Giulio Maraviglia II - La donna che leggeva le menti

A. Bilotta, C. di Giandomenico, Le strabilianti vicende di Giulio Maraviglia – inventore – II. La donna che leggeva le menti, 32 pp., col., spillato, gennaio 2001, Montego S. r. l., £. 7.000. Recensione di Alberto Conte
Secondo episodio della presupposta trilogia dedicata a Giulio Maraviglia, inventore d’inizio secolo ed eroe per desiderio di verità: il bilancio è quello di una piacevole conferma.
Il team creativo appare ispirato, riuscendo a strutturare un racconto scorrevole e divertente.
Bilotta opta in questo caso per la struttura circolare, a loop, mentre affida la narrazione alla voce fuori campo, appartenente a Lyda Borelli, cantante dell’opera e telepate per disgrazia. E’ lei, infatti, a guidare il lettore tra le pagine, comunicando le angosce di chi è costretto a sentire anche ciò che non vorrebbe, ad essere testimone del lato oscuro di ogni persona. Proprio il suo potere la rende, però, appetibile per il mandante dell’assassinio di Aloisa Squarcialupo: avere il vaglio dei pensieri altrui potrebbe essere importante per chi vuole intessere intrighi.
La sua identità viene rivelata nelle ultime pagine: le implicazioni connesse alla medesima fanno sperare interessanti sviluppi per la prosecuzione del plot.
La scelta grafica è caduta sul taglio stretto delle inquadrature, spesso arricchite da cornici liberty, operazione debitrice della lezione di Adam Hughes. Teatrale ed ironica la presentazione dei personaggi in diverse tavole. Molto attento di Giandomenico a dare un’impronta cinematografica alla scansione delle tavole, generalmente chiare e bilanciate.

Articolo di Alberto Conte (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 26/7/2001
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