| Scaringi: Il western all’italiana, da Tex a Magico Vento |
Lo scorso giugno Magico Vento ha compiuto dieci anni inserendosi fra i personaggi più longevi delle edizioni Bonelli. Il compleanno ci offre l’occasione per un rapido giro d’orizzonte del western all’italiana la cui data di nascita si può far coincidere con il debutto del Tex di papà Bonelli e Galleppini, anche se prima c’erano state altre storie come quelle di Kit Carson di Walter Molino. Con Tex è nata una nuova visione del West classico, con i pellerossa non sempre cattivi e i bianchi che in questo scontro di civiltà hanno avuto la loro parte di colpe. Tex è amico degli indiani tanto da diventare, col nome di Aquila della Notte capo di una tribù e da sposare una ragazza pellerossa. Ovviamente non mancheranno, nel corso di sessant’anni di vita di questo personaggio, anche drammatici scontri fra bianchi e indiani che Tex aveva cercato di evitare, fedele ai suoi ideali di pacifismo e di giustizia, quel profondo senso di onestà che lo porterà a combattere con eguale ostinazione contro speculatori e trafficanti di armi, politicanti corrotti e pellerossa testardi nemici dei bianchi. Le avventure di Tex non sono solo divertenti e coinvolgenti, ma presentano anche delle pillole di saggezza e di educazione, risvegliando nei lettori un profondo
senso di giustizia. In 60 anni di vita (il compleanno cadrà nel settembre del 2008) le avventure di Tex hanno offerto un quadro realistico e sostanzialmente preciso di alcuni momenti della storia americana. Potremmo continuare a lungo, ma è difficile aggiungere qualcosa di nuovo. Si può solo dire che il celebre ranger resta un personaggio unico nell’universo delle nuvolette, come conferma un successo che dura da così tanto tempo. Una vita assai più breve ha invece avuto Ken Parker, cow boy crepuscolare ideato nel 1977 da Giancarlo Berardi e realizzato da diversi disegnatori, tra cui il cocreatore Ivo Milazzo. Come Tex, anche Ken Parker non sopporta le ingiustizie e l’arroganza, ma è sostanzialmente un isolato. Il ciclo è durato cinque anni per un totale di una sessantina di albi mensili con storie che hanno proposto momenti cruciali della storia americana. Un paio di albi hanno affrontato i temi dei primi scioperi e della corruzione esistente anche ai massimi livelli della politica. In altri Ken Parker lotta contro l’inettitudine degli ufficiali e contro la cattiveria dei pellerossa sobillati da mercanti di armi e di alcool privi di scrupoli. Lo spirito che anima questo cow boy è lo stesso che
spinge Tex, per cui non è azzardato dire che il ranger è un suo fratello maggiore. Del tutto diverso è invece Magico Vento creato nel 1977 da Gianfranco Manfredi, scrittore e sceneggiatore particolarmente attento ai miti e ai misteri del passato. Magico Vento infatti si chiama in realtà Ned Ellis: quando era nell’esercito è rimasto ferito perdendo la memoria. Curato dai pellerossa, è guarito ma ha acquistato poteri magici divenendo uno sciamano rispettato dalle tribù indiane. Vorrebbe ritrovare il suo passato, ma intanto è contento della sua situazione. Insieme al giornalista Willy Richard, meglio conosciuto col soprannome di Poe perché assomiglia al grande scrittore, è spesso impegnato a lottare accanto agli indiani e non esita a combattere anche contro l’esercito. Ma lui si batte soprattutto contro Hogan, un losco affarista che si è arricchito costruendo, spesso con l’aiuto dei soliti politicanti di Washington, nuove città all’ovest. Rispetto agli eroi tradizionali, in queste storie, accanto ai classici temi avventurosi ci sono magia e mistero in un tentativo, riuscito, di inserire nel mondo del West elementi originali e moderni. [Carlo Scaringi]Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 3/9/2007
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