
| Carlo Chendi e la Disney - rivelazioni? |
Nicola Raimondi (che ringraziamo) ha sbobinato per noi una parte delle interviste fatte da Radio Kairos nell'ambito della questione Concina vs. Disney, di cui abbiamo parlato su afNews. Ve ne proponiamo qui dei brevissimi stralci, invitandovi, se interessati, ad ascoltare l'intervista per intero facendo click qui e scaricandola sul vostro computer. Ecco alcune delle afermazoni del noto sceneggiatore disneyano Carlo Chendi:
Topolino hanno destinato il giornale. Una volta il giornale era per bambini 'adulti', cioè il giornale veniva comprato dai genitori, lo leggevano i figli, ma soprattutto lo leggevano i genitori, Se i genitori lo trovano divertente, interessante continuavano a comprarlo, adesso càpita che il giornale è fatto per bambini un po' scemi, detto tra virgolette. E compra il Topolino, lo porta a casa, il figlio magari lo legge, finito lo prende in mano e non lo trova divertente, per cui alla fine non lo compra e dice al figlio: ma non leggere queste scemenze! questa è la terra-terra. Secondo me al Topolino sono successe, non so... hanno sbagliato nei direttori. Il precedente, Cavaglione, veniva da Amica e la sua specialità era una rivista di moda, il secondo direttore era la Muci e veniva da un giornale di moda anche lei, se io chiamo... io ho un ribinetto che perde chiamo un premio Nobel della chimica: riparami il rubinetto! non mi provocherà che danni... ho bisogno di un idraulico e io credo che a Topolino sia mancato l'idraulico, ecco, sono stati messi dei premi Nobel, ma non gli idraulici. ... [omissis] ... E le storie sono fiacche... Io ho letto la lettera che ha mandato Còncina, dove si lamenta che in una storia gli hanno
suggerito 18 cambiamenti e cose del genere, ma davvero, cioè, la Muci aveva creato una redazione con sette redattori che, praticamente, pigliavano in mano una trama e la mettevano ai voti, alla fine ciascuno suggeriva un cambiamento diciamo così snaturando tutto, detto proprio... non so io stesso non sono più riuscito a lavorare in quel ruolo. Io ho fatto tre... non è che non abbia bisogno, però non so almeno ho tante altre cose da fare. Ho fatto tre proposte, me le hanno rifiutate tutte e tre e io ho smesso, che senso ha, io che sono stato abituato per tutta la vita, come anche Còncina, probabilmente come Cimino che il direttore si fidava di noi, cioè una volta che ci aveva 'testati', sapeva cosa eravamo in grado di fare, quindi non ci controllava più. Cimino, addirittura, si faceva pagare le storie in anticipo prima ancora di scriverle, mandava il titolo senza fare la storia, perché il direttore si fidava... Adesso con sette redattori che, d
etto tra di noi, non è che ne capiscano, non sono granché del mestiere, che si mettono lì ad esaminare le storie e poi cominciano a proporre cambiamenti che... insomma per un autore non hanno senso, poi non so sarebbe come se... non so... un grande giornalista, chessò Giorgio Bocca deve sottoporre ogni volta che fa l'articolo deve sottoporre l'articolo a sette redattori che dicono: no, questo non lo scrivi e metti questo... cioè o uno si fida di un autore o non lo fa lavorare... [omissis] ...Guardi, io ho lavorato dentro la Disney per 10 anni, ero un consulente esterno con ufficio dentro ed ero un po' il braccio sinistro di Capelli. Ora, finché c'era Capelli, era possibile parlare con lui in qualsiasi momento, dava ascolto a tutti. Con l'altro direttore, lavorando ancora dentro, una volta lo incontri in corrodoio... ti devo chiedere una cosa... una sciocchezza.
primo non sanno cosa dire, no, no, no... è una situazione..Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 29/1/2008
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