| Topolino: a che punto è il fumetto per bambini? |
Avere notizie affidabili dal settore dell'editoria fumettistica italiana può non essere facile. Spesso si ottengono solo voci di corridoio, mezze frasi, allusioni, oppure circostanziate affermazioni per le quali viene però richiesto l'anonimato. Qualcosa, tuttavia, è il caso di far sapere, per cercare di fare il punto. Prendiamo il caso del fumetto per l'infanzia, quello targato Disney, che vede nel settimanale Topolino la sua ammiraglia. Che il panorama dell'editoria fuemttistica sia problematico e che quello per l'infanzia, nello specifico, sia drammatico da molti anni in Italia, è cosa tristemente risaputa. Su Topolino le nostri fonti dicono che il rapporto tra redazione e collaboratori artistici (sceneggiatori e disegnatori), dopo un periodo di turbolenza, insicurezza e disagio, sia più tendenzialmente in miglioramento. Buon per il nuovo Direttore, Valentina De Poli (nella foto) che, se la situazione si assesterà in un
effettivo miglioramento, potrà darsene il merito, per quanto dipende da lei, specie se riuscirà a motivare gli autori con compensi adeguati alla qualità che di volta in volta viene espressa. Certo, è noto che non basta un Direttore per definire l'atmosfera complessiva di una redazione (anche se "il capo" incide sempre molto): competenze, professionalità, specificità umane contribuiscono in larga parte al risultato, nel bene e nel male, e nei forum dedicati, troviamo quotidianamente le puntuali e dettagliate analisi di esperti lettori, a far pulci e a distribuire equamente lodi e biasimi severi (ci sono errori perdonabilissimi, altri troppo gravi per passare inosservati, che si tratti di sceneggiatura, disegno, colore, lettering, articoli redazionali, credits e quant'altro). Tra gli autori si percepisce quasi
un'attesa di un cambiamento significativo (che si tratti di incrementi nella produzione, di mutamenti nei compensi, di cambi di linea editoriale anche radicali...), ma, per ora, non ci sono elementi concreti e definitivi per poter azzardare ipotesi. Evidenti sono, invece, le chiusure delle testate, e altre sono in lista d'attesa, mentre non si scorgono all'orizzonte nuove aperture. Tutto ciò lascia spazio, nel settore, a considerazioni pessimistiche sul futuro, ma non è affatto detto. Se pure fosse confermato il declino costante (i dati di vendita, peraltro, lo confermano, nonostante occasionali piccole riprese), per nulla compensato da interventi di tipo non fumettistico (i gadget a puntate, per esempio, con Topolino, che non è nemmeno chiaro se favoriscano o meno la fidelizzazione dei giovanissimi lettori di fumetti), gira voce che alcune professionalità specifiche (interne ed esterne) potrebbero dare un contributo particolare per un eventuale rilancio che vada incontro alle richieste di qualità intrinseca del pubblico, con "materiali" nuovi e vecchi, italiani e non. Questi ultimi sono recentemente
riapparsi, per vari motivi, anche nell'ammiraglia settimanale, con un certo gradimento, giacché i lettori apprezzano le storie per quel che offrono, senza tenere in conto la nazionalità delgi autori, comé giusto che sia. Nel discorso complessivo rientra ovviamente anche la grafica, che gioca un ruolo davvero importante per un oggetto basato sul Segno come una rivista di fumetti, elemento che i lettori percepiscono in modo istintivo, senza darsene una spiegazione razionale, ma che condiziona il loro approccio al "prodotto editoriale". Tra i patemi degli autori registriamo anche la voce che circola, secondo cui la DeAgostini (per altri la Planeta-DeAgostini) avrebbe fatto una grossa offerta per rilevare la licenza Disney in Italia. Se ne parla a mezza voce da diversi mesi ormai ed è difficile dire quanto sia credibile. Qualche elemento più concreto potrerbbe forse accompagnare il rientro in Italia di un Dirigente che è andato negli USA per una riunione di "boss". Novità in arrivo, quindi, per Topi e Paperi, magari con l'inizio del 2008? Chi vivrà...
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 27/9/2007
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