Intervistiamo Eric Shanower in contemporanea

Eric Shanower > ComicblogOggi pubblichiamo un'intervista in "contemporanea" con altri siti, partner di questa particolare iniziativa. L'intervista è a Eric Shanower, l'autore del premiato L'età del Bronzo. I siti della "contemporanea" sono ComicsBlog, MangaForever e naturalmente afNews. "L’intervista è nata grazie ad un rapporto di collaborazione con Andrea Materia, quindi con la casa editrice Free Books, che sta pubblicando le opere dell’autore, e con il contributo di afNews, ComicsBlog e Manga Forever." Potete leggere on line il primo episodio completo de L’Età del Bronzo (click qui) e la storia The Forgotten Forest of Oz tratta da Avventure nel Mondo di Oz (click qui). Non casualmente parte delle nostre domande sono in linea con l'iniziativa The Young Readers' Page (a cura di afNews e Anonima Fumetti, in convenzione con la Regione Piemonte), Buona lettura!
Afnews.info – Se le informazioni in nostro possesso sono giuste, hai frequentato la Joe Kubert School. E’ stata un’esperienza utile? E in che modo questo tipo di formazione “accademica” ha influenzato i tuoi lavori successivi?
Shanower - photo by Disoculated - click to zoom in at FlickrHo frequentato la Joe Kubert School of Cartoon and Graphic Art a Dover, in New Jersey. E’ situata sull’East Coast degli Stati Uniti, a circa un’ora di macchina da New York City. Avevo diciassette anni quando iniziai la scuola nell’autunno del 1981, e presi il diploma del corso triennale nel maggio 1984. All’indomani dell’ultimo giorno di lezione ottenni il mio primo lavoro nel campo dei fumetti, eseguire il lettering di un numero di Warp, pubblicato dalla First Comics. Il giorno seguente ottenni il mio secondo lavoro, disegnare una storia per New Talent Showcase, pubblicato da DC Comics. La mia esperienza presso la Kubert School è stata preziosa sotto molti aspetti. Gli insegnanti mi hanno posto di fronte a tecniche e materiali molto differenti tra loro, alcuni dei quali avevo già incontrato precedentemente, ma di cui la maggior parte mi era del tutto ignota. Avevo seguito lezioni di disegno fin da quando ero bambino, così avevo già esperienza di una gran varietà di stili e tecniche. Ma la Kubert School era più impegnativa di qualunque cosa in cui mi fossi mai imbattuto prima, soprattutto perché si trattava di una scuola a tempo pieno, cinque giorni a settimana. Ho dovuto lavorare duro — tutti laggiù lo facevano, se volevano terminare i compiti assegnati e fare qualche progresso. Prima di intraprendere la Kubert School possedevo già qualche nozione circa il modo in cui gli albi a fumetti venivano creati e pubblicati, ma lì appresi in dettaglio le modalità di preparazione della grafica per gli albi a fumetti americani, e le mani di Joe Kubert - photo Goria - click to zoom in at Flickrappresi da maestri che a loro volta lavoravano per quei medesimi albi. Ho imparato molto anche dagli altri studenti. C’era sempre un leggero sottofondo di amichevole competizione. Provavo invidia nei confronti di altri studenti che creassero artwork belli o innovativi, ma né io né nessun altro reagiva in malo modo per questo. Mi spronava ad impegnarmi maggiormente col mio proprio lavoro. Ho migliorato le mie abilità grafiche immensamente durante gli anni trascorsi alla Kubert School, soprattutto perché c’era così tanto lavoro da fare che ho fatto molta pratica. Il tempo alla Kubert School mi è stato utile anche per crescere in quanto essere umano. Prima di andare alla Kubert School avevo vissuto tutta la vita con la mia famiglia. Ho iniziato la scuola immediatamente dopo essermi diplomato presso un istituto superiore statale. Per la prima volta sperimentai cosa volesse dire essere completamente responsabili di sé stessi. Avevo delle idee circa il modo in cui andava il mondo ed il posto che occupavo all’interno di esso. Molte di queste idee non erano realistiche, così cambiarono. Altre fui io ad abbandonarle. Fa tutto parte del crescere, credo. Una delle cose che cambiarono fu il fatto che prima ero solito reagire in maniera sprezzante nei confronti di quegli studenti che giudicavo non si impegnassero abbastanza, che copiavano o mentivano sui motivi per cui non avevano finito il compito. Imparai che dovevo gestire questo tipo di situazioni con molto più garbo e che non tutti vedevano le cose al mio stesso modo. Ancora oggi non sono una persona piena di tatto in molte situazioni, ma rispetto a com’ero allora lo sono molto di più. Insomma, ricevetti molte preziose lezioni di vita alla Kubert School, lezioni che non erano segnalate come facenti parte del curriculum. Cerco tuttora di essere il tipo di persona che impara, cresce ed è aperto alla vita, ma la concentrazione verso quest’obbiettivo non è più la stessa di allora. Quello fu un periodo davvero intenso.
