Scaringi: La crisi del fumetto
Da tempo gli editori, compresi quelli maggiori dalla Disney Italia a Bonelli, dall’Astorina all’Eura, lamentano cali più o meno pesanti nelle vendite. Non è una novità, ma il risultato di una crisi che ha molteplici motivi, il più evidente dei quali è la concorrenza dei videogiochi e di Internet, che distolgono dalla lettura ampi settori di appassionati dei fumetti, anche se non sempre si ritrovano nel freddo computer il calore e il fascino emanati dalla carta stampata. La crisi lamentata dagli editori non è solo crisi di vendite, ma anche, e forse soprattutto, crisi di idee, nel senso che storie e personaggi di oggi risultano di gran lunga inferiori a quelli di qualche anno fa. E’ indubbio che Claudio Nizzi, sceneggiatore di Tex e altri eroi bonelliani, non è per nulla inferiore a papà Bonelli, così come molti disegnatori di oggi non fanno rimpiangere Galleppini. Ma sembrano mancare, in queste storie, il fascino, il clima, magari anche il piacere dell’avventura che caratterizzava i vecchi racconti. Una conferma ci arriva dal successo che stanno ottenendo le ristampe, spesso di qualità, allegate a quotidiani e periodici. Se fossero in crisi il fumetto e i suoi personaggi, non si avrebbe quel successo di vendite che ottengono gli eroi anche un po’ datati, acclusi ai giornali venduti nelle edicole. D’accordo che Tex o Diabolik hanno alle loro spalle decenni di avventure e fanno parte di quel piccolo, o grande, mondo dell’immaginario tanto amato dal pubblico, oppure che un ciclo di vecchi fumetti – realizzati da Carl Barks, uno dei maestri dei comics americani – dedicato alla dinastia dei paperi disneyani, registri a sua volta un successo di vendite considerevole, ma forse è il caso di cercare i motivi di questi piccoli boom editoriali. Non è necessario svolgere indagini di mercato per scoprire che il pubblico resta spesso affezionato alle cose più belle del passato, che adesso il mondo delle edicole propone in abbondanza. Del resto non è un caso che alcuni editori dal magazzino pressocchè inesauribile, come la Disney o Bonelli o la stessa Astorina, affianchino le collane originali con numerose ristampe, che spesso ripropongono dal primo numero i cicli più famosi, da Tex a Dylan Dog, dalle parodie disneyane alle imprese di Diabolik. Accanto a queste iniziative ci sono le miniserie, che caratterizzano l’attuale produzione bonelliana, o gli sporadici numeri unici con racconti autoconclusivi, interessanti ma dall’incerto futuro. La realtà è che dalla crisi si esce solo con nuovi personaggi e con storie originali. Ma per il momento l’orizzonte è nebuloso. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 8/2/2008
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