà in mezzo ai mille contrasti che agitano il paese asiatico, si scontrerà con veri pirati e banditi di strada, con fanciulle ingenue e perfide maliarde, belle donne infilate dentro attillati abiti lunghi e sempre avvolte nel fumo voluttuoso di una sigaretta fumata con un lungo bocchino. Arrivati gli anni Quaranta, Terry deve rispondere all’appello della patria in guerra, e lo troviamo perciò ancora nell’Estremo Oriente dove combatterà come pilota. La la biografia di Milton Caniffbravura di Milton Caniff permette al disegnatore di realizzare quasi una cronaca visiva della guerra, un po’ romanzata ma con personaggi e situazioni immersi in scenari reali. In un’epoca dominata dai supereroi, il Terry di Caniff è l’immagine dell’americano in divisa, che magari odia la guerra ma la combatte come una missione, convinto di essere nel giusto. Raggiungerà quasi sempre la vittoria, ma spesso a prezzo di dure fatiche, il che ne fa un personaggio in fondo umano, anche in queste storie talora venate di propaganda. Milton Caniff ha disegnato Terry sino a tutto il 1946, quando lo ha ceduto a George Wunder, per dedicarsi ad un altro eroe in divisa, Steve Canyon, ancora un pilota impegnato in operazioni di controspionaggio sui fronti della guerra fredda, dal Medio Oriente alla Corea, fino al Vietnam. Gli anni Trenta hanno visto una grande fioritura di autori, da Hal Foster, il primo disegnatore di Tarzan, poi finito nelle mani di altri autori, perché Foster aveva deciso di immergersi nel mondo medievale dei cavalieri della Tavola Rotonda e di Re Artù con la saga di Valiant, il principe Valentino, testimone e protagonista delle lotte dinastiche che avrebbero fatto nascere la Gran Bretagna. Altri maestri di quel decennio sono stati Chester Gould, creatore del grifagno Dick