Cifre da capogiro per il fumetto all'asta

mani di Pierpaolo Rovero - photo (c) Goria - click to zoom in at FlickrFumetto come Arte. Fumetto come Investimento. Quel che si faceva da tempo con l'arte figurativa, la scultura ecc., ora lo si fa con la letteratura disegnata, con gli "scarti di produzione" del fumetto: gli originali d'autore, e con i prodotti stessi, gli albi, i giornalini, i libri a fumetti, purché d'epoca o rari. In Italia alle aste ci ha abituato la casa d'aste Little Nemo, già libreria antiquaria e galleria. All'estero, nella francofonia ma anche negli USA, le aste si susseguono, una dopo l'altra, facendo girare vorticosamente preziosi oggetti e tanti soldi. In Francia l'argomento è ormai diventato "popolare", tanto da essere oggetto di una inchiesta apposita della rivista Télérama nel numero 3031 in edicola. Accende i riflettori su autori quotatissimi come mani di Gianfranco Goria, Vittorio Pavesio, Pierpaolo Rovero, Alberto Arato - photo (c) Goria - click to zoom in at FlickrHergé, Bilal, Franquin, Tardi, Pratt, Uderzo, Jean Giraud/ Moebius, Manara, Rosinski, Morris, Loisel, Druillet, Vance... Parla di un settore "sano", ancora "lontano dalla pura speculazione a differenza di quello dell'arte contemporanea". Cita la vendita di 32 disegni di Bilal, stimati 350.000 e venduti per 1.300.000 euro. E presenta quello che dovrebbe essere il nuovo record: un singolo disegno ad acquerello della copertina originale dell'albo Tintin en Amérique di Hergé, valutato fin d'ora almeno 300.000 euro. Un giro di grandi collezionisti, di acquirenti pubblici (ma molto discreti) e anche di privati cittadini (per oggetti di altro mani di Sergio Toppi - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickrvalore, si capisce). E gli autori di fumetti, ormai, tirano a non vendere più da sé le proprie tavole originali (che, ricordo, nella francofonia sono da tempo equamente divise fra disegnatore e sceneggiatore e rappresentano, in un certo senso, la liquidazione degli autori), ma si affidano molto volentieri alle case d'aste e alle gallerie. Il famoso gallerista Daniel Maghen si spienge fino a consigliare agli autori, per vendere "meglio" le tavole, di realizzarle a colori diretti (cioé colorando direttamente la tavola, come si faceva una volta), ma senza disegnarvi i balloon dei testi, cioé senza fumetti (che possono essere applicati in seguito, in digitale, in fase di preparazione dell'albo): in questo modo le tavolemani di Barbara Canepa - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickr sono più aprezzate dagli acquirenti di oggi, considerate più vicine alla  pura esperienza estetica, una volta appese in salotto (peccato per me, vecchio cartoonist da striscia, che vado matto per un buon lettering, fatto a mano). Anni luce dai fumettisti di tanti anni fa, che, con gran classe artigianale (solo molto più tardi chiamata arte), cervano soltanto di riuscire nel difficile intento di far sognare bambini e ragazzi con le proprie storie e spesso nemmeno ci pensavano a chiedere indietro i propri originali a editori e tipografi. Oggi, invece, gli autori dovrebbero tenere presente anche tutti gli eventuali utilizzi derivati del proprio lavoro, nel momento stesso in cui stanno lavorando alla storia. O tempora!...

mani di Giardino - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickr "Les originaux des bandes dessinées débarquent sur le marché de l'art. S'il n'y a pas encore de bulle spéculative, les prix décollent aux enchères... Le 24 mars 2007, lors d'une vente aux enchères à Paris, trente-deux dessins et illustrations de Bilal estimés à 350 000 euros se sont finalement vendus 1 300 000 euros, soit le quadruple ! Dans les salons feutrés de l'hôtel Dassault, il y avait beaucoup de « beau » monde – l'ancien directeur de TF1, Patrick Le Lay, des footballeurs professionnels, des capitaines d'industrie..." Full article: Telerama.

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 19/2/2008
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