Afnews.info – Conosci il mondo del fumetto italiano, e se sì, c’è un autore che apprezzi in particolare?
Giorgio Cavazzano - photo Goria - click to zoom in at FlickrTemo proprio di non conoscere molto circa il mondo del fumetto italiano. Ho qualche dimestichezza con alcuni fumettisti il cui lavoro è stato tradotto in inglese, come Milo Manara. Mi piacciono molto Indian Summer e altri dei suoi lavori, come Click! Ho presenti anche alcuni degli artisti italiani che hanno disegnato fumetti Disney, perché alcuni lavori di questo genere vengono tradotti in inglese. Ma in definitiva conosco ben poco del fumetto italiano. Mi piacerebbe saperne di più.
Afnews.info – Poiché attualmente è la mia principale area d’interesse e lo sarà anche in futuro, mi piacerebbe conoscere quali albi a fumetti leggevi da bambino, e se le tue letture infantili sono più importanti e significative per te di quelle adulte.
Tintin conferenza - photo Goria - click to zoom in at FlickrUno dei primi fumetti di cui ho memoria è Tintin di Herge. I libri di Tintin erano serializzati in una rivista americana intitolata Children’s Digest. Più tardi i libri vennero pubblicati in traduzione inglese e li acquistai tutti. Ricordo pure che i miei genitori mi leggevano le strips a fumetti sul giornale della domenica, ma l’unica che riesco a richiamare alla mente con precisione è Pogo di Walt Kelly. Mi piacevano i disegni, ma non le storie — non ero in grado di comprenderle. Più tardi, quando avevo dodici anni, trovai una raccolta di strisce di Pogo e me ne innamorai. Da bambino leggevo anche alcuni fumetti Disney. Il primo che ricordo è Bambi di Walt Disney, la versione a fumetti. Mia madre lo buttò via due volte, ma entrambe le volte lo recuperai dalla spazzatura. Lo possiedo ancora. Per un periodo andai pazzo per Peanuts di Charles Schulz. Per molti anni ne ritagliai le strisce dai giornali domenicali e le conservai. Gettai via la mia collezione quando avevo poco più di vent’anni, perciò sono davvero contento che Fantagraphics stia ristampando la raccolta completa di Peanuts. Ma i fumetti che compravo e leggevo di più quando ero bambino erano quelli editi da Harvey Comics: Richie Rich, Casper, Little Dot, Little Audrey, Hot Stuff e così via. Fui ossessionato dai fumetti di Richie Rich per anni. Una storia di Little Audrey in cui Audrey e i suoi amici disegnano fumetti in cui loro sono i protagonisti mi ispirò una delle serie a fumetti che scrissi e disegnai da giovane — dai dodici ai diciotto anni — su mia sorella, su di me e su due Pogo by Walt Kelly 19 nov 1964 - photo Goria - click to zoom in at Flickrnostri amici, tutti impegnati in fantastiche avventure. Di recente la Dark Horse ha iniziato a pubblicare raccolte di volumi delle vecchie storie Harvey Comics, e siate certi che le sto comprando. Sono rimasto un po’ sorpreso nello scoprire che non ho più una grande opinione di Richie Rich, ma quel Casper è più affascinante che mai. Leggere questi nuovi volumi ha riacceso il mio interesse per gli Harvey Comics che ho comprato da bambino, così li ho tirati fuori dal ripostiglio e attualmente ne sto rileggendo parecchi. Quando ero bambino, mia madre non voleva che io comprassi fumetti che sembravano violenti. Ogni tanto compravo una copia di Justice League of America o Wonder Woman o