Altaj & Jonson by Sclavi & Cavazzano

T. Sclavi – G. Cavazzano, Altai & Jonson – Volume 1
56 pp., C, col., Giugno 2001, Montego S.r.l., £. 25.000
www.montego.it
Recensione di Alberto Conte


La casa editrice Montego rispolvera dall’armadio della memoria un duo di personaggi ben assortiti, quanto gli stessi creatori: ai testi Tiziano Sclavi ed alle matite Giorgio Cavazzano. Il primo è il celebrato padre di Dylan Dog, nato nel 1986 e vero e proprio fenomeno del fumetto italico per un intero decennio, avendo segnato insieme al Martin Mystère di Alfredo Castelli ( presente peraltro nel volume con un’introduzione) un punto di svolta per l’editoria italiana del settore e rimanendo campione di vendite insieme all’eterna icona di Tex Willer, fino ai nostri giorni.
Cavazzano è ormai considerato un caposcuola, modello per le nuove generazioni di disegnatori della Disney. Succede a grandi maestri, quali Scarpa e Carpi, riuscendo ad emergere in breve tempo grazie ad un approccio di grande originalità: il suo tratto plastico e dinamico evolve la scansione della tavola che, senza trasgredire la tradizione, proietta Topolino e Paperino verso il futuro.
Altai & Jonson, serie realizzata per "Il Corriere dei Ragazzi", viene riproposta per la prima volta in ordine cronologico (previsti sette volumi), in un’edizione pregevole a cura di Luca Boschi e Alessandro Bilotta e ricolorata inoltre per l’occasione dallo studio Innocent Victim, secondo le indicazioni dello stesso disegnatore veneziano. Le brevi storie raccolte nel primo volume sono costruite con intelligente scanzonatura da Sclavi, realizzando una rilettura umoristica del genere noir: la scuola statunitense degli "occhi privati", Sam Spade e Marlowe per citare, è chiaramente genitrice dei protagonisti.
una matita del grande CavazzanoSono presenti, infatti, tutti i temi e le convenzioni del genere: uno scalcinato ufficio, gli eroi in eterna bolletta, i diverbi con la polizia ed i risultati raggiunti praticamente per caso. Il cattivo finisce (quasi) sempre per soccombere alla seraficità di Michael Altai o sotto la minaccia della Colt di Sarno Jonson.
Un’automobile infine che, non a caso stavolta, è un Maggiolone: un detective di altro genere avrebbe fatto la medesima scelta controcorrente vero Mr. Sclavi? Il seriale è un anomalo borderline, in quanto non esiste altro esempio della strada percorsa dagli autori, tranne forse il recente Leo Pulp bonelliano: il giallo sfuma nell’umorismo e nel grottesco senza forzature o cadute di tono. A mantenere la freschezza delle storie è la validità dei personaggi principali, che si integrano a vicenda: laconico Altai quanto sbruffone Jonson. Senza dimenticare, però, i comprimari: il collerico tenente Kennan, l’aspirante investigatore Orville, Sam, il bobtail che diverrà in breve il terzo elemento del team investigativo.
Le storie presentano una struttura semplice, in quanto realizzate all’origine per un pubblico adolescenziale, ma divertenti, sostenute con maestria da un Cavazzano, sempre più a proprio agio con un segno nervoso ed espressivo .
Completano il volume note a piè di pagina, che indicano al lettore il percorso editoriale di ogni singola storia.
(NdGG: non l'avete mai letto?! Andate a sfogliarvi alcune pagine e un paio di matite qui: http://www.montego.it/altejon.htm.)


Montego - www.montego.it - publishes one of the mastepieces by Tiziano Sclavi (Dylan Dog) and Giorgio Cavazzano (Disney etc.): the serial Altaj & Jonson. Seven albums will contain all the stories and the notes about them. You can take a look at a few wonderful pages and some drawings at http://www.montego.it/altejon.htm. A+!

Articolo di Alberto Conte (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 29/8/2001
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