Ancora su diritto di autore, editori francesi ecc.
Topolino e Gigante - photo (c) Goria - click to zoom in at Flckr - characters (c) DisneyAncora due parole sulla vertenza legale che ha contrapposto l'SNE (il sindacato degli editori francesi) all'internet provider Free. In questa occasione, come dicevamo, l'SNE ha sbagliato il suo bersaglio, a differenza della vertenza del 2005, nella quale aveva vinto contro un privato cittadino francese che aveva messo a disposizione della gente 2288 fumetti digitalizzati. In quel caso il bersaglio era giusto, secondo la legge francese, perché il "colpevole" era chiaramente identificato, anche se il reato era pressocché insignificante. Ecco cosa scrivevamo allora: "Contro la pirateria si muovono come elefanti nelle cristallerie le grandi case di produzione cinematografica, i discografici... e gli editori di fumetti, no? Certo sembra difficile considerare allo stesso livello chi stampa e vende copie pirata di film e dischi, facendone commercio, e chi si scambia scansioni fatte al computer di fumetti attraverso il peer to peer... Infatti persino il Tribunale di Parigi e gli Editori che hanno intentato la causa (tramite il Syndicat National de l'Edition) si sono libri - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickraccontentati di un euro simbolico come risarcimento, quando (il 7 aprile 2005) è stato condannato l'internatuta riconosciuto colpevole di aver messo a disposizione del pubblico, tramite il proprio computer come fosse un server, via internet (p2p) ben 2288 fumetti scansionati alla buona con lo scanner di casa. Le case editrici, tra cui la gigantesca Dargaud, hanno ammesso che questo tipo di riproduzione ha un impatto nullo sulle vendite, cioé non altera il mercato in alcun modo (anzi, forse lo stimola ulteriormente, essendo assolutamente paragonabile alla pre-pubblicazione che le stesse case editrici fanno regolarmente, sia su internet, sia su carta nei periodici). Ma la legge è legge e il SNE è contento di aver affermato il principio della sacralità del diritto d'autore... che peraltro non sempre viene utilizzato per difendere i diritti degli Autori." Vittoria di Pirro, quindi, quella dell'SNE nel 2005: un euro. Motivo? Per la legge francese null'altro era dovuto, poiché, secondo quanto stabilito dal Tribunale, il cittadino, reo confesso, non aveva lucrato in alcun modo e, per giunta, la diffusione di fumetti digitalizzati non creava nessun vero danno agli editori (e confTintin13 - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickragli autori, veri titolari del diritto primario, che però non erano in causa). Stavolta, invece, l'SNE ci ha riprovato, ma ha semplicemente sbagliato bersaglio: il provider Free, per la legge francese, non può essere considerato responsabile di eventuali reati commessi da ignoti navigatori della rete. Anche perché, se fosse il contrario, le varie Telecom, AOL, Fastweb ecc. finirebbero in galera per il traffico internet di terroristi, pedofili, truffatori, neonazisti ecc. che usano la connessione messa a disposizione da quelle aziende. E lo stesso dovrebbe accadere per le società che gestiscono la rete telefonica e così via. Sarebbe un assurdo legale, ovviamente. Le leggi, d'altronde, non sono nemmeno uguali dappertutto, e sono soggette a modifiche nel tempo. Da notare, per esempio, la differenza sostanziale tra la legge statunitense sul copyright (diritto di copia o di riproduzione) e la legge italiana sul diritto di autore: l'impianto filosofico di base è completamente diverso. Quella italiana del 1942 (e successive modificazioni) parte dall'assunto che la persona che deve essere tutelata è l'autore, non altri. I diritti sono tutti in capo Libri illustrati - photo (c) Goria - click to zoom in at Flickrall'autore e passano ad altri solo dopo cessione da parte dell'autore stesso. I "diritti di riproduzione" (copyright) statunitensi derivano invece da un concetto che vedeva alla base la riproduzione, non l'autore. Si sono quindi siviluppati  storicamente su binari diversi. Inoltre in Europa sono in vigore tante diverse leggi sul diritto di autore, una per ogni stato, e solo da poco è in atto un tentativo di omogenizzazione della normativa a livello europeo. Non deve quindi stupire che in alcuni stati europei alcune cose sono reato, e in altri no: derivano da storie diverse, da principi diversi, da legislazioni diverse. In qualche stato, per esempio, è lecito copiare quel che si vuole: si paga una tassa ad hoc su ogni supporto di registrazione, e questi soldi vengono affidati a entità equivalenti alla SIAE italiana, perché siano redistribuiti automaticamente agli autori, agli editori e a tutti gli aventi diritto. Ed è solo una delle tante soluzioni attuate dalle varie leggi esistenti ad oggi, in attesa, come dicevamo, di prossimi nuovi sviluppi.

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 12/2/2008
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