Astonishing Tales, ma per lo più mi tenevo lontano dai supereroi. Un’altra ragione per cui non compravo fumetti di supereroi era che le storie spesso continuavano da un numero all’altro, ed era improbabile che io riuscissi a trovare due numeri consecutivi. L’idea di non essere in grado di leggere una storia completa non mi piaceva proprio. L’unica eccezione fu quando scoprii Capitan Marvel e la famiglia Marvel in Shazam! della DC. Adoravo quelle storie, sebbene poi sia giunto a capire che le storie che mi piacevano erano le ristampe di quelle degli anni ’40 e ’50 disegnate da C. C. Beck e Kurt Schaffenberger. Le storie nuove di solito non erano altrettanto interessanti. Quando Shazam! interruppe le ristampe e si modellò sulla versione che a quel tempo era trasmessa in televisione, il mio interesse Barks - Vita e Dollari di Paperon de' Paperoni 2007 - photo Goria - click to zoom in at Flickrsvanì. Amavo anche le storie di Zio Paperone e Paperino di Carl Barks. Qualche tempo fa, John Clark della Gemstone Comics mi chiese di scrivere e disegnare una storia per Zio Paperone, ed io naturalmente colsi al volo l’opportunità. La storia è schizzata a matita ed è in attesa di approvazione da parte della Walt Disney, ma ormai è da mesi che aspetto, e inizio a chiedermi se sarà mai approvata e pubblicata. Per un po’ di tempo mi piacquero anche i fumetti Archie Comics. Io penso che la differenza maggiore tra le mie letture a fumetti dell’infanzia e quelle dell’età adulta stia nel fatto che ora sono un fumettista professionista. Quando da bambino leggevo fumetti, li leggevo soltanto perché mi piacevano. Gradualmente, crescendo, iniziai a disegnare le mie strisce e i miei albi a fumetti — i primi che mi ricordo risalgono a quando avevo nove anni. Col tempo, quando avevo circa quindici anni, decisi di voler disegnare fumetti per professione. Ma leggevo ancora fumetti perché mi piacevano, non con l’obbiettivo specifico di imparare da essi. Ora, quando leggo fumetti, li leggo ancora in cerca di un’esperienza piacevole ma tengo sempre aperto un occhio analitico. Li osservo per vedere come gli autori hanno ottenuto ciò che è stampato sulla pagina, non solo come l’artista ha composto una vignetta o come ha sviluppato la storia da una vignetta all’altra, ma come la storia ha raggiunto il suo impatto emozionale. Da bambino non possedevo un simile occhio analitico perché non stavo coscientemente cercando di assimilare tutto quel che potevo. Credo che stessi comunque assimilando molto — altrimenti oggi non sarei un fumettista — semplicemente non lo comprendevo appieno. Invece ora è un riflesso onnipresente, semi-consapevole che non sono sicuro di poter spegnere qualora ci provassi.
Afnews.info – Quali fumetti e strisce di tutte le epoche raccomanderesti ai giovani lettori?
Calvin & Hobbes - photo Goria - click to zoom in at FlickrOltre ai titoli che ho appena nominato e che leggevo da bambino, raccomanderei anche le storie di Zio Paperone e Paperino di Don Rosa, Calvin and Hobbes di Bill Watterson, Courageous Princess di Rod Espinoza, Castle Waiting di Linda Medley, Little Lulu di John Stanley e Irving Tripp, Moomin di Tove Jansson, Popeye di E. C. Segar, e per ragazzi un pochino più grandi Terry and the Pirates di Milton Caniff e Blueberry di Charlier e Giraud.
