Scaringi: Nazionalpopolare a strisce
Dago by Robin WoodL’indovinata definizione scelta da Gramsci per un genere di letteratura allora di moda, continua ad essere sempre attuale a decenni di distanza. Gramsci l’aveva adottata per indicare i romanzi di Carolina Invernizio, scrittrice del primo Novecento dal nome che evocava scenari mitologici con mucche al pascolo e prati fioriti. Invece ha scritto decine di romanzi pieni di orfanelle cieche, di trovatelle ospitate in ospizi simili a galere e di padroni spietati e senza cuore. Insomma un mondo visto con realismo e forse con un po’ di cinico compiacimento. Col passar del tempo il filone si è esaurito per rispuntare negli anni Sessanta nel mondo dei fumetti, con Diabolik, il personaggio tenebroso ideato dalle sorelle Giussani che si erano ispirate a un campione del crimine come Fantomas. Le storie di Diabolik, subito imitate da altri personaggi di basso spessore, ebbero il merito di aver portato alla Robin Woodluce proprio quel mondo evocato, in altre situazioni, dalla Invernizio, e trovarono subito altre imitazioni, non necessariamente negative, nelle saghe di infinite puntate o nelle storie brevi pubblicate dai primi anni Settanta da Lanciostory e da Skorpio. Nel corso degli anni ci sono stati infiniti esempi di questo genere letterario applicato ai fumetti, anche se praticamente nessun personaggio ha avuto la carica emotiva ed espressiva di Diabolik oppure di Dago, per citare il più noto fra le decine di personaggi inventati da Robin Wood, uno sceneggiatore che è un piccolo campione del nazionalpopolare. Oltre ai fumetti questo filone click per altre immagini e notizie su Dragonero by Luca Enoch - Sergio Bonelli Editoresi adatta anche ai telefilm nei quali non è raro scoprire situazioni comuni al mondo dei fumetti, come (citiamo un ciclo in programmazione su Raidue) in Jericho, che evoca il clima di Nippur, l’eroe sumerico ideato da Robin Wood, uno dei maggiori successi dell’Eura. Oggi il nazionalpopolare si è trasformato in fantasy, un genere che scava nel passato più fantastico e ha i suoi massimi esponenti in Conan, Tolkien e nel maghetto Harry Potter. La fantasy aveva stuzzicato anche l’attenzione di papà Bonelli quando era incerto fra il mestiere di pugile o quello dello scrittore. Ma dopo i primi romanzi, interessanti e originali ma senza la carica degli intrecci di Tex, ha scelto per sua e nostra fortuna la via del fumetto. A decenni di distanza, la fantasy sta tentando Sergio Bonelli che ha appena lanciato una collana dalla periodicità incerta che in circa 300 pagine raccoglie una lunga avventura fantastica, con draghi, mostri, maghi e streghe contro cui combatte Dragonero, l’eroe senza macchia e senza paura protagonista della lunga vicenda. Non sappiamo quanto un pubblico cresciuto fra sparatorie e scazzottate, fra indiani buoni e fuorilegge cattivi, possa apprezzare una storia calata in scenari insoliti come Dragonero. Ma è l’ennesima scommessa di Sergio Bonelli, cui vanno la nostra simpatia e i nostri auguri. [Carlo Scaringi]

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 16/7/2007
© copyright afNews/Goria/Autore - afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Scaringi