
| Scaringi: Romano alla conquista del mondo |
Sul numero del Vittorioso uscito il 23 aprile del 1938 compariva un nuovo personaggio, Romano il legionario, forse il primo esempio di fumetto realistico in Italia, se si escludono quelli dedicati alle vite dei santi o a eventi e protagonisti della storia, ospitati per lo più sui periodici di ispirazione cattolica. Con la lunga vicenda di Romano, collocata nella guerra di Spagna allora ancora in corso, il fumetto italiano fa un ulteriore passo sullo sviluppo di quella scuola, nata a metà degli anni Trenta grazie a ottimi sceneggiatori come papà Bonelli, Pedrocchi o lo stesso Zavattini e a disegnatori altrettanto bravi, da Moroni Celsi ad Albertarelli, a Molino. Sfrondata dagli elementi retorici e propagandistici, la saga di Romano è un fumetto di indubbia qualità grazie soprattutto alla bravura di Caesar, un sudtirolese di nome Cesare Avai che l'ha realizzata fino a metà del 1943 quando il crollo del fascismo portò anche alla chiusura di molti giornali. Caesar apprezzava molto il Gordon di Alex Raymond, soprattutto per i costumi e la ricchezza di tecnologia dei mezzi militari usati sul pianeta Mongo e dintorni. Sfruttando al meglio il suo passato di disegnatore tecnico, Caesar ha realizzato con attenzione aerei, sottomarini, divise e armi ricoprendo con un alone di credibilità una vicenda non sempre verosimile, con i suoi momenti di esagerazione che trasformano il protagonista in una sorta di supereroe casareccio, che a bordo del suo aereo da caccia mitraglia gli avversari, bombarda e distrugge i carri armati nemici e vince quasi da solo quella che fu la prova generale del secondo conflitto mondiale. Finita la guerra, Romano parte per nuove avventure ed è protagonista di altri episodi, come Nel deserto bianco dove con una motoslitta fantascienfica si spinge fino al Polo Nord, e Negli abissi del mare con una batisfera che scende a grandi profondità per
recuperare i relitti navali. Un'altra storia lo condurrà addirittuta al di là dell'Atlantico per sconfiggere un nemico invisibile. A questo punto si concede una pausa per sposare Isa, la ragazza che lo aveva atteso trepidante dopo ogni avventura. Sulla via del ritorno verso l'Italia i due sposini sentono alla radio, nella puntata del 6 luglio 1940, la dichiarazione di guerra di Mussolini contro Francia e Gran Bretagna e Romano non può evitare di rispondere al richiamo della patria. Indossa la divisa e torna a pilotare il suo caccia, protagonista con lui di altri episodi, intitolati fra l'altro Il siluro umano e Caposaldo P, che lo vedranno ovviamente sempre vittorioso, forse in omaggio al regime e al giornalino che ospitava le sue imprese. Rispetto ai precedenti sono più deboli, probabilmente perchè Caesar e il suo eroe stavano perdendo fiducia nell'immancabile vittoria. [Carlo Scaringi]Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 10/4/2008
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