Bob Iger, da soli tre anni alla guida del colosso dell'intrattenimento mondiale (dopo la defenestrazione di Michael Eisner), è ben conscio che "la trasformazione del nostro settore è talmente veloce da imporre un adeguamento costante". Insomma, la Disney si muove continuamente per conservare (e magari allargare) la propria posizione. Iger afferma di non essere preoccupato di Steve Jobs (che però preferisce tenere a distanza, nonostante sia il primo azionista individuale della multinazionale dell'itnrattenimento), quanto di Rupert Murdoch. E certamente non considera nemmeno di striscio il casareccio Berlusconi, che gli fece (quando ancora l'uomo di Arcore era un imprenditore) una grande impressione di "invadenza spaziale", ma che, da come ne ha parlato al Sole24 ore, non gli suscitò altro che "un sorriso". Tornando al punto, per Iger la vera sfida è il web, e per quanto riguarda l'editoria sostiene che "essere bravi editori non è più garanzia di sopravvivenza" e che "la vera sfida per una branded creative content company è diversificare in modo oculato i canali di distribuzione". Chiaro, no? L'intervista completa a Bob Iger è sul Sole24ore e potete leggerla facendo click qui.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 20/1/2008
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