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Francesco Spreafico, supervisore dei volume americani della Free Books – Presto uscirà una tua miniserie per la linea Marvel Illustrated che adatta il Mago di Oz, ma verrà soltanto sceneggiata da te; cosa pensi di questa esperienza?
Shanower's "Adventures in Oz" - photo by Jay Dugger - click to zoom in at FlickrFinora mi piace adattare Il Mago di Oz in sceneggiature a fumetti. Sono veramente felice che un altro artista, Skottie young stia disegnando il progetto. Se la Marvel mi avesse chiesto di disegnarlo oltre che di scriverlo, avrei dovuto rifiutare perchè la mia tabella di marcia è occupata principalmente da L’Età del Bronzo. Ma riesco a trovare il tempo per scrivere questa serie in otto episodi. Ho appena finito la sceneggiatura del sesto albo, e devo dire che questo lavoro è stato molto divertente. Sto lavorando con il testo di una storia che amo, e posso adattarla nel modo in cui penso debba essere fatto. Gli editor della Marvel sono contenti di quello che ho presentato. Ci sono stati molti adattamenti de Il Mago di Oz. Alcuni sono buoni, altri meno. Ma io credo che, parlando da fumettista che conosce Oz da molti anni, che ha una profonda conoscenza dei lavori di Baum — non solo dei sui libri di Oz — che ha familiarità con quasi ogni aspetto di Oz e di tutte le sue trasformazioni, e che scrive e disegna storie su Oz fin da bambino, apporto un ricco background e un potenziale unico a una versione a fumetti de Il Mago di Oz. Sto compiendo ogni sforzo possibile per realizzare l’adattamento a fumetti definitivo. Anche Scottie Young, il disegnatore, ne è molto entusiasta. Ho visto un solo disegno per questo progetto, così non vedo l’ora di vedere la sua interpretazione della mia sceneggiatura.
Francesco Spreafico, supervisore dei volumi americani della Free Books – L’Età del Bronzo ti tiene troppo impegnato o ritornerai su Oz come disegnatore? Nei fumetti, intendo, oltre a illustrare libri. La tua conoscenza dei personaggi è perfetta.
Grazie. Amo i personaggi di Oz, ma non ho in mente di scrivere e disegnare altri fumetti di Oz nello stile di Avventure nel mondo di Oz. Sono impegnato su L’Età del Bronzo fino a quando non avrò terminato la storia di Troia. Finchè non sarà finita non avrò tempo per nessun altro progetto di primo piano. Spero che quando avrò completato L’Età del Bronzo troverò un argomento del tutto nuovo in cui affondare i denti. Ma non ho idea di cosa porterà il futuro. Forse nuovi fumetti di Oz ne faranno parte.
Francesco Spreafico, supervisore dei volumi americani della Free Books – E visto che parliamo di Oz, scriverai altri romanzi? (Ho letto il tuo romanzo di Oz e l’ho adorato)
heroic - photo by Brainylagirl - click to zoom in at FlickrGrazie mille. Immagino che tu intenda The Giant Garden of Oz, che ho scritto da una mia idea per un thriller ambientato nel mondo di Oz nello stile di Dick Francis o Ken Follett, se posso essere tanto sfacciato a fare un’affermazione del genere. C’è anche il mio libro di storie brevi e poesie su Oz, The Salt Sorcerer of Oz and Other Stories. Ho anche realizzato molto dell’editing e della revisione del manoscritto di John R. Neill per The Runaway in Oz,ma non rivendico quel libro come mio — è senza dubbio di Neill. La risposta lla tua domanda di altri romanzi di Oz è la stessa alla domanda sui fumetti di Oz. Sono impegnato con L’Età del Bronzo nell’immediato futuro, così non posso prendermi nessun altro incarico importante. Non ho piani per altri romanzi di Oz, ma chi sa cosa porterà il futuro?
Traduzione: Roberto Addari and Emiliana Cordone; Supervisione: Michele Fidati and Roberto Addari. Un grazie anche a Manga Forever (cliccate qui per leggere la versione in inglese dell’intervista).

 Interview to Eric Shanower. Click here.

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 29/3/2008
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